Cittanova. Giochi d’una volta a prova di lockdown

Cittanova, partner del progetto Playful Paradigm, propone come trascorrere il tempo libero

Corinne Pozzecco, Morena Moferdin, il sindaco Anteo Milos e Sania Blaškić

La Città di Cittanova, essendo partner del progetto Playful Paradigm del programma URBACT, ha avuto l’opportunità, la scorsa estate, d’imparare da altre realtà più esperte come integrare il gioco nei diversi segmenti della vita urbana, durante un incontro svoltosi in Portogallo nell’ambito del progetto URBACT Playful Paradigm. A rappresentare Cittanova erano stati il sindaco Anteo Milos, la collaboratrice per lo sport, le associazioni e la sicurezza sul lavoro, Sania Blaškić, la direttrice della Biblioteca civica locale, Morena Moferdin e la responsabile amministrativa per l’implementazione dei progetti e l’imprenditorialità, Corinne Pozzecco. Un momento nel quale i partner di Paesi di tutta Europa (Croazia, Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, Irlanda, Lituania e Polonia) avevano scambiato le proprie esperienze, presentato attività precedenti e approfondito le proprie conoscenze grazie a numerosi esperti.

 

Ora, per applicare quanto appreso e per avvicinarsi il più possibile alle esigenze dei cittadini, incentivare questo modo semplice d’interagire e trascorrere il tempo libero con sano divertimento, Corinne Pozzecco e Morena Moferdin hanno pensato di proporre dei giochi per vivere con più leggerezza questo periodo di restrizioni predisposte per contrastare la diffusione del coronavirus, che ha cambiato i nostri programmi quotidiani, stili di vita e abitudini.

“Dopo una giornata di lavoro, ci restano molte ore da trascorrere con le nostre famiglie o con noi stessi. Nel mondo odierno delle comunicazioni digitali e della tecnologia, molti trascorrono la maggior parte del tempo libero con uno smartphone, che attualmente è il più gettonato strumento di comunicazione con amici e colleghi. Comunque, esiste un altro modo per trascorrere il tempo libero, che ormai non si usa più tanto: i giochi da tavolo, che non sono necessariamente soltanto una forma d’intrattenimento o divertimento”, affermano Corinne Pozzecco e Morena Moferdin, spiegando come sia stato dimostrato che ogni attività che stimoli il cervello ad apprendere nuove abilità abbia un effetto benefico sulla salute generale. Alcuni giochi sociali incoraggiano inoltre abilità cognitive, come la memoria e aiutano bambini e adulti ad affrontare e risolvere vari problemi.

Esempio di cartina per la “Caccia al tesoro” in casa

Intrattenimenti
Oltre ai giochi più diffusi, che la maggior parte di noi possiede, come Lego, giochi di memoria, puzzle, scacchi, domino, o “Non ti arrabbiare”, le organizzatrici hanno preparato un elenco di giochi e altre idee che possono motivare grandi e piccini e per i quali l’occorrente è già a disposizione in ogni casa. Il primo è il noto “Città – Stato”. Per questo gioco bastano carta e penna e può coinvolgere due o più giocatori. Sulla carta, quindi, ogni giocatore disegna una tabella, indicando nella prima riga le categorie da inserire, come Stato, Città, montagna, fiume, pianta, animale, cosa. Altre categorie si possono aggiungere a volontà. “Alla fine della riga c’è un posto per segnare i punti, in cui vengono inseriti i risultati di ogni partita. I giocatori scelgono a turno la lettera dell’alfabeto con la quale inizieranno i nomi da inserire nelle caselle. Questo è anche un gioco di velocità, che si conclude quando colui che riempie per primo le caselle esclama ‘Fatto!’ oppure ‘Stop!’, lasciando agli altri pochi secondi prima di posare le penne. A questo punto s’iniziano a sommare i punti”, rilevano le organizzatrici spiegando che se due o più giocatori hanno scritto la stessa parola vengono assegnati 5 punti, 10 se soltanto un giocatore ha scritto la parola esatta e 15 punti se un solo giocatore ha riempito una determinata rubrica.

Proposto pure “Chi sono io?”, gioco che prevede la partecipazione di almeno due persone e che consiste nell’indovinare il personaggio noto (qui la scelta non ha limiti) immaginato dall’alto giocatore, ponendo delle domande alle quali è possibile rispondere soltanto o con sì o con no. Se il gioco coinvolge più persone, ovviamente vince colui che per primo riesce a identificare il personaggio. Non manca il sempreverde “Telefono senza fili”, dove uno dei giocatori inizia il gioco bisbigliando una parola o una frase all’orecchio di chi gli sta vicino, che poi ripete la stessa frase al prossimo giocatore e così via fino all’ultimo della fila, che pronuncia la frase ad alta voce e che spesso non ha nulla a che vedere con la frase iniziale.

“Un altro gioco divertente e senza bisogno di cose particolari è la Patata bollente. Dopo essersi seduti tutti in cerchio sul pavimento, si accende la musica mentre i giocatori si scambiano la “patata bollente” (una piccola palla morbida) il più velocemente possibile. Quando la musica s’interrompe, il giocatore con la patata bollente in mano esce dal gioco. L’ultimo giocatore rimasto è il vincitore”, raccontano proponendo pure “Indovina il suono” nel quale, raccolti alcuni oggetti che producono un qualche tipo di suono, i giocatori con una benda sugli occhi devono indovinare l’oggetto in base al suono che crea.
Un ulteriore gioco che i bambini adorano è “Caccia al tesoro” in quanto devono trovare oggetti nascosti. Sebbene questo divertente gioco richieda del tempo per la preparazione, ne vale la pena. “Inizia scrivendo degli indizi su dei foglietti di carta da nascondere in un luogo della casa. Ogni indizio porta i bambini al posto (e indizio) successivo. Il gioco, ovviamente, deve concludersi con una ricompensa”, spiegano Pozzecco e Moferdin.

Giochi di una volta quindi, semplici ma sempre coinvolgenti, che i bambini di oggi forse nemmeno conoscono e che nei più grandi rievocano ricordi del passato e momenti spensierati dell’infanzia.

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