Darija Gazdek: la stella del canto lirico

All'insegna dei giovani talenti, è stato presentato alla CI di Fiume un concerto che ha visto protagonista la vincitrice del 28º Grand Prix Lions

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Darija Gazdek: la stella del canto lirico
Darija Gazdek accompagnata da Mario Čopor al pianoforte. Foto: RONI BRMALJ

Presso la Comunità degli Italiani di Fiume si è tenuta una serata speciale all’insegna del talento e della musica. Darija Gazdek a soli 19 anni ha dimostrato perché la vittoria del 28.esimo Grand Prix Lions è spettata a lei. La giovane cantante è una studentessa dell’Accademia di Musica di Zagabria, presso cui studia canto insieme al suo mentore Lidija Horvat-Dunjko.
Il concerto a Palazzo Modello ha visto sul palco la giovane cantante accompagnata al pianoforte da Mario Čopor. Le canzoni proposte sono state varie, nella forma, nella lingua e nell’espressività e sono state tutte eseguite con grande maestria. Seppur sia stata impeccabile in tutti i brani svolti, alcuni hanno fatto brillare particolarmente la voce del soprano, svelando quanto il grande talento sia stato accompagnato anche da una grande preparazione.
“Come and trip” dimostra una grande padronanza della voce alternando una nota bassa da una nota alta in una sequenza breve, senza mostrare alcuna difficoltà, mostrando più volte la capacità di salire in una scala perfetta. Per l’esecuzione di “Immer leiser wird mein Schlummer” di Brahms, Darija regala una malinconia indescrivibile, portando a un cambio di ambiente radicale, grazie al brano triste e pieno di amarezza, con la sua voce perfettamente in simbiosi con la lentezza del brano. Con “Del cabello mas sutil, Canciones clasicas españolas”, esprime una padronanza fuori dal comune durante tutta l’esecuzione, ma in particolare lo dimostra senza l’uso di parole, in un breve passaggio, con le labbra chiuse, formando il suono della lettera m.
L’ultimo tris di canzoni ha particolarmente impressionato i presenti. Partendo da “Tu pupila es azul”, di Joaquin Turina, ci porta all’interno del mondo iberico, prendendo dietro tutta l’ammirazione e l’amore che il compositore voleva dimostrare, arrivando a creare un crescendo continuo fino al gran finale. La lentezza di “Tu che di gel sei cinta”, brano di Puccini, porta le sue difficoltà nell’esprimere le parole di Liù mentre parla con la principessa Turandot, comunicandole che anche lei sarà scottata dalle fiamme dell’amore. Questo ostacolo viene surclassato dagli acuti perfetti del soprano, trasportandoci nella drammaticità dell’evento. Nell’ultimo brano “Carceleras” (dall’opera “Las hijas del Zebedeo”) di Chapì, Gazdek ha dimostrato nuovamente un lavoro magistrale con la voce andando a un ritmo veloce mantenendo la voce impeccabile, emettendo gli acuti al momento giusto, mettendo la frenesia che comunica la canzone spagnola regalando una nota alta impeccabile sul finale. Stupendo il pubblico che ha accolto la protagonista con un caloroso applauso.

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