Toccare con mano la grande Storia

Ad accogliere i graditi ospiti accompagnati dallo storico Kristjan Knez a Palazzo Modello è stata la presidente del sodalizio Melita Sciucca

Il saluto della presidente della CI, Melita Sciucca, agli ospiti. Foto Goran Žiković

A conclusione del progetto quinquennale “La Grande guerra. Riflessioni e approfondimenti a un secolo dallo scoppio dal primo conflitto mondiale”, il Centro Italiano “Carlo Combi” di Capodistria prosegue l’attività riservata alle Scuole medie superiori italiane di Slovenia e di Croazia, questa volta dedicata all’uscita dal conflitto e ai problemi che interessarono lo spazio ex asburgico, in particolare i territori adriatici. Per questo motivo gli allievi delle seconde e terze classi delle Scuole medie superiori in lingua italiana di Capodistria, Pirano e Isola, hanno fatta tappa ieri a Fiume per prendere parte a una lezione propedeutica di Kristjan Knez, direttore del Centro “Carlo Combi”, a Palazzo Modello.
“Abbiamo pensato di proporre un’appendice nel 2019/2020, dedicata all’uscita dal conflitto mondiale e ai problemi nati nell’area adriatica. Preferisco usare la parola ‘uscita dal conflitto’ al posto di fine della guerra per un semplice motivo: far zittire le armi non significa far tornare subito l’armonia tra i popoli – ha spiegato Kristjan Knez –. Nel 2019, in occasione del centenario del problema di Fiume e dell’impresa dannunziana, non potevamo tralasciare la città di San Vito, anche perché per un periodo divenne veramente uno dei problemi della politica e della diplomazia internazionali. Quindi ora possiamo davvero toccare con mano la grande Storia a casa nostra senza percorrere lunghe distanze. Questo sarà un mini progetto biennale. Nel corso di quest’anno ci dedicheremo al nodo di Fiume, all’impresa del poeta soldato, mentre l’anno prossimo toccheremo nuovamente Fiume soffermandoci però sul Trattato di Rapallo, quest’accordo bilaterale tra il Regno d’Italia e quello dei Serbi, Croati e Sloveni, che in qualche modo pose fine ai dissidi e problemi confinari e territoriali. È un modo per avvicinare la grande Storia ai ragazzi delle nostre scuole. Questo è il primo appuntamento e comprende gli allievi delle tre medie superiori della Slovenia, mentre in autunno proseguiremo con le rimanenti scuole”.
La lezione nel Salone delle feste della Comunità degli Italiani, è stata corredata di carte geografiche, dalla proiezopne di immagini e documentazione d’epoca, incentrata sui problemi territoriali e confinari lungo l’Adriatico orientale e in particolare sul caso di Fiume. Gli ospiti sono stati salutati dalla presidente della CI, Melita Sciucca, la quale ha augurato loro una buona permanenza in città.

Kristjan Knez durante la sua lezione a Palazzo Modello. Foto Goran Žiković

A fine lezione abbiamo raccolto alcune impressioni dei partecipanti. Gianluca Prelogar, della “Pietro Coppo” di Isola, ha dichiarato di essere molto soddisfatto. “Innanzitutto abbiamo toccato con mano tutte le vicende di Fiume, abbiamo sentito parlare della nostra identità e cultura. Ho scoperto nuove cose su Fiume, D’Annunzio e la multiculturalità della città”, ha detto Gianluca. Anna Dikič, del Ginnasio “Antonio Sema” di Pirano, ha ribadito quanto sia stata istruttiva questa lezione. “Non conoscevo tanto bene questo periodo storico e penso che interventi del genere siano utili proprio per darci ulteriori informazioni”, ha spiegato Anna. Ilaria Macchi, del Ginnasio “Gian Rinaldo Carli” di Capodistria si è detta molto sorpresa per aver scoperto che Fiume era una città tanto contesa e al centro di importanti eventi storici.
Dopo la pausa pranzo, per i partecipanti è stata organizzata una visita guidata al Museo di storia e marineria del Litorale croato che negli anni 1919-1920 ospitò Gabriele d’Annunzio e la sede della Reggenza Italiana del Carnaro. Prima di rientrare in Slovenia, i ragazzi e i loro docenti hanno visitato il centro storico di Fiume, il Corso, il molo, nonché il cimitero di Cosala con la cripta che raccoglie le spoglie dei caduti della Prima guerra mondiale e le vittime del Natale di sangue.

Facebook Commenti