Orijent. Gerc suona la carica: «Noi ci crediamo»

La compagine fiumana è pronta per il doppio spareggio per la promozione in Prima Lega con l’Istra

Il capitano Vedran Gerc, il direttore Marinko Koljanin e l’allenatore Fausto Budicin durante l’incontro con i giornalisti. Foto Zeljko Jerneic

La Federcalcio ha stilato il calendario della Prima Lega per la prossima stagione che partirà tra due settimane, dopo una sosta estiva mai così breve. Si sa tutto tranne il nome della decima squadra che vi prenderà parte, cioè la vincitrice della doppia sfida tra i fiumani dell’Orijent 1919 e l’Istra 1961. I polesi sono ormai abituati a doversi assicurare la permanenza nel massimo campionato attraverso le qualificazioni. Vi sono arrivati quattro volte, centrando l’obiettivo in tre occasioni sul campo e in una a tavolino in seguito al ritiro del Sesvete. L’Orijent invece ha militato in Prima Lega soltanto un anno, nella stagione 1996/97, seguita poi da un declino che ha portato i rossi di Crimea fino al tracollo finanziario e al fallimento societario. Questa volta, come assicura il presidente Saša Matijaš, ci si appresta a compiere il grande passo con consapevolezza e senza rischi.
All’incontro con i media ieri non c’era lui, bensì il suo vice Marinko Koljanin ad annunciare il primo dei due incontri contro l’Istra 1961, in programma domenica sera a Cantrida, nello stadio che pochi giorni fa ha riavuto la licenza da parte della Federcalcio per poter ospitare le partite di Prima Lega. Ci sono tutte le condizioni, assicurate dalla municipalità fiumana, tra cui i tornelli che, almeno per ora, non serviranno a nulla visto che si dovrà giocare a porte chiuse a causa delle misure di contenimento del coronavirus.
Koljanin, ex portiere cresciuto nelle file dell’Orijent, ha ringraziato il sindaco Vojko Obersnel, il quale ha mantenuto le promesse fatte, e il presidente del Rijeka Damir Mišković, che aveva messo a disposizione lo stadio di Rujevica per la gara d’andata dello spareggio qualora Cantrida non avesse ottenuto la licenza. “Da mesi ci prepariamo per questa partita – dice Koljanin –, dopo essere stati, soltanto due anni fa, in Quarta Lega. Per quanto riguarda gli spareggi, mi pare quasi scontato che l’Istra 1961 sia favorita, ma allo stesso tempo non è certo intoccabile. Abbiamo anche noi alcuni punti di forza, in primo luogo il fatto di non avere sulle spalle alcun peso, nessun obbligo di dover vincere a ogni costo. C’è un traguardo che noi desideriamo e che loro devono per forza centrare”.
Vidas e Travaglia assenti
In riferimento a questa considerazione Koljanin ha precisato che l’Orijent è composto quasi esclusivamente da calciatori di Fiume e del circondario, un modo per dare continuità alla tradizione del club e per avere dei progetti sostenibili per il futuro. “Dalla nostra parte c’è l’energia e le ambizioni dei giovani calciatori, come pure quelle del nostro allenatore”, ha aggiunto Koljanin lasciando poi la parola al tecnico rovignese Fausto Budicin. “In questo momento penso soprattutto ai problemi di organico e alle assenze in difesa. In questa prima sfida dovrò fare a meno di Vidas e Travaglia. Il primo non ci sarà nemmeno nella gara di ritorno, mentre Travaglia lo vedremo forse al Drosina nel match di ritorno. Comunque, eviterei di fare pronostici in questo senso. Ci saranno problemi per completare la formazione, anche a causa dell’operazione a cui si è dovuto sottoporre Fućak. Inoltre, non abbiamo potuto rinforzarci per gli spareggi, per i quali avremo a disposizione la rosa che c’era prima dell’interruzione del campionato”.
Tra le altre cose, i rossi di Crimea non hanno avuto modo di “ripulirsi” dai cartellini, come ha potuto fare ad esempio l’Istra 1961 attraverso il campionato. Inoltre, l’Orijent 1919 non gioca una gara ufficiale da ormai cinque mesi. “Non vorrei commentare quanto avvenuto in questo senso per non distogliere l’attenzione da ciò che conta veramente, come il cammino dell’Orijent dalla Quarta Lega alle qualificazioni per approdare alla massima divisione. Per questo motivo vorrei ringraziare i membri dello staff tecnico e i giocatori, quelli attuali e quelli che c’erano prima di me. Tutti loro hanno contribuito a questo grande successo per il club. Cerco di far capire ai ragazzi che fa lo stesso giocare tra di noi in allenamento, affrontare il Manchester City, il Barcellona o lo Špansko. L’importante è riproporre in campo le stesse cose sulle quali abbiamo lavorato durante gli allenamenti. Non è soltanto una questione di tattica e tecnica, ma anche di carattere”.
Budicin: «A Pola con un risultato attivo»
Ma come interpretare la doppia sfida? “Il nostro obiettivo è quello di arrivare alla partita di ritorno con un risultato attivo, per rendere più ansiosi gli avversari”, ha concluso Budicin, il quale ha nella sua carriera di giocatore anche dei trascorsi nel club polese. Il capitano Vedran Gerc ha aggiunto: “Come sempre negli ultimi tempi anche stavolta tra di noi l’atmosfera è ottima, forse addirittura un po’ euforica. Non ci sono pressioni, anche se noi ci crediamo”.
Tifosi in… subbuglio
Per concludere, e per doveri di cronaca, bisogna riportare anche il pensiero dei tifosi che, almeno per un po’, non potranno tornare a tifare dagli spalti. Quelli dell’Orijent 1919, i Red Fuckers, annunciano di voler disertare Cantrida se la loro squadra dovesse ottenere la promozione, mentre l’Armada, cioè una parte della tifoseria del Rijeka, ha dato del bugiardo al presidente Damir Mišković, esponendo a Cantrida uno striscione dopo che l’impianto è stato dichiarato idoneo per la Prima Lega su richiesta dell’Orijent. Il tema meriterebbe sicuramente un’analisi approfondita onde comprendere dov’è la linea di confine tra la nostalgia del tifoso e gli interessi individuali.

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