L’irresistibile fascino della batana salvorina

La batana, simbolo della tradizione di Salvore

SALVORE | Il mare piace, soprattutto quando parla delle persone, delle barche e della tradizione popolare. Un’insieme di cui fa parte anche la batana salvorina, che affascina soprattutto i turisti. Certo, è stato scritto molto sulla piccola imbarcazione di Salvore, fatta a mano dai maestri d’ascia, con pochi arnesi rudimentali, come anche sulla barca più antica dell’Adriatrico: quella di Zambrattia, cucita con le corde e senza chiodi. Ma toccare con mano e vedere di persona queste invenzioni dei falegnami è tutt’altra cosa.

Un’esperienza emozionante

Ieri l’Associazione “Batana salvorina”, assieme al Gruppo d’azione locale per la pesca “Pinna nobilis”, ha ospitato decine di turisti dall’Estonia. Un’esperienza emozionante per tutti, con Ana Zužić, presidente del GAL, e Silvano Pelizzon, che hanno spiegato tutto sulla batana e sul suo mondo, in compagnia di Christian Petretich e Lauro Paoletich, che hanno portato i turisti in barca. Nel Museo della batana gli ospiti hanno potuto ammirare gli arnesi usati per costruire la batana e donati, dal compianto Mario Kocijančić, chiamato “Nina”.

Piccolo mondo antico

Mentre un primo gruppo di turisti seguiva Silvano Pelizzon nella sua esposizione, il secondo gruppo entrava in barca, due a due, per vedere, dalla finestra in vetro, il fondale marino. Una splendida giornata di primavera per una visita interessante, con la sponda italiana sullo sfondo, in un piccolo mondo antico che continua a vivere. Ana Zužić si è detta molto soddisfatta dell’iniziativa e ha ricordato che, solo pochi giorni fa, il Gruppo d’azione locale “Pinna nobilis” ha pubblicato il suo primo bando per gli “Investimenti nel rafforzamento della competitività delle micro, piccole e medie imprese nel settore della pesca e delle attività connesse“ della “Strategia di sviluppo locale nella pesca 2014-2020” del GAL “Pinna nobilis“:

Il ruolo del GAL

I GAL in Europa selezionano le operazioni e fissano l’importo del sostegno da erogare alle operazioni. Per questo, è fondamentale conoscere il loro impegno e ruolo. Possono anche adottare decisioni formali in merito alle operazioni da sostenere. L’attività più importante svolta dai GAL è l’animazione delle iniziative comunitarie. Questo vale in particolare per i progetti più complessi che coinvolgono partner diversi, spesso i progetti più innovativi e dotati del maggior potenziale di cambiamento.

Salvaguardare la biodiversità

Il termine per la presentazione delle domande scade il 10 luglio. L’ammontare totale dei fondi disponibili per questo bando è di 71.948,45 euro in equivalente kune. Il valore di sovvenzione più basso per progetto è di 1.199,14 euro, il valore di sovvenzione più alto per progetto è di 11.991,41 euro in equivalente kune. Concretamente, si tratta di misure per aumentarne la competitività territoriale, incrementare la redditività dei pescatori e degli acquacoltori, salvaguardare la biodiversità marina, contribuire al mantenimento e creazione di nuovi posti di lavoro nelle zone di pesca e acquacoltura, sostenendo anche processi di diversificazione. In effetti, questi sono gli obiettivi della strategia dei mezzi che derivano dal Fondo Europeo Agricolo per lo sviluppo Rurale (FEASR). L’espressione “sviluppo locale di tipo partecipativo” molto in voga in Croazia, è utilizzata dalla Commissione europea per descrivere un approccio che rovescia radicalmente la tradizionale politica di sviluppo di tipo “top-down” (dall’alto verso il basso). La strategia dei GAL e dei FLAG è concepita in modo da svilupparsi sulla base dei punti di forza sociali, ambientali ed economici, ossia sul patrimonio della comunità, piuttosto che limitarsi a compensarne i problemi. Per questo motivo il partenariato riceve finanziamenti di lungo periodo e decide come spenderli. Non è un caso che l’applicazione dei principi che stanno alla base di questa strategia si sia diffusa negli ultimi vent’anni, passando da un piccolo polo formato da 200 progetti pilota LEADER a circa 2. 600 partenariati (sia LEADER che asse 4 del FEP (Fondo europeo per la pesca) che coprono pressoché ogni angolo dell’Europa rurale e gran parte delle coste.

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