L’Herculanea batte cassa, servono 4,3 milioni

Parte dei soldi di cui si è fatta richiesta alla Città verranno investiti nell’acquisto di due camion

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L’Herculanea batte cassa, servono 4,3 milioni
Raccolta dei rifiuti, investtimenti continui. Foto: SASA MILJEVIC/PIXSELL

L’azienda per la nettezza urbana Herculanea è tornata a bussare alle porte di piazza Foro con una nuova richiesta di finanziamento, anche questa finalizzata a migliorare i servizi. La risposta pare affermativa: la Città di Pola dovrebbe versare alla sua controllata 4.285.000 di kune senza obbligo di restituzione perché si tratta appunto di un investimento nel decoro e nell’igiene urbana. Il sindaco ha già approvato il versamento, ma non spetta a lui la decisione definitiva: la manovra non sarà autorizzata pienamente se non con l’approvazione del Consiglio municipale, che torna a riunirsi lunedì prossimo, il 12 dicembre. Ma la logica dell’assenso è uguale: raramente la Nettezza urbana si vede negare i soldi richiesti per il rinnovo del parco macchine e gli impianti. A maggior ragione se nella motivazione si parla del tasso di differenziazione, l’imperativo assoluto.

Per l’azienda polese la Città metterà sotto l’albero una busta più che generosa del valore di 4,3 milioni di kune. Come verranno spesi? La direzione necessita di due camion per la raccolta della spazzatura riciclabile a due scompartimenti, e intende coprire le spese della valutazione di impatto ambientale (VIA) per il futuro impianto di selezione e compostaggio da unirsi a un futuro Centro di separazione e recupero, visto che le attuali soluzioni di Valmade e Metis non bastano assolutamente per coprire le necessità della popolazione. La normativa in materia richiede infatti che ogni località superiore ai 3.000 abitanti abbia almeno un centro di separazione e raccolta e uno in aggiunta su ogni 25.000 abitanti. Per cui Pola deve averne tre, ma ora come ora i polesi usufruiscono soltanto dei servizi forniti dai centri di Valmade e dall’azienda Metis nell’area di Siana esterna alla tangenziale.
Piuttosto, a che punto siamo con la transizione ecologica dallo smaltimento classico all’economia circolare? L’UE vorrebbe che entro il 2030 si toccasse una media del 65 per cento di raccolta differenziata, ma è inutile dire che le differenze tra i Paesi del Nord e quelli del Sud sono elevate anche senza dire del divario sull’asse Est-Ovest. A Pola si procede a passi di lumaca e con grande impegno di soldi, ma i risultati sono tutt’altro che tangibili. L’azienda per la nettezza urbana ha finito di collocare nei quartieri altri 20.000 cassonetti per la raccolta differenziata di carta e cartone (campane o cassonetti con coperchio azzurro) e plastica, ferro, alluminio e tetrapak (campane o cassonetti con coperchio giallo) che sono stati distribuiti nel corso degli anni 2020 e 2021 grazie al concorso del Fondo nazionale per la protezione dell’ambiente che si alimenta perlopiù con soldi europei. A questo punto il fondo cassonetti della Città di Pola conta 35.000 unità, quanto basta per cominciare a selezionare seriamente. Per fare “sul serio” la società ha rinnovato il suo parco mezzi e continuerà sulla stessa scia. Il passo successivo è la valutazione d’impatto ambientale e per un futuro impianto di selezione e compostaggio, che per venire alla luce necessita di un’analisi della composizione della spazzatura per tipologie di scarto o frazioni: in primo luogo i materiali sintetici, e poi l’organico affinché si possa individuarne la quantità, la struttura e il valore energetico. Questo per quanto attiene il futuro impianto di separazione e compostaggio. Per il futuro Centro di separazione aperto alla cittadinanza è stato stabilito di sistemarlo in via dell’Industria, nell’area vicina ai grandi centri di distribuzione della periferia commerciale. La location è stata scelta per una maggiore visibilità, un migliore accesso e un’efficiente disponibilità di spazio operativo per i clienti.

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