Blažević: «Senza coesione sociale non c’è Teatro»

Il futuro per il TNC «Ivan de Zajc» non è roseo, ma si lotterà fino all’ultimo per garantire la continuazione dei programmi. Gli spettacoli sono pronti per essere messi in scena

Il maestoso Teatro di Fiume. Foto Goran Žiković

La cultura e le istituzioni culturali in queste settimane fanno il massimo per non perdere i contatti con i propri utenti, il pubblico che fino a poco tempo fa trascorreva il proprio tempo libero a concerti, spettacoli, mostre e altri eventi. L’unico modo per non perdersi di vista è stato rilanciare le iniziative già esistenti su piattaforme nuove che possono venire seguite da casa, come ad esempio la televisione, oppure Internet. Il TNC “Ivan de Zajc” è stato il primo teatro in Croazia ad avere proposto programmi on-line realizzati direttamente da casa. Al mattino solitamente viene pubblicato un video in cui uno degli attori legge una poesia, come ad esempio Olivera Baljak, la primadonna del teatro fiumano, la quale ha recitato la poesia “Opomena” (Avvertimento) di Desanka Maksimović seduta sul divano in accappatoio, con una bella tazza di caffè in mano e accarezzando il suo cane. Alle ore 12 segue un pezzo nella sezione “Arija u podne” (Un’aria a mezzogiorno), come ad esempio l’aria C.Saint-Saëns: Samson et Dalila – Mon coeur s’ouvre à ta voix, eseguita dal mezzosoprano Ivana Srbljan, accompagnata al pianoforte da Igor Vlajnić. Nelle ore serali, alle 20, viene pubblicata una storia della buonanotte in seno al programma “Zajčić za laku noć” (Uno Zajčić della buonanotte) a cui ha preso parte pure il Dramma Italiano che ha presentato Il gatto con gli stivali, letto da Giuseppe Nicodemo e Il principe ranocchio, raccontato da Serena Ferraiuolo. Alle ore 22 solitamente segue un balletto del programma “Baletna insomnia” (L’insonnia del balletto). Il programma on-line, però, è un diversivo che non può sostituire le visite a teatro, gli incontri, gli scambi dal vivo, l’atmosfera che si respira allo Zajc, l’emozione degli applausi a fine spettacolo. Il sovrintendente Marin Blažević, ci ha rivelato come sia realmente la situazione “dietro alle quinte” e che cosa potremo aspettarci tra qualche mese, quando l’epidemia sarà, si spera, debellata.

