Istria Nobilissima. «Il pianto e il canto»: aspetti dell’esistenza umana

Il poeta Giacomo Scotti, vincitore del premio «Osvaldo Ramou» nella Sezione Poesia in lingua italiana, parla della silloge

Giacomo Scotti, 2007

Nella Categoria Letteratura – Premio “Osvaldo Ramous”, Sezione Poesia in lingua italiana del Concorso d’Arte e di Cultura Istria Nobilissima, il Primo premio è stato assegnato a Giacomo Scotti per la silloge “Il pianto e il canto” “per la sensibilità estesa attraverso la poesia di vita, ben pulsata nell’aspetto lirico”.
Della raccolta poetica ha parlato l’autore stesso, il quale ha spiegato non soltanto la ragione della scelta del titolo, ma anche la fonte d’ispirazione per le liriche.

 

 

Viaggio in venti tappe
“Il titolo della silloge ‘Il pianto e il canto’ indica il dolore e la gioia della vita – ha spiegato Scotti -. Camminando già negli anni alti della vita, ripercorro la memoria del passato, così come tutti lo facciamo, arrivati a una certa età. Il mio percorso, tra il presente e il passato, quindi tra i paesi della mia fanciullezza e il Paese della mia giovinezza e maturità, rappresenta una sorta di viaggio con venti brevi tappe o poesie in cui offro una visione della mia vita, ma anche di coloro che mi circondano e che fanno parte dei circoli in cui mi sposto e opero. Visto che sono qui, in Istria e a Fiume, da più di settant’anni, la famiglia e le amicizie le ho ritrovate in questo periodo. La parte più gioiosa della vita, il canto, l’ho scritta qui, ma ciò vale pure per le pagine più nere o meste della mia esistenza. Secondo alcuni critici letterari i quali hanno scritto su riviste italiane della mia poesia, per quanto riguarda la scrittura poetica, unisco la metrica e a volte anche la rima a un discorso libero. La mia poesia traduce non soltanto nelle parole ma anche nel ritmo i due estremi della vita racchiusi nel titolo della mia silloge. Nella mia lunga vita (ho passato i 92 anni e quest’anno ne compirò 93) non so dire se ho avuto più momenti di canto o di pianto, ma penso che in questo momento guardo anche ai momenti brutti della vita con una certa serenità, per non avvelenare gli ultimi giorni di questo mio viaggio verso l’Ultimo Approdo. Una mia poesia ne parla; è piena di mare, e il mare, come noi gente del Quarnero ben sappiamo, ha le sue calme, ma anche le tempeste, proprio come la mia poesia e il mio confronto con la mia vita”, ha concluso il letterato.

Un invito ai giovani
Per quanto riguarda l’età media dei connazionali che hanno aderito al Concorso, Giacomo Scotti ha fatto notare di aver seguito la polemica legata alla poca partecipazione da parte dei giovani. “Reputo che le nuove generazioni debbano venire richiamate al dovere quali membri della CNI. In quanto vincitore più anziano dell’edizione 2020 mi prendo la libertà di invitare i giovani a contribuire all’esistenza e alla resistenza della nostra CNI. Noi rimasti abbiamo il dovere morale di mantenere in vita questa nostra piccola Italia. Forza ragazzi e ragazze”!

 

Ricordo di una rosa

Mi scrivi ed io ti scrivo di una rosa.
Quella rosa sei tu, fiore che mai
appassirà nell’oro del ricordo,
nella poesia,
quella rosa che colsi e ti donai
per farti mia.
Quella rosa che ondeggia
riflessa nelle acque della Sava
al confine di Bosnia, del dolore
che noi facemmo nostro
convertito in amore.
La rosa dei tuoi occhi ancora illumina
quelle sponde lontane
e i ricordi che nascono
dentro di me stamane.

 

Lo zaino sulla schiena

Porto uno zaino pieno sulla schiena:
un gregge di nipoti
ed un cielo pesante. Sono stanco.
Una donna benigna si trascina
lenta al mio fianco.
Dietro la schiena ho gli anni,
gli anni sulla mia schiena.
Arsi dal mare, gli occhi, occhi del mare,
la schiena fardellata
d’anni, nipoti e zaini,
va lenta sul sentiero
dolce una donna dai capelli bianchi.
In lei mi nascondo.
La vita è un paziente camminare
avviata alla fine
sotto il peso del mondo.

 

La mamma di un novantenne

Mi è rimasto un quarto del cuore,
il resto vaga ancora cercando
l’ombra di mia madre.
Non potè allattarmi, morì ascoltando
il pianto di un bambino di due anni.
Ma ancora sgorga l’acqua di sorgente
di mia madre sparita
nel mio smarrimento
durato una vita.

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