Buie. «Fregola», graduale ritorno alla normalità

Francesca Deklić

La graduale riapertura delle strutture prescolastiche coinvolge pure l’asilo d’infanzia “Fregola” di Buie. Tra decisioni importanti da prendere, organizzazioni degli spazi e altri numerosi lavori in corso, siamo comunque riusciti a “rubare” un po’ di tempo alla direttrice dell’istituzione, Francesca Deklić, che in breve ha riassunto dubbi, incertezze, decisioni e lavori di questo periodo.
Com’è avvenuta la graduale riapertura del “Fregola”?
“La decisione di dover chiudere a metà marzo scorso l’istituzione non è stata accolta di buon grado, ma eravamo coscienti della situazione e consapevoli di dover prendere tutte le misure necessarie per salvaguardare la salute dei bambini e la nostra, cosa che abbiamo fatto con grande responsabilità. Abbiamo passato un periodo un po’ cupo e ansioso, in un misto di paura, rabbia e incertezza. Con ottimismo, però, abbiamo continuato ad andare avanti, facendo del nostro meglio. Molte volte abbiamo pensato ai bambini, a che cosa stessero facendo e a che cosa avremmo potuto fare noi in questo periodo: attività da svolgere, storie da leggere, feste da celebrare. Per venire incontro ai genitori, abbiamo pubblicato puntualmente sulla pagina web dell’istituzione delle idee da poter realizzare o semplici attività da svolgere assieme ai loro bambini”.
In che modo siete riusciti a gestire l’organizzazione rispettando le norme di sicurezza?
“L’11 maggio scorso abbiamo aperto le porte a quei bambini i cui genitori non avevano la possibilità di svolgere il proprio lavoro da casa, sicchè tre bimbi hanno frequentato l’asilo per due settimane. Ora operiamo nel rispetto delle regole dell’Istituto nazionale per la salute pubblica; anche se l’organizzazione del lavoro e delle varie attività non è facile, ognuno cerca di dare il meglio di sè. Le stanze sono state abilitate a seconda delle indicazioni, come pure il protocollo operativo. Per il momento tutto è fattibile, avendo un numero minimo di bambini, però se il numero aumenterà drasticamente, dovremo organizzarci diversamente”.

L’interno dell’istituzione

La sua più grande preoccupazione? Come verrà gestito e organizzato il prossimo periodo?
“Anche se si prospetta un ritorno alla normalità, ciò non corrisponde completamente a un ‘via libera’, in quanto dobbiamo essere coscienti che non tutto è tornato ancora all’ordinarietà. Questa è una situazione che perdurerà ancora per un po’ di tempo. Per ogni attività professionale sarà necessario prestare un’attenzione particolare, con una revisione delle norme di sicurezza, ed è chiaro che in qualche modo dovremo adattarci. Bisogna essere coscienti che anche se i bambini hanno la possibilità di rientrare all’asilo, ciò deve avvenite in modo pedagogico. Loro si aspettano di rientrare nelle loro stanze, di riabbracciare le loro educatrici, di giocare assieme ai loro amici. Quindi dobbiamo tutti esser meno egoisti, ragionarci sopra e chiederci se e quando si troveranno in un’altra stanza, con un’altra educatrice di turno che forse non conoscono e senza il loro migliore amichetto, come affronteranno tale situazione? Quali domande si porranno? Io sono certa e fiduciosa nel lavoro delle educatrici e di tutto il personale, il quale, come sempre, darà il massimo per riuscire a far ambientare il bambino in un luogo quanto più accogliente”.

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