Le Comunità degli Italiani solerti custodi delle tradizioni del territorio

Floriana Bassanese Radin. Foto: Ivor Hreljanović

Per la promozione e la presentazione del patrimonio storico-culturale del territorio umaghese, preludio all’implementazione delle attività del Museo diffuso, la Comunità degli Italiani “Fulvio Tomizza” di Umago è fondamentale, perché s’impegna da anni, con l’aiuto della municipalità, nella salvaguardia della lingua e delle tradizioni locali. L’obiettivo primario di questo modello di presentazione del territorio è la valorizzazione del patrimonio storico-culturale con l’allestimento di punti informativi specifici. Questo sistema contribuisce alla creazione di ambienti d’apprendimento più interattivi e a stimolare i residenti a conoscere meglio e a tutelare i beni culturali. Tutte cose importanti per asili, scuole, cittadinanza, turisti e visitatori amanti della tradizione.
Floriana Bassanese Radin, presidente della CI di Umago e vicesindaco connazionale di Umago, nella prima dichiarazione del 2020 si sofferma proprio su questi valori, così importanti e così cari a tutti gli umaghesi.
“La nostra cittadina ha alle spalle una storia ricca e burrascosa, in particolare per quanto riguarda la storia recente, la fine della Seconda guerra mondiale e i cambiamenti che ne sono derivati. Il territorio ha subito un radicale cambiamento per l’abbandono del territorio da parte dei suoi abitanti autoctoni, portatori della cultura immateriale locale e successivamente per il degrado del patrimonio architettonico e storico del territorio. Umago però può ancora recuperare e raccontare la propria storia, in primo luogo ai propri abitanti e poi ai turisti che oramai non si accontentano soltanto del mare e delle belle spiagge“.
Cosa comprende questo piano di sensibilizzazione, che in definitiva viene supportato dalla Città?
“Il piano di valorizzazione promuove azioni finalizzate al miglioramento della fruizione del patrimonio culturale, operando sull’apertura dei beni e sulla loro presentazione e narrazione, favorendo l’aggregazione di soggetti diversi, quali enti pubblici, istituzioni culturali, associazioni, operatori economici e singoli cittadini attorno a un piano di sviluppo condiviso”.

La Filodrammatica della CI Umago propone commedie dialettali

Qual è il ruolo delle CI del territorio, ossia quelle di Umago, Salvore, San Lorenzo – Babici e Matterada?
“Le Comunità degli Italiani del nostro territorio svolgono un ruolo fondamentale nella presentazione del territorio siccome i soci e gli attivisti delle CI sono i portatori diretti della cultura di questo territorio, della sua memoria storica, per cui i più idonei a promuovere e valorizzare la cultura immateriale dell’Umaghese. Il nostro patrimonio culturale materiale e immateriale è di origine veneta. La tutela, il recupero e la valorizzazione di quello materiale è un impegno dell’amministrazione umaghese, ma è grazie ai quattro sodalizi che operano sul territorio se oggi la cultura immateriale è ancora presente e viva nella quotidianità di Umago e della sua campagna: dall’ uso del dialetto istro-veneto alle abitudini che accompagnano quotidianamente le persone nel lungo e complesso ciclo della vita”.
A che cosa ci riferiamo quando parliamo della fedeltà di Umago a Venezia?
“Venezia ha avuto un ruolo fondamentale nella formazione dell’identità del territorio e della sua gente. Non a caso Umago è l’unica città del territorio veneto orientale ad avere il leone marciano nello stemma della Città. Non va trascurata nemmeno la cucina umaghese, che ricalca la gastronomia veneta, avendo questa esercitato una forte influenza sulla cucina istriana. Oggi troviamo le fritole a Natale, i crostoli a Carnevale, il baccalà e altre specialità tipicamente venete. Agli inizi della Serenissima il pesce era considerato un cibo plebeo, o addirittura dei poveri. I modi di preparazione del pesce e dei frutti di mare ci riportano ai pescatori di Chioggia, che collaboravano con quelli istriani, scambiandosi esperienze sulla preparazione del brodetto e vari intingoli a base di pesce. Questa reciproca disponibilità ha lasciato una rilevante impronta nella gastronomia litoranea, che si è mantenuta fino ai giorni nostri e che oggi viene egregiamente promossa dalla Comunità di Salvore”.

L’equipaggio di Umago e Salvore alla Regata storica di Venezia

Cosa ci può dire della partecipazione di Umago alla Regata storica di Venezia?
“Le CI Umago e Salvore partecipazione da anni alla Regata storica, con un’eccezionale opportunità di promozione della storia e della tradizione locale in casa e la presentazione del nostro territorio a Venezia”.
A che punto si trova il progetto del recupero degli stemmi?
“Grazie al contributo della Regione Veneto per gli interventi di recupero, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale di origine veneta in Istria (Legge Beggiato) sono stati rimessi a nuovo gli stemmi delle antiche famiglie nobiliari veneziane che abitavano il centro storico di Umago.
Nel progetto intitolato ‘Stemmi e memorie veneziane per le giovani generazioni’, portato avanti dalla Comunità degli Italiani di San Lorenzo – Babici, sono stati restaurati sette stemmi: lo stemma sotto la bifora con grifone, quello di San Pellegrino nel Duomo cittadino, quello del Leone di San Marco incastonato nel campanile, quello della famiglia Giorgi, quello in piazza Venezia, quello della Confraternita e lo stemma della famiglia Barozzo. La CI ha coinvolto nel progetto il Museo civico di Umago, gli asili e le scuole elementari umaghesi e i restauratori dell’Istituto professionale Arte del Marmo CNOS/FAP di Sant’Ambrogio di Valpolicella (Verona).
La Comunità degli Italiani di Salvore è invece capofila del progetto-convegno ‘Il promontorio dell’Adriatico: Salvore e il suo territorio nell’età della Serenissima’ che coinvolge in qualità di partner l’Università Ca’ Foscari di Venezia, la Città e il Museo civico di Umago e l’Associazione ‘Batana salvorina’, pure finanziato dalla Regione Veneto (Legge Beggiato).

Il leone marciano nello stemma di Umago

La CI di Umago si impegna inoltre nella valorizzazione delle tradizioni tramite varie iniziative, come la Giornata del pane, i laboratori delle abilità tradizionali per San Pellegrino, la valorizzazione del dialetto e l’attività editoriale, che ha portato alla pubblicazione del vocabolario del dialetto umaghese e della raccolta di filastrocche per bambini della tradizione umaghese e istriana”.
Dunque, le quattro CI del territorio hanno assunto ruoli diversi con l’obiettivo comune di recupero delle tradizioni?
“Certamente, e sono dei ruoli importanti nella presentazione e nella valorizzazione del territorio, della sua storia e della cultura, con un occhio di riguardo al patrimonio letterario, religioso e artistico. Ci occupiamo anche del recupero e del restauro dei preziosi gonfaloni delle confraternite umaghesi. La CI di Matterada si occupa invece della valorizzazione e della promozione delle maggiori festività religiose del comprensorio di Matterada e Giurizzani”.

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