I cinesi tornano al 3.maj

La delegazione dagli occhi a mandorla sarebbe interessata alle possibilità tecniche e ai progetti realizzati dal cantiere nell'ultimo decennio

Un membro della degazione cinese davanti all'ingreso del cantiere. Foto Goran Kovacic/PIXSELL

Dopo aver visitato l’Istituto navale a Zagabria, stamattina la delegazione della China Shipbuilding Industry Corporation (CSIC), uno dei due maggiori conglomerati della costruzione navale in Cina, è giunta a Fiume per l’ennesima visita al 3. maj. Stando ai Sindacanti dello squero fiumano, la delegazione dagli occhi a mandorla sarebbe interessata alle possibilità tecniche e ai progetti realizzati dal 3. maj negli ultimi dieci anni. Come annunciato dal ministro dell’Economia, Darko Horvat, una volta finita la visita al cantiere navalmeccanico quarnerino (oggi consegnate altre 60 lettere di licenziamento) in serata è in programma una riunione di coordinamento con i potenziali partner cinesi.
Il presidente del comitato sindacale per la sopravvivenza del 3. maj, Juraj Šoljić, ritiene che “il governo debba reagire i tempi brevi, dimostrare interesse, decidere e trovare un accordo con la nave per merci sfuse ancora non completata (progetto 733), dell’azienda canadese Algoma, perché esiste la possibilità di far rientrare 20 milioni di dollari nel bilancio dello Stato, nel momento in cui è proprio il proprietario a dimostrare l’interesse di veder concludere la loro nave in seno al 3. maj”, ha aggiunto Horvat. “Se si creassero le condizioni e trovando un accordo tra lo Stato e i creditori in modo da continuare l’attività in seno al 3. maj, con la nomina di un consiglio dei creditori, qualche chance c’è”, ha concluso Šoljić, aggiungendo una conditio sine qua non che il governo faccia da garante per la conclusione del progetto 733. Si creerebbero così le condizioni per portare a termine la costruzione di altre due navi.

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