Statale D403. Conclusa la fase più rumorosa

A metà strada la posa dell’ultimo strato di cemento nella galleria principale. Scavate del tutto quella di servizio e le uscite d’emergenza. Avanza il viadotto Pioppi su cui mancano 3 dei complessivi 10 segmenti

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Statale D403. Conclusa la fase più rumorosa
Il punto a Valscurigne in cui sorgerà una grande rotatoria. Foto: IVOR HRELJANOVIĆ

È la classica corsa contro il tempo, talvolta una corsa a ostacoli, ma si procede spediti verso il traguardo fissato per giugno 2023. Il mega cantiere della statale D403 s’articola su diversi fronti contemporaneamente. Al viadotto Pioppi mancano tre dei complessivi segmenti dell’impalcato, quelli orizzontali che uniscono i pilastri precedentemente collocati sul tragitto. Terminata questa fase, il percorso sarà completato e 3 chilometri circa saranno percorribili, se non altro a piedi.

Da qualche settimana sono cessati i lavori sotterranei, più precisamente quelli più rumorosi. Se ne sono accorti i residenti tra Torretta, Podmurvice e Valscurigne che dal settembre dello scorso anno, per otto mesi, hanno vissuto nel frastuono prodotto dai martelli pneumatici demolitori e dalle mine. Ora si procede con i lavori di rifinitura, meno rumorosi, ma non meno complessi. Il tubo principale, lungo 1.250 metri viene rivestito con l’ultimo strato di cemento e al momento siamo circa a metà percorso. Non si scava più nemmeno nella galleria di servizio e in quelle d’emergenza, circa 850 metri con le uscite a lato dell’ingresso di Valscurigne, in via Čandek e nel parco della Croce rossa in prossimità della stazione di trasformazione dell’HEP in via Zvonimir. All’interno della galleria principale vengono quindi sistemate le installazioni, tutte le infrastrutture necessarie, dagli impianti elettrici al sistema di smaltimento delle acque.
Come ci ha spiegato il responsabile del cantiere per conto dell’azienda Hrvatske Ceste, Martin Abramović, le infrastrutture sono l’elemento più imprevedibile che può causare dei rallentamenti. In via Zvonimir, per esempio, passano decine di cavi per le telecomunicazioni, una selva sotterranea che deve venire accuratamente spostata per seguire nuovi percorsi. “Quando si costruisce nel bel mezzo di un’area urbanizzata – commenta Abramović –, è normale trovare nel sottosuolo ogni sorta di installazioni”.
Sul percorso dal futuro terminal container in Molo Zagabria all’ingresso della galleria che si trova a breve distanza dal centro commerciale ZTC, di ostacoli ve ne sono stati diversi. La D403 ha dovuto “sorvolare” la zona dell’ex Raffineria dell’INA con due viadotti per poi scendere sotto la ferrovia. Il nuovo sottopasso è stato a sua volta un momento particolarmente impegnativo, che per diversi mesi ha reso necessaria la chiusura della linea ferroviaria da Fiume in direzione della Slovenia. Un mese fa i treni hanno ripreso servizio, ma si continua a lavorare al sottopasso che deve essere allargato in quanto vi sono previste le tre corsie della futura arteria.

Revisione dei costi
In tema di infrastrutture, per gli amanti di questo genere, il vero spettacolo viene presentato a Valscurigne, all’uscita settentrionale della galleria dove sorgerà una grande rotatoria. Prima che possa venire steso lo strato d’asfalto su di essa e sulle strade d’accesso, verranno interrate tutte le installazioni che possiamo immaginarci, dall’acqua al gas, dai cablaggi elettrici a quelli per le telecomunicazioni, per concludere con il sistema di smaltimento delle acque meteoriche. Un vero groviglio di condutture di ogni tipo.
Il costo del progetto, cioè quello previsto dal contratto con i costruttori, era di 520 milioni di kune, erogate per l’85 p.c. dai fondi dell’Ue. A causa dell’aumento dei prezzi, soprattutto di quello dei carburanti, già in autunno si dovranno rivedere diverse voci per correggerne gli importi. Lo aveva annunciato anche il ministro del Mare, dei Trasporti e delle Infrastrutture, Oleg Butković, che attende le nuove stime dei costi. In ogni caso, i lavori sulla D403 seguono le dinamiche definite, per cui tra un anno Fiume avrà una nuova strada di cui, in un primo tempo, i vantaggi li avranno soltanto i cittadini. Per molti sarà una via alternativa veloce, senza semafori. In seguito, quando entrerà in funzione lo Zagreb Deep Sea Container Terminal, i tir potranno raggiungere velocemente la rete autostradale partendo dallo scalo portuale oggi in costruzione.
Entro la fine dell’anno, e qui la D403 non c’entra direttamente, dovrebbero essere creati i presupposti per pianificare in tempi ragionevolmente brevi, la strada per allacciarsi alla rete cittadina in Žabica. La vendita dell’area edificabile per la costruzione dell’Autostazione potrebbe accelerare i tempi.

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