La Finanziaria 2023 passa l’esame. Emendamenti accolti, ma non tutti

Approvato con una discreta maggioranza, meno risicata che in passato, il documento di programmazione finanziaria

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La Finanziaria 2023 passa l’esame. Emendamenti accolti, ma non tutti
La seduta del Consiglio cittadino è durata ieri più di 10 ore (pausa inclusa). Foto: RONI BRMALJ

Promossa la proposta di Bilancio 2023 e le proiezioni per i due anni successivi. A mezzogiorno in punto, al suono delle campane di San Vito, il documento è stato approvato con 18 voti a favore, 11 contrari e un astenuto. Il sindaco Marko Filipović ha accolto diversi emendamenti – nessuno tra quelli proposti dall’HDZ – e la seduta fiume del Consiglio cittadino è filata liscia fino in fondo (iniziata alle 9, si è conclusa poco prima delle 19.30). Nel votare il Bilancio SDP, DDI, Partito dei pensionati, assieme a PGS e Laburisti, hanno ottenuto i consensi di Možemo!, Azione dei giovani e Unione del Quarnero. Contrari HDZ, Most e l’indipendente Maša Magzan dell’ex lista civica di Davor Štimac (quest’ultimo assente al momento del voto in quanto impegnato ad Abbazia con la seduta dell’Assemblea regionale), mentre il centrista Marin Račić è rimasto astenuto.

“Seguiamo le direttrici del governo e le previsioni di crescita che per il 2023 sono valutate allo 0,7 p.c. Il Bilancio di previsione per l’anno prossimo, quindi, è di 157,7 milioni di euro (1,3 miliardi di kune). In sostanza, siamo al livello di quest’anno e contiamo di arrivare al 2025 con il Bilancio in perfetta parità”, ha introdotto il sindaco, illustrando al Consiglio cittadino il documento di programmazione finanziaria per il 2023. Nel 2022 nelle casse cittadine sono aumentate le entrate fiscali, mentre un elemento importante in questo senso è dovuto alla vendita dell’area edificabile per la futura Autostazione in Žabica. Ci sono debiti ereditati e l’inflazione a determinare l’andamento complessivo delle finanze cittadine e ciò si esprime anche attraverso le proiezioni per il 2024 e 2025. L’addizionale sulla tassa sul reddito è stata ridotta di un altro punto, dal 14 al 13 p.c. con l’intento di arrivare al 2025 con il 10 p.c. Tra i grandi interventi, Filipović ha accennato alla Biblioteca civica e all’ex complesso Benčić, alla nave museo “Galeb”, agli impianti sportivi e alla sostituzione dell’illuminazione pubblica con i LED. Per quanto riguarda le strade, c’è la rotatoria tra le vie Dukić e Strižić per accedere alla costruenda Clinica per la donna e il bambino in località Sušak. Prosegue il programma di edilizia residenziale agevolata. Entro la fine dell’anno collaudo tecnico e quindi a gennaio consegna delle chiavi per i 90 alloggi a Martinkovac e nel 2023 inizio della costruzione di una trentina di alloggi a Krnjevo.
Il dibattito è iniziato con l’intervento di Davor Štimac in qualità di presidente della Commissione sanità e affari sociali, che ha bocciato la proposta di Bilancio con due voti contrari, due astenuti e due favorevoli: “Il Bilancio sta a dimostrare, visto che per il sociale c’è il maggiore aumento rispetto allo scorso anno, che ci sono sempre più cittadini bisognosi. Il censo sociale non è adeguato. Vi rientra, per esempio, una famiglia di quattro membri con reddito pari a 1.000 euro. Questi sono i motivi per cui siamo contrari”.

Il voto contrario dell’HDZ
Come capogruppo HDZ, Josip Ostrogović ha commentato così la proposta di Bilancio: “I Bilanci negli ultimi anni erano pessimi, questo lo è meno. Salutiamo il milione di euro in più per il sociale e gli stanziamenti a favore dell’imprenditoria. Semmai, non siamo soddisfati delle dinamiche nella realizzazione dei progetti. Lo stesso vale per gli investimenti nel settore della cultura. Fiume è stata Capitale europea della Cultura nel 2020 e ci sono progetti a essa legati che non sono ancora completati. È un insuccesso per l’amministrazione cittadina. Il quadro demografico è disastroso, per cui salutiamo anche l’aumento dei mezzi destinati ai nuovi nati. Proponiamo come emendamento delle sovvenzioni per le famiglie più numerose. Chiediamo, inoltre, la copertura integrale delle spese per gli insegnanti nel doposcuola e per il soggiorno prolungato, oggi per metà a carico dei genitori. Proponiamo di raddoppiare l’importo per le borse di studio da 25 a 50mila euro, come pure per le professioni in cui c’è maggiore carenza. Proponiamo anche l’introduzione nelle scuole dell’Economia domestica, nello spirito della parità dei sessi e della possibilità d’imparare a svolgere delle mansioni in casa. Comunque sia, voteremo contro questo Bilancio”. Filipović ha ringraziato tutti coloro che hanno proposto degli emendamenti, analizzandoli uno a uno, per accettarne parecchi e arrivare a fine dibattito con un numero rassicurante di sostegni. “Avrei voluto accettare tutto, ma non c’è spazio di manovra nel Bilancio per accontentare tutti. Siamo uno Stato fortemente centralizzato. I Paesi più sviluppati hanno provveduto al decentramento del potere e delle finanze ed è la direzione in cui dovrebbe muoversi, secondo noi, anche la Croazia”. Si è votato quindi, senza dibattiti e senza sorprese, per alcuni punti direttamente legati al Bilancio, compreso il piano con cui si vuole riequilibrare il Bilancio stesso entro il 2025. Accolto quindi il programma dei finanziamenti per i bisogni pubblici nello sport e nella cultura per il 2023. Approvato, quindi, anche il modo in cui verranno spesi i mezzi che derivano dalla tassa sui monumenti con le osservazioni dell’HDZ che ha proposto che i circa 256.000 euro destinati alla nave “Galeb” vengano utilizzati per il restauro del TNC “Ivan de Zajc”. L’emendamento è stato respinto e la proposta di Filipović è passata con 16 voti a favore e 12 contrari. Anche il programma di manutenzione dell’infrastruttura comunale ha superato l’esame, come le priorità per i piccoli interventi nei Comitati di quartiere.

