Tra Natale e Capodanno rispunta anche il turismo

Da ieri nei pressi dell’anfiteatro romano e nelle piazze cittadine diverse comitive di villeggianti stranieri provenienti perlopiù da Italia e Germania

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Tra Natale e Capodanno rispunta anche il turismo

No, non è il solito Capodanno. Ma non è nemmeno il Capodanno da paura del 2021. A occhio e croce si potrebbe dire che siamo più o meno a metà strada. Sono di buon auspicio le immagini viste ieri mattina intorno all’anfiteatro romano: una comitiva italiana in salita da via Flavia verso via Emo, una tedesca davanti all’Arena e una terza a passo di marcia diretta dal Parco Tito ai Giardini. Sono comitive di turisti in prevalenza anziani o comunque pensionati che si godono lo spettacolo delle città d’arte piuttosto in autunno e in inverno che in estate. I vantaggi sono plurimi: costi sensibilmente più bassi, scelta più vasta di alloggio e servizi, niente code agli sportelli dei musei e dei monumenti da visitare e certamente nessuna attesa al ristorante. In realtà le comitive di Capodanno hanno poco di che preoccuparsi: generalmente acquistano il pacchetto all inclusive e una volta che sono partiti non ci pensano più. Il pullman, la guida, l’agenzia turistica e l’albergo di riferimento hanno già organizzato tutto per loro.

 

Sui risultati di questo Natale-Capodanno 2021/2022 si stanno già tirando le somme in anticipo. A sentire gli operatori del turismo siamo decisamente sulla via della ripresa. Certamente non sono ancora ammessi paragoni con l’ultimo anno prepandemico (il 2019) ma intanto va già molto meglio rispetto a un anno fa. A volergli attribuire un nome, questo è stato il Natale (e sarà il Capodanno) del Green pass, del PCR, della disinfezione e del distanziamento. Almeno sulla carta, s’intende, ché poi tra le comitive istituite e consolidate il distanziamento si dissolve appena si entra in autobus o nel ristorante di turno. Ma tant’è.

I numeri del Natale turistico polese 2021: 2.223 vacanzieri e 8.600 giornate presenza contro i 844 e le 5.656 dello scorso anno. In breve, quest’anno in dicembre (o meglio, dal primo al 26 dicembre) Pola ha ospitato l’84 per cento di turisti in più rispetto a un anno fa. Il resto delle località costiere istriane ha fatto anche di meglio, soprattutto Rovigno e Parenzo. Questo dicembre (dal primo al 27) l’Istria è stata visitata da 20.000 turisti che vi hanno soggiornato in media tre giorni e mezzo (70.000 giornate complessive). L’anno scorso erano 5.500, ma con una durata media della permanenza sensibilmente più lunga, pari a 7 giorni pro capite (circa 40.000 giornate in toto). Insomma, la ripresa è un dato di fatto. Disgraziatamente però da un’ondata pandemica si sta passando all’altra senza un momento di tregua distinto, complice la nuova variante Omicron. L’Europa è nuovamente sotto l’assedio del virus. Se a Natale ci è andata benino, questa volta sarà a rischio la Pasqua.

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