Fiume narrata attraverso i francobolli

Attraverso le emissioni filateliche l'esposizione racconta i passaggi politici, sociali, economici, linguistici e culturali di oltre un secolo

Il curatore Bruno Crevato-Selvaggi, il sen. Carlo Giovanardi, l’assessore Luca Fasan e il consigliere Antonio Calligaris

La vicenda si apre il 2 dicembre 1918, quando venne utilizzato il taglio ungherese da 20 filler raffigurante una scena di mietitura (paradossalmente, per niente rappresentativa della vocazione marittima e industriale della città), sulla quale venne apposta per la prima volta la parola “Fiume”. La Grande Guerra, che aveva sepellito l’Austria-Ungheria, secolare “porto” del capoluogo quarnerino, si era conclusa da circa un mese, ma non la contesa politica. La partita si disputa tra il Regno d’Italia, il nascente Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, e un patriziato fiumano che sostanzialmente vorrebbe continuare a godere dell’autonomia che aveva conquistato come corpus separatum della Corona di Santo Stefano, mantenendo lingua e cultura italiane. Nel gioco s’inserisce quindi anche il Poeta Soldato, che rimestola le carte. I simboli sono fondamentali, tanto quanto le parole, i gesti eclatanti, le armi (purtroppo), gli accordi… E in fatto di immagine, Gabriele d’Annunzio e il suo entourage sono dei veri e propri maestri.

Il primo francobollo di Fiume

Una storia emozionante

Anche nel confezionare i francobolli, piccoli tasselli di una storia emozionante, dal forte impatto visivo e comunicativo, se pensiamo che si tratta di un’epoca in cui i contatti tra persone distanti viaggiavano ancora mezzo posta. Un secolo fiumano complesso, narrato attraverso questi minuscoli, dentellati, esemplari d’arte. E i documenti che la citano. Suggestiva, interessante, alla portata di un pubblico molto vasto e variegato, dai collezionisti ai semplici curiosi: è “Fiume 1850-2018. La filatelia fiumana fra mito, storia ed economia”, che focalizza soprattutto gli anni tra il 1918 e il 1924, estremamente interessanti dal punto di vista filatelico perché è il periodo in cui Fiume si staccò una sua autonomia anche postale, emettendo i suoi francobolli.

Bruno Crevato-Selvaggi illustra i contenuti della mostra

Francobolli, lettere, cartoline…

Accolta fino al 26 settembre a Monfalcone, presso il MU.CA/Museo della cantieristica, inaugurata ieri alla presenza dell’assessore comunale alla Cultura, Luca Fasan, del consigliere regionale Antonio Calligaris, del noto filatelista, on. Carlo Giovanardi, presidente dell’Associazione per lo studio e la promozione della filatelia e della storia postale fiumana nel centenario, e del curatore scientifico Bruno Crevato-Selvaggi. In dodici pannelli – che propongono francobolli, lettere, cartoline, pacchi, vaglia ed altri reperti scelti per l’occasione, più testi esplicativi – sono rappresentati i passaggi politici, sociali, economici, linguistici e culturali di oltre un secolo, fino a oggi. Il percorso è stato realizzato dall’Associazione per lo studio e la promozione della filatelia e della storia postale fiumana nel centenario, in collaborazione con il Comune di Monfalcone.

Legame tra Fiume e Monfalcone

Un’iniziativa culturale che rievoca il legame tra Fiume e Monfalcone, realtà entrambe dalla forte tradizione cantieristica, senza dimenticare l’apporto dei monfalconesi alla ricostruzione dell’economia e cultura quarnerine dopo la Seconda guarra mondiale, dopo il drammatico esodo. D’altra parte, Monfalcone continua a guardare all’Adriatico, come dimostra anche il successo, nel 2019, della retrospettiva su Tullio Crali, artista dalmata nato a Igalo, e il Futurismo (oltre 10mila visitatori).

“Dopo il Vittoriale, Trieste, Monfalcone e la prossima tappa a Teramo in ottobre – ha detto l’on. Carlo Giovanardi –. La nostra ambizione è di chiudere la fase espositiva, nel 2022, proprio a Fiume, perché forse è l’unica città europea che può vantarsi di avere avuto una storia particolarmente complessa, essendo appartenuta in sequenza ad Austria, Ungheria, Corpo d’occupazione interalleato, Gabriele d’Annunzio, Stato libero, Regno d’Italia, Jugoslavia e adesso Croazia”.

Città orgogliosa della sua specificità

Secondo il senatore, la vicenda postale di questa città “testimonia l’unicità della storia locale e la ricchezza degli apporti culturali portati dalle varie nazionalità che continuano ad abitarla. Lo sfortunato tentativo di Riccardo Zanella nel 1922 di costruire uno Stato libero sulla base del suffragio popolare dimostra come questa città sia sempre stata orgogliosa della sua specificità ed autonomia, purtroppo travolte dai totalitarismi del secolo scorso. Oggi Fiume-Rijeka è definitivamente croata ma nell’ambito di un’unità europea che impone di avere un occhio di riguardo per la vecchia maggioranza italiana, divenuta minoranza nel secondo dopoguerra”.

L’assessore Fasan parla di un’altra “bella opportunità culturale per la città”, un appuntamento da non perdere per gli appassionati di filatelia, “non solo per il messaggio storico e culturale, ma anche per conoscere la storia di una città in modo unico e originale, attraverso appunto i francobolli e i vari documenti postali. Nell’intercettare l’interesse di appassionati e cultori, che in numero sempre crescente in Italia si dedicano alla raccolta di questi piccoli documenti stampati, l’Amministrazione ha voluto ulteriormente allargare e variare le proposte di offerta culturale alla città e a tutto il territorio”.

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