Pola. Riaperture a singhiozzo

A Pola l’allentamento delle misure epidemiologiche è stato accolto con riservatezza. Non c’è stato assalto né alle palestre, né sono state registrate code davanti ai locali di ristoro che ora possono vendere caffè e bibite da asporto. I ristoratori attendono la riapertura delle terrazze

Un caffè da asporto, prego

L’allentamento (seppur non molto drastico) delle misure epidemiologiche, dovuto al trend favorevole sul fronte coronavirus, non ha portato a dei… ribaltoni a Pola. Accanto al rientro degli alunni delle classi superiori delle scuole elementari, i cittadini non è che abbiano preso d’’assalto’ i bar e i centri fitness, riaperti ieri. I locali di ristoro ora hanno modo di servire ai clienti il cosiddetto coffee to go, bibite varie, panini e altro da mangiare, però non è che ci sia stata ressa. Tra l’altro, il caffè lo si poteva prendere in ogni edicola, nelle panetterie e presso i distributori di benzina. Manca ancora lo spirito di gruppo delle persone, e chissà ancora per quanto, perché il caffè, anche quello più piccolo, rientra nella nostra tradizione, è uno stile di vita che “inconsciamente” favorisce l’aggregamento. Non è cambiato nulla quindi, a detta di alcuni cittadini, i quali hanno affermato che la nostra vita attuale si è ridotta solamente ai supermercati. D’altra parte, facendo un giro mattutino in città, si è potuta osservare una timida reazione dei polesi. Al centro fitness “Erny’s Gym”, in Siana nelle immediate vicinanze del terminal delle corriere, certamente non si fa la fila per allenarsi sugli attrezzi preferiti, però l’atmosfera nella palestra, tra i pochi presenti appassionati del settore, era alquanto piacevole.

Di nuovo in palestra

“Finalmente abbiamo l’occasione di allenarci regolarmente – così Orijana Kljajić –, e nel mio caso lo faccio per salvaguardare la salute. Non ho mai praticato professionalmente alcun tipo di sport. Solitamente vengo in palestra tre volte alla settimana, e mi alleno per circa un’ora, quanto dovrebbe bastare.” Sempre nello stabile ha aperto le porte, per così dire, la birreria “Birra”, che offre pure da mangiare, ossia delle merende. “Sinceramente, la vendita è pessima – ha fatto notare il barista Igor Popović –. In mattinata abbiamo venduto alcuni caffè e altrettanti sandwich. Finché non si apriranno i terrazzi e gli interni dei locali saranno vacche magre”. Passando la zona per dirigersi in centrocittà inevitabilmente si è potuto notare che i bar dietro l’Arena, il “Derby”, il “Fender” e il “Cinderella”, sono ancora chiusi per… Covid -19. Dunque i proprietari al momento non hanno nemmeno l’intenzione di aprirli per servire qualche caffè.

Denis Bimbašić davanti all’Uliks

Lo stesso vale per molti altri esercizi appunto nel pieno centro cittadino. L’eccezione è rappresentata dall’”Uliks”, in piazza Port’Aurea, che come al solito non si arrende.
“Non avevamo troppe aspettative per quel che riguarda la vendita del caffè da asporto – è stato eloquente il proprietario Denis Bimbašić –. E le previsioni si sono rivelate fondate. In prima mattinata abbiamo venduto 13 tazzine. Ad ogni modo però abbiamo aperto il locale per far uscire dal letargo, i nostri quattro dipendente. Speriamo che con il primo marzo avremo la possibilità di aprire almeno il terrazzo. Negli ultimi mesi le perdite sono state consistenti, non è facile rimanere chiusi 5 mesi all’anno. Grazie alla lunga tradizione del locale, credo che non saremo costretti a chiudere baracca. Purtroppo, a differenza di molti altri, che non hanno un modo per sopravvivere in simili condizioni”, ha concluso Bimbašić.

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