L’omaggio di Pola a Yuri Gagarin

Esattamente 60 anni fa il cosmonauta fu protagonista della prima incursione nello Spazio che durò esattamente 108 minuti. Ieri nei pressi della Scuola media di Monteparadiso è stato scoperto un busto in suo onore. Presente l’Ambasciatore russo Andrej Nesterenko

12.04.2021., Pula - Povodom obiljezavanja 60. obljetnice lansiranja kozmonauta Jurija A. Gagarina, prvog covjeka u svemiru (12.04.1961.) ispred Industrijsko-obrtnicke skole otkrivena je njegova bista. Photo: Srecko Niketic/PIXSELL

Il 12 aprile di sessant’anni fa alle 9.07 secondo l’ora di Mosca, dalla base spaziale di Bajkonur in Kazakistan decollava la Vostok 1, la prima navicella spaziale con equipaggio umano lanciata nello Spazio. Nei 108 minuti del volo che seguirono, Vostok 1 compì un’orbita completa intorno alla Terra per poi atterrare con trionfo inaugurando l’era delle missioni spaziali. Nella capsula c’era il ventisettenne Yuri Gagarin, il “Cristoforo Colombo dei cieli”: venne selezionato per la missione tra 3.461 candidati, 20 finalisti e 6 superfinalisti di poco o per niente inferiori. Ieri Pola ha festeggiato l’anniversario con un programma solenne alla presenza dell’Ambasciatore russo a Zagabria Andrej Nesterenko. Tra gli astanti una sempre più numerosa comunità russa polese e istriana che comincia a far sentire la sua presenza con tutta una serie di iniziative di carattere sociale, per lo più culturali e umanitarie. Lo scoprimento del busto di Gagarin davanti alla Scuola artigianale-industriale di Monteparadiso è solo una di queste iniziative comuni favorite dalle autorità locali e dalla minoranza nazionale russa.

La cerimonia ha attirato molti curiosi

Una Galassia in fiore
Le celebrazioni sono state indette nell’ambito della Settimana della cosmonautica su iniziativa della Società istriana di astronomia (Osservatorio di Vidulini) in collaborazione con l’Istituto di Monteparadiso, la scuola istriana di riferimento per la robotica, l’astronomia e l’astronautica. Il busto polese di Gagarin è il terzo in Croazia (gli altri due sono stati innalzati al cosmonauta a Zagabria e a Fiume), mentre la celebrazione polese del 60.esimo del primo volo di un uomo nello Spazio è nientemeno che la manifestazione centrale per l’Europa. A scoprire il busto, insieme, l’Ambasciatore Nesterenko, la vicesindaco Elena Puh Belci, il preside Dragan Radovanović e Marino Tumpić dell’Osservatorio di Vidulini. Le avverse condizioni meteo non ha permesso alle delegazioni di dedicare del tempo anche al nuovo Percorso planetario didattico con l’orologio solare al centro del “Sistema Solare” nel cortile della Scuola, né di visitare la “Galassia in fiore” che imita la Via Lattea. La pioggia piuttosto insistente ha permesso di sentire appena i due inni nazionali e le parole dell’Ambasciatore russo che hanno scaldato i cuori: “Chissà che nel tracciare la prima orbita di un uomo intorno alla Terra, Gagarin non abbia visto anche quel puntino sulla crosta terreste che è la vostra splendida città di Pola? Oggi scopriamo il suo busto davanti a una scuola professionale che si occupa di robotica e astronautica anche per ispirare i giovani a scavalcare gli orizzonti, a guardare oltre, a inseguire i sogni”. Gli ha fatto eco Marino Tumpić, factotum dell’iniziativa: “Oggi celebriamo la storia contemporanea dell’umanità, che con Gagarin si era detta: la Terra non ci basta più, vogliamo andare oltre, vogliamo conquistare lo Spazio”.

Un modello di Via lattea in fiore

Tappa in Municipio
Per la cronaca, tra gli altri appuntamenti della giornata si ricordano il ricevimento per la delegazione russa al Municipio, una mostra di fotografie dallo Spazio e la presentazione del libro “Elementi di cosmonautica”.

L’applauso dell’Ambasciatore russo Andrej Nesterenko, a sinistra Marino Tumpić e Dragan Radovanović

Nel pomeriggio la delegazione ha fatto visita a Pisino dove ha partecipato a una conferenza economica.

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