«Oleum Olivarum». Il prestigio nonostante tutto

Anche se inizialmente si pensava di posticipare da maggio a fine luglio l’edizione 2020 della fiera internazionale dell’olio d’oliva “Oleum Olivarum” di Crassiza, l’Ente per il turismo della Città di Buie e il suo direttore Valter Bassanese, volendo evitare incontri o raggruppamenti di cittadini, vista la situazione epidemiologica, hanno deciso nei giorni scorsi di rendere pubblici i risultati delle analisi dei campioni di olio tramite un comunicato stampa.
La manifestazione “Oleum Olivarum” di Crassiza è stata fondata 23 anni fa e da allora ha avuto una crescita notevole, sia dal punto di vista della qualità che della quantità di prodotti tipici legati all’olio d’oliva, ma non solo. Questo ha interessato pure formaggi, tartufi, prosciutto, miele e tutto ciò che la terra istriana offre e che si vuole trasformare in un brand su scala europea. È nata, infatti, come una modesta rassegna dell’olio d’oliva, ma con il passare degli anni è cresciuta, divenendo una manifestazione di prestigio. La Fiera, che gode del patrocinio della Città di Buie, dell’Ente per il turismo e dell’Università Popolare Aperta (UPA) di Buie, è una delle più antiche fiere in Croazia dedicate all’olio d’oliva che consente di valutare la qualità degli oli in base ai più elevati standard regionali. Proprio per questo motivo, un importante numero di produttori decide di parteciparvi per veder riconosciuto il valore dei propri prodotti e per avere così la possibilità di collocarli in modo più semplice e proficuo su determinati mercati.
Quelli che risplendono d’oro
I campioni, consegnati nel febbraio scorso al comitato organizzativo per l’analisi organolettica e chimica, erano 90, numero basso atteso, come confermato nel comunicato di Bassanese, vista la stagione estremamente sfavorevole del 2019, segnata da un raccolto esiguo. Su 90 campioni, 42 si sono aggiudicati la medaglia d’oro, 24 invece quella d’argento, 8 di bronzo, mentre 7 sono i campioni che sono stati inclusi per le loro proprietà come oli extravergine. Sono 9 invece i campioni che non rientrano nella categoria di questi ultimi. L’analisi chimica si è svolta presso l’Istituto di sanità pubblica della Regione di Sebenico e Knin, mentre quella organolettica è stata eseguita dall’Associazione sensoriale “Olea” di Sebenico. Come più volte cercano di spiegare i membri delle associazioni sensoriali, quando si parla di “assaggi”, non si parla di “degustazioni”, infatti i due termini si differenziano nella tipologia di analisi del gusto, che nel secondo caso viene fatta rispettando alcune semplici regole. Il più raffinato dei cinque sensi non è una cosa semplice da definire, per quanto bastino pochi elementi come, nel caso dell’olio di oliva, la dolcezza, la piccantezza e il profumo. Ovviamente, ogni tipo di olio è abbinabile a un determinato piatto. Per condire, ad esempio, il pesce, spiega l’esperta Flavia Vigini Bellè, dell’Associazione sensoriale buiese, è preferibile un leccino o un pendolino, oli più leggeri, per evitare di coprire il delicato gusto del pesce. Al contrario, per un cibo un po’ più intenso, si può usare una bianchera, molto frequente in Istria, che risulta essere un po’ più amara. Ovviamente, ognuno è libero di scegliere gli abbinamenti più adatti al proprio palato.
A Valle l’olio più pregiato
Il campione della manifestazione di quest’anno è l’OPG Lupić di Valle, con un totale di 96,6 punti conquistati. Il secondo e terzo posto sono andati a Maresego (Marezige) di Capodistria, rispettivamente ad Arsen Juričić (96,45 punti) e a Danjel Sabadin (96,11 punti). Tra i primi dieci si sono classificati pure oli di Grisignana, Montona, Pinguente, Zara e Visignano. Tutti gli olivicoltori che hanno inviato i campioni per l’analisi riceveranno i risultati dell’analisi e le medaglie per posta, mentre per i primi dieci si terrà una cerimonia di premiazione appropriata. È noto che l’olivicoltura e la produzione di olio extravergine contraddistinguono da secoli il Buiese. Oggi, questo prodotto tradizionale riveste un ruolo di grande importanza non solo per l’economia locale in generale, ma anche per l’agricoltura, la gastronomia e il turismo in particolare.

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