Designer italiani: gli elementi del successo

L’architetto Simone Micheli ha tenuto una conferenza online dal titolo «'Pro-gettare’ significa guardare avanti, fare memoria per progettare il futuro»

Il relatore Simone Micheli

L’Italian design day è ritornato con la sua quarta edizione, slittata dallo scorso mese di marzo, e che in Slovenia è stata realizzata nella mattinata di ieri sottoforma di conferenza online. Il tema prescelto per il 2020 è “Disegnare il futuro. Sviluppo, innovazione, sostenibilità e bellezza”, dove la bellezza viene intesa non in senso puramente estetico, ma come strumento di connessione, innovazione e identificazione del Made in Italy.

 

Una vasta rete di collaborazione
La Giornata del design italiano è un progetto lanciato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, che coinvolge gli attori pubblici e privati rappresentativi del design italiano di qualità. Attraverso la collaborazione con ICE – Agenzia, ADI – Associazione per il Disegno industriale, Triennale Milano, Fondazione Compasso d’Oro, Confindustria, Salone del Mobile Milano e FederlegnoArredo, 100 “ambasciatori del design italiano” raccontano in altrettante città del mondo il proprio lavoro, i processi e la realizzazione di alcuni tra i progetti più originali degli ultimi anni. A Lubiana, l’organizzazione locale dell’iniziativa è curata dall’Ambasciata d’Italia, dall’Istituto Italiano di Cultura e dall’Ufficio ICE, in collaborazione con la piattaforma Big see.

Le pareti di un ristorante italiano ideate da Simone Micheli

Fondatore della società di progettazione
L’ambasciatore del design italiano selezionato per la Slovenia nel 2020 è l’architetto Simone Micheli, che ieri ha tenuto un intervento dal titolo “’Pro-gettare’ significa guardare avanti, fare memoria per progettare il futuro”.

Stefano Cerrato, addetto culturale dell’Istituto Italiano di Cultura, ha spiegato che l’architetto Micheli ha fondato nel 2003, con Roberta Colla, la società di progettazione Simone Micheli Architectural Hero, con sedi a Firenze, Milano, Puntaldìa, Dubai, Rabat e Busan. La sua attività spazia dall’architettura all’interior design, al design di prodotto, alla grafica, alla comunicazione e all’organizzazione di eventi per amministrazioni pubbliche e per committenti privati. È stato curatore di mostre tematiche nelle più importanti fiere internazionali di settore. È docente presso POLI.design e presso la Scuola Politecnica di Design di Milano. Con Roberta Colla tiene conferenze, workshop e lezioni presso università e istituzioni di tutto il mondo.

In Slovenia, Micheli è stato recentemente premiato con il Big see Tourism Design Award 2020 per il lavoro portato avanti all’Aquatio Cave Luxury Hotel & Spa di Matera, per il quale è stato uno dei due curatori del progetto e ha portato avanti l’interior and lighting design.

Lo Spa di Matera per cui ha ottenuto il premio Big see Tourism Design Award 2020

Tutta una questione di stile
Simone Micheli ha iniziato la sua esposizione spiegando perché non ha mai avuto paura della concorrenza. “Quando mi chiedono come faccio a superare degli ipotetici avversari – ha puntualizzato – dico che ognuno ha un suo stile e che i miei clienti si rivolgono al mio team perché cercano esattamente quello che noi offriamo e che nessun altro può riprodurre. Se ti piace Armani, non entrerai nei negozi di Cavalli o Gucci. Nella mia squadra ho ben 65 collaboratori, di cui cinque lavorano nell’ufficio del marketing. Questo ufficio ci dà grande visibilità e ci fa conoscere molti clienti e per questo motivo reputo sia assolutamente essenziale. Io credo nel mio sogno e mi reputo un uomo fortunato. Un uomo è veramente felice se riesce a creare un proprio universo nel mondo. Questo vale per tutti i progetti, non solo quelli legati all’architettura o al design”.

Micheli ha continuato la sua esposizione parlando del suo lavoro in quanto creazione di esperienze uniche e corredando la spiegazione con delle immagini di progetti realizzati da lui.

Gli interni dell’Aquatio Cave Luxury Hotel & Spa di Matera

Puntare al capolavoro
Le esperienze più significative diventano una memoria e questa è la definizione del capolavoro. Micheli ha detto che nella realizzazione di alberghi, non si limita mai a disegni con letti, comodini, tavolini e sedie, ma punta sempre al capolavoro, a esperienze uniche. “Mentre progetto gli spazi cerco sempre di pensare senza condizionamenti – ha ammesso -, anche se è difficile. Il passato è importante per noi, ma non la sua forma, bensì i suoi contenuti. Pure la sostenibilità è molto importante per me ed è importante operare in questa direzione, rendere il nostro mondo più sicuro e garantirgli nuova vita. È difficile perché le industrie architettoniche usano prodotti non sostenibili in senso commerciale. D’altro canto io uso elementi semplici ma di grande impatto e questo è importante per i miei clienti, perché abbassa il prezzo del prodotto finale. Il mio motto è sempre stato: ‘Trasporre la complessità della vita in semplicità’”. Un altro elemento rilevante, accanto alla creazione degli spazi e degli elementi che vi si inseriscono è la luce. Micheli ha spiegato che per lui la luce è un materiale fisico come il cemento, può destare emozioni e dare una sensazione di movimento. A esposizione compiuta è seguito un dialogo con Zmago Novak, direttore di Zavod Big e organizzatore del Mese del Design di Lubiana.

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