Tassa, 60 euro per un posto letto
Chi affitta camere e appartamenti ai turisti ha pagato finora 300 kune all’anno per ogni posto letto. Dal 2023 si va a 60 euro (+150 kune). “Altrove si paga molto di più e questa tassa la riteniamo adeguata in quanto è il prezzo medio che uno paga per pernottare a Fiume”. La consigliera connazionale SDP, Nadja Poropat, ha precisato: “La legge consente di regolare questa tassa fissa tra le 150 e le 1.500 kune. Con 60 euro restiamo sotto le attuali 750 kune che si pagano in media in Croazia”. Vedran Vivoda (Azione dei giovani) ha detto di essere contrario per il fatto che non si può far pagare la stessa cifra a chi affitta in centro o, ad esempio, in periferia a Orehovica. Adrijano Rogić (HDZ) ha annunciato che avrebbe appoggiato la proposta del sindaco. “Sarebbe più giusto che vi siano tasse progressive a seconda delle zone, ma sarebbe un principio da adottare anche quando parliamo di tassa di soggiorno, tema che oggi non trattiamo”. Iva Davorija (Možemo!) ha salutato la proposta, ritenendo che l’aumento non comprometterà i ricavi degli affittacamere, poi ha aggiunto: “C’è chi opera in modo non legale e credo che sia necessario provvedere a controllare di più chi affitta in nero o che non dichiara tutti i posti letto disponibili”. Alla fine l’HDZ si è astenuto, ma la proposta dell’aumento è stata approvata, prima della pausa pranzo.

«Energo», approvata l’acquisizione
Dopo quello in primavera, ieri è stato approvato un secondo assestamento al Bilancio 2022. Tra i motivi della manovra c’è la vendita dei lotti edificabili in Žabica. C’è pure la questione dell’acquisizione della quota dell’Energo, che richiede una ricapitalizzazione della società con 30 milioni di kune. Contrario l’HDZ, con particolare riferimento all’Energo e alla copertura dei suoi debiti. Contrari anche alla ricapitalizzazione dell’emittente televisiva locale Kanal Ri, in collaborazione con la Regione litoraneo-montana. “Non accettare l’acquisizione potrebbe mettere in discussione il funzionamento del servizio”, ha concluso il sindaco. L’assestamento è stato approvato, come una serie di punti d’ordinaria amministrazione. Tutto tranquillo fino alla proposta d’acquisizione della quota dell’italiana HERA nell’azienda fiumana Energo. La compagnia cede la quota del 34 p.c. per il prezzo simbolico di 1.000 euro, ma l’operazione necessita di una ricapitalizzazione. Ostogović (HDZ) sostiene che i servizi peggiorano e che i prezzi aumentano: “Il sindaco con il suo partito fa ciò che vuole e dirige le municipalizzate. Ora vuole il nostro sostegno. Gli italiani se ne vanno e noi prendiamo il loro posto”. È una necessità per assicurare la stabilità del servizio o un modo per coprire le perdite causate da una gestione sbagliata? Questa è una delle domande più frequenti, formulate in questo o in quel modo. È come il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Alla fine, l’acquisizione e la ricapitalizzazione sono state approvate con 18 voti a favore, 12 contrari e un astenuto.
Con il 28,5 p.c. la Città di Fiume ha la quota più grande nell’emittente Kanal Ri, fondata nel 1999, come ha detto il sindaco Filipović, “in un contesto economico e politico diverso da quello attuale”. Segue la quota della Regione e quella dell’industria farmaceutica JGL con altre impese. “Non ho accettato di buon grado questa prospettiva perché ritengo che le TV debbano essere private. La ricapitalizzione è stata approvata anche dall’Assemblea regionale e non ci resta che fare altrettanto. È l’ultima volta che propongo una cosa di questo tipo”. La Città, con l’approvazione del Consiglio, verserà un milione di kune. Favorevoli 23 consiglieri, compresi quelli HDZ e Davor Štimac. Contrari 8.

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