«Il mondo della scuola cambia: dobbiamo adeguarci ai tempi»

Intervista con l’insegnante della Gelsi (sezioni croate), Snežana Kranjec, premiata come uno dei 510 migliori docenti in Croazia

Snežana Kranjec davanti a uno dei progetti in corso nella sua classe. Foto: Željko Jerneić

Il mestiere dell’insegnante non è un lavoro come tutti gli altri: è una missione e per compierla bisogna metterci anima e corpo. In tutti i campi lavorativi ci sono persone che sono più o meno portate a svolgere una determinata professione. E poi ci sono le eccellenze.
Una di queste è sicuramente anche la connazionale Snežana Kranjec, insegnante di classe nelle sezioni croate, nonché amministratore per CARNET e per e – D presso la Scuola elementare Gelsi, che ha recentemente ottenuto il premio, istituito per la prima volta in assoluto dal Ministero dell’Istruzione e della Scienza, con a capo Blaženka Divjak, riservato ai migliori insegnanti delle istituzioni scolastiche in Croazia. Snežana Kranjec, capoclasse della IIb, è stata premiata, assieme ad altri 510 docenti, per il “suo lavoro di mentore, per avere saputo dare esempi di buona prassi, pubblicato articoli legati al suo lavoro, per i numerosi progetti promossi e per la collaborazione con associazioni che contribuiscono allo sviluppo della professione”. Ognuna di queste “mansioni” portava un determinato numero di punti e si riferiva all’anno scolastico 2018/2019.
Tanti i lavori presentati dall’insegnante mentore, tra i quali anche numerosi giochi online, creati da lei stessa, con i quali i bambini possono ripassare i contenuti studiati in classe in modo divertente e interattivo. La sua “missione” nella Gelsi iniziò 32 anni fa, dopo aver terminato proprio la scuola in cui insegna, in seguito la SMSI e quindi la Facoltà di pedagogia a Fiume. “Nel 1987 iniziai a lavorare nella scuola che ho frequentato da piccola, nel doposcuola della sezione italiana. All’epoca la direttrice era Elvia Fabijanić, la quale era intenzionata a farmi lavorare in classe non appena si sarebbe presentata l’occasione. Dopo un anno, un’insegnante delle sezioni croate andò in pensione e mi venne offerta questa possibilità. Decisi di accettare e da allora non mi sono più mossa. Nel 2006 decisi di terminare il 3º e 4º anno di Facoltà per conseguire un diploma universitario per l’istruzione primaria, mentre nel 2015 ho ottenuto anche il titolo di mentore”, spiega Snežana Kranjec.
Per partecipare al concorso indetto dal Ministero era necessario candidarsi da soli oppure la proposta è stata avanzata da parte della scuola?
“Mi sono candidata da sola. Ho inviato tutta la documentazione richiesta e in base alla quale veniva determinato il punteggio. Tantissimo materiale, anche perché curo il sito web della scuola e quindi ogni progetto o evento presentato online portava anche dei punti”.
Cosa significa questo premio dopo tanti anni di carriera?
“È sicuramente un premio molto gradito e sono contenta che finalmente il Ministero abbia saputo riconoscere il nostro lavoro e premiarlo. Infatti, questo non è un premio che viene dato al miglior insegnante e basta. Viene premiato tutto il lavoro extra, cioè quello svolto fuori dalle ore regolari di lavoro. Quando ho ottenuto il premio l’ho scritto sui social perché ho voluto ringraziare non soltanto il Ministero competente, ma anche la direttrice Gloria Tijan, che mi ha dato il suo supporto e in particolar modo la mia famiglia, perché lavorando a casa per scrivere e preparare progetti e articoli ho ‘rubato’ del tempo prezioso a loro”.
Com’è cambiato il mondo della scuola dal 1987 ad oggi?
“Ci sono stati tanti cambiamenti, come è giusto che sia. Li noto per lo più nei rapporti con i bambini e i genitori. Una volta gli insegnanti venivano rispettati di più, anche se all’epoca ero quasi coetanea di mamme e papà. Naturalmente tutto cambia e ci dobbiamo adeguare, anche nei metodi d’insegnamento. I bambini di oggi pretendono di più, cercano cose nuove e stimolanti e se non riesci a offrirgliele si annoiano ben presto. È proprio per questo motivo che preparo i giochi online, un modo divertente e più consono alla loro età per le ripetizioni a casa. Dobbiamo darci da fare per lavorare fin dalla prima classe sia con i bambini che con i genitori. In questo modo possiamo ottenere un’ottima collaborazione entro la fine della quarta”.
Vita quotidiana in una classe: si ricorda qualche aneddoto particolare?
“Sono tantissimi. Quello che mi ha fatto ridere più di tutti risale all’anno scorso. C’era il compito di controllo e mi sono ritrovata un foglio firmato ‘Boško Buha’. Ho capito subito chi fosse l’alunno in questione e al momento della consegna dei voti, l’ho chiamato e gli ho detto: ‘Purtroppo devo darti l’insufficienza in quanto non ho visto il tuo compito. C’era uno sì firmato Boško Buha, ma quello logicamente non sei tu’. L’alunno mi ha guardato con gli occhi sbalorditi ritornando al suo posto senza dire una parola. Naturalmente nessuna insufficienza, però gli ho fatto capire dove avesse sbagliato”.

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