Le ville di Belvedere e Cosala: testimoni d’altri tempi

Sono tra i rioni cittadini più generosi dal punto di vista storico, culturale e architettonico. Dal 19.esimo secolo fino alla fine della Seconda guerra mondiale sono sorti svariati edifici in stile storicistico, secessionista e moderno

Villa Corossazc, oggi sede della Scuola di musica

Chi vive a Fiume non la guarda quasi mai con gli occhi di un turista. Tra parchi, ville e quartieri storici, il capoluogo quarnerino offre numerosi spunti interessanti per organizzare una gita “in casa” e riscoprire con una passeggiata alcuni luoghi suggestivi, magari evocando ricordi e atmosfere della Fiume che fu e fare un confronto con quella che è oggi. Tra i rioni fiumani più generosi dal punto di vista storico, culturale e architettonico vi sono sicuramente quelli di Belvedere e Cosala in cui, dal 19.esimo secolo fino alla fine della Seconda guerra mondiale, sono sorte svariate ville urbane in stile storicistico, secessionista e moderno. Durante lo storicismo i palazzi venivano progettati su modello di quelli delle città più grandi quali Budapest, Vienna e Trieste. I cittadini più abbienti costruivano bellissime ville familiari circondate da spaziosi parchi sulle parcelle più tranquille e soleggiate, rigorosamente nelle adiacenze del centro città.

Villa Meichsner – Rosenthal, costruita nel 1907

Villa Corossazc

Partendo dal Palazzo del governo verso Belvedere e ripercorrendo via Laginja (una volta via della Salute) non si può non rimanere affascinati da una delle ville più conosciute e riconoscibili, una volta villa Corossazc, datata 1902, che oggi ospita la scuola di musica Ivan Matetić Ronjgov. Fu commissionata da Francesco Gilberto Corossacz, banchiere, politico e industriale all’architetto triestino Emilio Ambrosini il quale, rispettando i suoi desideri, progettò un palazzo dalla composizione assimetrica, tutto in stile Liberty. A sinistra fu posto il rilievo di una figura femminile con in mano la scritta “pax” (pace) mirata a portare armonia e serenità alla famiglia. Oggi, adibito a scuola di musica in onore del compositore Ivan Matetić Ronjgov, il palazzo attira l’attenzione del passante anche per l’elegante manto esterno, rifinito con staffe di sostegno del canale di gronda.

Restaurata villa Meichsner – Rosenthal

Stanno per terminare i lavori di restauro di un’altra villa storica, conosciuta come Meichsner – Rosenthal, costruita nel 1907, frutto della visione di Giovanni Rubinich, autore dotato di un forte senso architettonico, ricco di dinamismo e agilità, meritevole di avere lasciato nella sua Fiume una notevole traccia di stile. Ed è proprio l’esperto gioco architettonico unito alla ricerca di angolature perfette a dare un’aria di semplice raffinatezza alla silhouette dell’abitazione signorile ubicata in Belvedere.

Risplende in tutta la sua bellezza Villa Meichsner – Rosenthal

Casa Shiucca-Matcovich

Una volta chiamata casa Shiucca-Matcovich, rimessa splendidamente a nuovo un anno fa in collaborazione con il Dipartimento cittadino per la cultura, al termine di via Laginja, sorge uno degli edifici più rappresentativi della zona, anch’esso in stile Liberty e costruito nel 1911 su progetto dell’architetto Carlo Conighi. Vero e proprio capolavoro architettonico, un po’ fuori dall’ordinario, soprattutto con i nuovi colori che lo rivestono, un pallido giallo e un caldo rosso, colpisce per i suoi dettagli, semplici ma d’effetto. Lo sguardo del viandante viene costantemente attirato verso l’alto, dove le travi in legno massiccio del sottotetto creano un originale contrasto con la facciata.

La neorestaurata palazzina Shiucca-Matcovich

Villa Farina, rigorosa e moderna

Altre due aree puntellate da villini da ammirare sono la salita del Calvario e la via Mići Voljak. Lungo la prima la casa di fronte alla quale il passante non esita a soffermarsi, soprattutto per una serie di dettagli ostentatamente kitsch, quali un grande leopardo in gesso, dai colori vivacissimi e la scultura di un portatore di frutta africano, ovvi richiami di viaggi lontani, è datata 1910. Dallo stile rigoroso e moderno, circondata da alte e severe mura in pietra, spoglia di altri particolari decorativi, la bella casa familiare – villa Farina – sembra nascondersi all’occhio incuriosito di chi, dietro al portone di metallo, vorrebbe invece scoprire qualcosina in più della sua storia, di chi ci vive o ci viveva, della magnificenza di un panorama intuito, che domina il capoluogo quarnerino.

Villa Farina, lungo la salita del Calvario

L’intima e forse poco esplorata via Mići Voljak, leggermente in salita e sita a pochi passi dal cimitero di Cosala regala un altro gioiello architettonico, una villa che generosamente si mette in mostra, ammicca e corteggia chi le passa vicino, conquista con il calore delle mattonelle rossicce e i toni caldi delle persiane. Affascinante da qualsiasi angolatura la si osservi, la palazzina invita a passeggiarle attorno, a capire le sue entrate, i suggestivi terrazzini come pure la visione di chi l’ha fatta costruire. Bijou, anche questo, che nella sua bellezza rivela un passato importante.

La seducente villa in mattoncelle rossicce di via Mići Voljak, a Cosala

Centri dei salotti buoni dei tempi che furono, eleganti testimonianze di storie fiumane (ma anche triestine, viennesi, austriache), luoghi di socialità e incontri, o di intimità e vite sofisticate, le abitazioni da ammirare lungo i rioni di Belvedere e Cosala, una volta grandi distese verdeggianti, sono tante. Per scoprirle basta prendersi un po’ di tempo e fare una bella passeggiata.

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