Piove e fa freddo? Nulla di inusuale

Il meteorologo Igor Horvat: «Negli ultimi dieci anni, addirittura sette avevano manifestato in maggio condizioni simili a queste che stiamo vivendo adesso»

Foto Željko Jerneić

Piove, senti come piove/Madonna come piove, senti come viene giù/Piove, senti come piove/Madonna come piove, senti come viene giù. Vabbè dai, iniziare un articolo legato al tempo con il ritornello della celebre canzone di Jovanotti, soprattutto in questo periodo, è fin troppo scontato. Eppure questo singolo, lanciato nell’ormai lontano 1994, potrebbe benissimo passare come colonna sonora di questo mese di maggio, che definire pazzo sembra quasi un eufemismo. Piogge, temporali e temperature da giorni bloccate sotto la media causate da continue incursioni di perturbazioni di matrice atlantica o in discesa dal nord del continente europeo, continuano a farla da padrona e la stabilità atmosferica da queste parti non è certamene di casa. Se aprile ci aveva regalato un primo assaggio addirittura di stampo estivo maggio, di contro, ci sta facendo vivere uno scorcio dal sapore prettamente autunnale.
Combinazione di fattori

Il meteorologo Igor Horvat. Foto Ivor Hreljanović

“In realtà questo clima così instabile non è poi tanto inusuale per questo periodo – assicura il meteorologo Igor Horvat del Centro meteorologico di Fiume, che abbiamo interpellato per capire le ragioni di questa fase autunnale che ci accompagna ormai da 20 giorni –. Le irruzioni di umide correnti atlantiche sono dovute al fatto che c’è una marcata differenza di temperatura tra la superficie dell’oceano in questione e la terraferma che, a sua volta, è relativamente calda in conseguenza di un maggiore irraggiamento solare. Se a ciò aggiungiamo il fatto che sopra la terraferma circola un’area di pressione un po’ più bassa, ecco allora che la combinazione dei due fattori favorisce l’avanzata di vortici ciclonici verso il cuore del Mediterraneo. A dire il vero si tratta di una situazione molto comune, tant’è che degli ultimi dieci anni, addirittura sette avevano manifestato condizioni simili a queste che stiamo vivendo adesso”.
Per quanto riguarda la quantità di precipitazioni caduta a Fiume nel mese di maggio, attualmente siamo sopra la media, ma comunque ancora ben lontani dal record assoluto.
“Fino alle ore 8 di oggi (ieri per chi legge, nda) sono caduti 146 millimetri di pioggia per metro quadrato, contro una media di 104. Il primato risale al 2007 con 276 litri, mentre il record negativo appartiene al 1993, con poco meno di 2 litri. Siamo dunque sopra la media, anche in confronto agli ultimi due anni quando sono caduti rispettivamente 142 e 77 litri nell’arco dell’intero mese.

Giugno nella media

Dando uno sguardo alle temperature, qui invece siamo sotto la media. E non ci vuole tanto per capirlo visto che 12 mesi fa in questo periodo eravamo praticamente in piena estate.
“Fino ad oggi (ieri, nda) la temperatura minima registrata è stata di 3 gradi, mentre negli ultimi due anni era stata 6 gradi. Lo stesso discorso vale anche per le massime: finora è arrivata a 21 gradi, contro i 28 e i 29 rispettivamente del 2017 e del 2018. La cosa sorprendente è che marzo e aprile sono stati più caldi rispetto al mese in corso in quanto le massime registrate furono di 23 e di 24 gradi”.
Alla fine del mese mancano ancora dieci giorni, tuttavia, a detta di Horvat, maggio potrebbe comunque non riuscire a superare i due mesi che lo avevano preceduto.
“A partire da giovedì avremo una stabilizzazione del tempo il che favorirà un rialzo termico, ma anche così la fine del mese sarà caratterizzata da valori massimi sotto la media. Giugno? È ancora troppo presto per parlarne, ma dai nostri modelli sembra che la prima metà del mese si manterrà nella media, non solo per noi, ma per buona parte dell’Europa. In altre parole, le temperature sono destinate a salire gradualmente”.
Abbiamo infine cercato di avere qualche “soffiata” sul resto dell’estate, ma Igor è stato abbottonatissimo. “Sono sempre molto scettico nel fare previsioni a lungo termine, quindi preferisco non sbilanciarmi”, ha concluso enigmatico il meteorologo abbaziano.

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