Il sovrintendente del TNC “Ivan de Zajc” Marin Blažević. Foto Željko Jerneić

A causa dell’epidemia Covid-19 il TNC “Ivan de Zajc” ha dovuto sospendere dall’oggi al domani tutti i programmi. Come avete affrontato questa situazione?
“Si tratta di una situazione senza precedenti, di una crisi come non l’avevamo mai avuta se non forse negli anni bellici, ma pure nel bel mezzo della guerra i teatri erano gli ultimi a chiudere i loro battenti e i primi a riaprirli. Nessuno ha mai messo in discussione la loro funzione sociale. I teatri erano e sono rimasti un luogo di integrazione sociale, di resistenza, di critica e catarsi, mentre alcuni, soprattutto quelli nazionali, sono pure un luogo di costruzione e rappresentazione dell’identità sulla quale è stato costruito il nuovo stato nazionale. Guardando dalla prospettiva odierna, pure tale funzione ideologica e, per così dire politica, dei teatri nazionali per quanto anacronistica già all’epoca, potrebbe rappresentare una garanzia di sopravvivenza dei teatri e di una loro possibile liberalizzazione. Si tratta di un processo iniziato già da Mani Gotovac, prima a Spalato e poi a Fiume. Aveva promosso la liberalizzazione dei teatri nazionali e la loro apertura alle estetiche contemporanee, nonché alle politiche liberali e di sinistra in Croazia. Quello che sta succedendo in questo momento è un processo inverso e potenzialmente catastrofico per la sopravvivenza del teatro e non mi riferisco alle singole istituzioni teatrali, bensì al teatro in sé, al teatro in quanto forma di espressione artistica. Il teatro presuppone la partecipazione del pubblico da una parte, quindi del ritrovo di massa, e l’esibizione di artisti, musicisti, attori e ballerini dall’altra. Tutto ciò è impensabile senza un contatto sociale ed è impossibile in un regime di cosiddetto distanziamento sociale. L’aspetto sociale del teatro, ovvero la coesione sociale che avviene attraverso l’esperienza artistica, sono alla base del teatro già dai suoi esordi nell’antica Grecia e in questo momento è stata proibita per motivi che nessuno, almeno in questa fase, può definire infondati. In un momento di estremo pericolo, lo scoppio di una pandemia causata da un virus, i teatri sono i primi a essere stati chiusi e saranno gli ultimi a riaprire i battenti. Esiste il timore, tutt’altro che infondato, che il settore della cultura sarà quello che subirà i tagli più profondi. La direzione del teatro fiumano è pronta a tutto, anche al peggio, però nessuno scenario prevede la battuta in ritirata, ovvero una gestione difensiva”.
In questo momento chi lavora da casa e chi si reca ancora sul posto di lavoro?
“Fino alla settimana scorsa tutti coloro che non avevano la possibilità di lavorare da casa venivano in teatro, ovvero tutti quei dipendenti che non fanno parte di categorie a rischio. Una parte dei dipendenti sta usando le ferie del 2019, mentre le prossime due settimane ci saranno le ferie collettive di quest’anno e il teatro rimarrà chiuso. Tali decisioni e misure sono state prese non soltanto per tutelare la salute e la sicurezza di tutti noi, seguendo le direttive dell’Unità di crisi e del sindaco di Fiume in quanto rappresentante del fondatore e del proprietario del Teatro, ma anche su consiglio della Città di Fiume, la quale ha proposto di usare le ferie adesso per poter realizzare parte dei programmi nei mesi estivi. Moltissimi attori, cantanti lirici, solisti, ballerini, nel frattempo hanno realizzato video in cui si esibiscono, cantano arie, raccontano storie ai bambini, eseguono brani lirici ed è stata pure fondata una scuola di ballo in seno al nostro programma online ‘Zajc uz vas’ (Lo Zajc con voi)”.
Quali sono le reazioni del pubblico al nuovo programma online?
“Fenomenali. La nostra pagina Facebook è stata visitata negli ultimi dieci giorni da più di 90mila utenti. In media ogni singolo video è stato visualizzato più di 4.000 volte, mentre alcuni post sono stati guardati ben 20mila volte. Complessivamente, tutti i video pubblicati negli ultimi dieci giorni hanno avuto un totale di 70mila visualizzazioni, per non parlare delle centinaia di commenti e messaggi di incoraggiamento e auguri arrivatici dal nostro fedelissimo pubblico”.
Se questa situazione dovesse protrarsi fino a giugno, che cosa ci possiamo aspettare dal tabellone teatrale una volta rientrata l’emergenza?
“Tutto dipende dalla possibilità di organizzazione di eventi pubblici di massa, ovvero se i nostri programmi potranno venire seguiti da un pubblico più o meno numeroso. Noi saremo pronti a tutto. La buona notizia è che le due prime dei nuovi spettacoli del Dramma Croato e Italiano di ‘Esercitazione alla vita’ e del balletto ‘Čipka’ (Pizzo) sono state preparate e completate poco prima del blocco dei programmi, il che vuol dire che con poche prove possiamo rimetterci in carreggiata e riprendere dal punto in cui ci eravamo fermati. Ci sono poi pure le repliche di ‘Evita’, i concerti, i programmi per i bambini e i giovani. Dunque, appena ci verrà concesso di riprendere a lavorare in maniera parziale o completa, dopo al massimo una settimana saremo nuovamente pronti per aprire le porte al nostro pubblico”.
Come si rifletterà sul piano finanziario la crisi che stiamo vivendo? Si sta pensando a tagli agli stipendi, licenziamenti o altro?
“Non voglio addolcire la pillola. Dal punto di vista finanziario quest’epidemia ci ha distrutto e sì, tagli e altre misure volte al risparmio saranno necessari, sia che li definisca la Città di Fiume, sia quelli che verranno decisi internamente. Si valuterà se fare una riorganizzazione interna, modificare i sistemi di produzione o i modelli di selezione dei programmi, ma anche la cancellazione di alcuni programmi che avrebbero dovuto prendere vita nella prossima stagione teatrale. Purtroppo il coronavirus è il nemico numero uno della cultura e non ci ha portato proprio niente di buono”.

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