Salvore. Nella rete di Kocijančić ben 12 granchi blu

Si tratta di una specie alloctona che negli ultimi anni ha invaso un po’ tutto il Mediterraneo, ma generalmente vive lungo le coste atlantiche

Il granchio blu o granchio reale

Ezio Kocijančić, pescatore di Salvore, ha catturato con la sua rete ben 12 granchi blu, chiaramente alloctoni, che da qualche tempo si sono stabiliti da queste parti. Si tratta del famoso granchio reale che vive lungo le coste atlantiche. Essendo una specie alloctona e quindi poco conosciuta, Ezio Kocijančić ha preferito rigettarli in mare. Tuttavia, il biologo marino Neven Iveša, della Facoltà di Scienze naturali dell’Università “Juraj Dobrila” di Pola, al quale il presidente del Gruppo d’azione locale per la pesca (FLAG) “Pinna Nobilis” Danilo Latin ha segnalato l’insolito pescato, ha confermato che si tratta di una specie commestibile, dalle carni molto pregiate, che negli Stati Uniti raggiunge il prezzo di 30 dollari il chilogrammo.

 

Il granchio blu negli ultimi anni ha invaso tutto il Mediterraneo. La tesi più gettonata è che sia arrivato attraverso le acque di zavorra delle grandi navi e che poi si sia stabilito anche a casa nostra. Il fatto è che è una minaccia per la biodiversità di questa zona, perché è particolarmente vorace e può raggiunge anche i venti centimetri. Esemplari piuttosto grandi li abbiamo già fotografati a Umago. I pescatori della zona, che informano regolarmente i biologi marini sui ritrovamenti di specie alloctone, hanno notato pure altri cambiamenti nel pescato.

Due anni fa c’erano molte ricciole e pesci serra, che sono quasi mancati lo scorso anno. In compenso hanno trovato nelle reti molte ombrine boccadoro, pesce molto pregiato e ambito per le sue carni. Ne sono stati catturati esemplari anche di 7-8 chilogrammi. Si pensava che l’ombrina boccadoro fosse quasi scomparsa da queste parti, invece lo scorso anno è ritornata e in quantità sorprendenti, per la soddisfazione dei pescatori che operano lungo la costa.

Ezio Kocijančić con uno dei 12 granchi blu che ha preso nella rete

Dunque in mare non tutti gli anni sono uguali: prima c’è abbondanza di una specie, che poi scompare lasciando il posto a un’altra. Succede con le alghe e succede con il pesce. Difficile comunque fare una mappatura affidabile delle scoperte, perché soltanto negli ultimi anni i pescatori hanno iniziato a segnalare ai biologi questi cambiamenti, che spesso sembrano occasionali, ma che a quanto pare possono diventare anche frequenti. Di sicuro è che il mare ormai, chissà per quale motivo, ci porta un po’ di tutto: pesci palla, barracuda, pesci balestra, ricciole di fondale, pesci sciabola, pesci spatola. In altre parole una quantità di pesci “alieni” non proprio abituali frequentatori del nostro mare. E molti esemplari sono stati catturati tra Umago e Salvore.

Scomparsa invece dalla lista del pescato, la “granzievola” o “granceola”, che fino agli anni 60-70 del secolo scorso era molto presente lungo la costa istriana. Dopo la mareggiata del 1966 però è scomparsa. I pochi esemplari che arrivano sono importati da altre regioni della costa dalmata. Qui se ne prendono soltanto poche, non certo ogni giorno, e molto al largo.

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