Ospedale di Fiume, cresce lo standard

Portato a termine il progetto di ricostruzione e attrezzamento dei ricoveri diurni e dei reparti di chirurgia

Una delle tre sale operatorie che sono state rinnovate

Fatti e non parole, è questo che serve al nostro Paese e quanto realizzato nel Centro clinico ospedaliero lo testimonia”, ha dichiarato il ministro della Sanità, Milan Kujundžić, giunto a Fiume per prendere parte alla conclusione del progetto di ricostruzione e attrezzamento dei ricoveri diurni e dei reparti di chirurgia. “Il CCO di Fiume ha dimostrato come bisogna lavorare. La conclusione del progetto è un grande passo avanti per la sanità della città e della Regione, in quanto su queste strutture gravita circa mezzo milione di persone. Anche il governo ha fatto molto per Fiume, assicurando i finanziamenti per la costruzione del nuovo ospedale, mentre i contratti con gli esecutori dei lavori verranno firmati fra qualche settimana. Ringrazio anche le amministrazioni cittadina e regionale, che hanno sempre dimostrato una grande disponibilità nei confronti dell’ospedale, mettendo a disposizione importanti finanziamenti”, ha detto il ministro Milan Kujundžić.

Il progetto

Il Cco di Sušak

Il direttore del CCO di Fiume, prof. Davor Štimac, ha spiegato che il progetto, del valore che sfiora i 50 milioni di kune, è stato finanziato per il 99,93 per cento dal Fondo europeo per lo sviluppo regionale tramite il programma operativo di competitività e coesione. Il contratto d’assegnazione dei mezzi a fondo perduto era stato firmato nel febbraio del 2017. In questi tre anni sono stati ricostruiti 12 day hospital e reparti di chirurgia diurna negli ospedali di Fiume, Sušak e in quello pediatrico di Costabella. L’opera ha compreso una superficie di 2.500 metri quadrati. Nell’ambito del progetto è stata acquistata anche l’attrezzatura medica di ultima generazione per garantire un servizio sanitario di alta qualità.
“Lo scopo del progetto è stato raggiunto – ha detto il prof. Štimac –. Abbiamo ricostruito e attrezzato 12 ospedali e reparti di chirurgia diurni, aumentando in questo modo le capacità ricettive dell’ospedale, riducendo i giorni di ricovero e migliorando la disponibilità e la qualità dei servizi sanitari a favore dei nostri pazienti. Per l’acquisto dell’attrezzatura medica sono stati spesi 25,5 milioni di kune. Tra gli apparecchi più sofisticati quello per il trattamento dei calcoli renali, una colonna endoscopica, un esoscheletro per la terapia fisiatrica e un apparecchio per la diagnostica tramite ultrasuoni. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con l’Agenzia SAFU per il finanziamento e la gestione dei programmi e i progetti europei, il Ministero della Sanità, il programma operativo di competitività e coesione, ma anche grazie agli interventi della Città e della Regione”, ha concluso il direttore.

La stanza del “risveglio” nella Clinica di chirurgia

Spomenka Đurić, segretaria di Stato del Ministero dello sviluppo regionale e dei Fondi europei, ha reso noto che il CCO di Fiume è stato uno dei primi a presentare il progetto e il primo a portarlo a termine. “L’obiettivo è di avvicinarci all’80% dei trattamenti negli ospedali diurni e quindi ridurre al massimo le degenze lunghe. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno preso parte alla realizzazione di quest’impresa, un intervento complicato, in quanto i lavori si sono svolti senza la chiusura dei reparti e cercando di creare quanto meno problemi ai pazienti”, ha detto Spomenka Đurić. Lo stesso concetto è stato ribadito da Mislav Sovulj, vicedirettore dell’Agenzia SAFU, il quale ha aggiunto che la Regione litoraneo-montana ha candidato progetti del valore di 1,5 miliardi di kune oltre che nella sanità anche in altri settori.
Alla presentazione della conclusione del progetto hanno preso parte pure il vicesindaco Nikola Ivaniš, Đulia Malatestinić, capodipartimento regionale per la sanità, i direttori delle varie cliniche e degli istituti sanitari della Regione e i rappresentanti dell’Arcivescovado, che a conclusione della presentazione hanno potuto accertarsi personalmente di quanto è stato fatto.

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