Fiume. Demenze senili, struttura all’avanguardia

Inaugurata nel vecchio convento della chiesa dei Santi Cirillo e Metodio di Sušak

L'istituto, fondato dall’Arcidiocesi di Fiume, è stato allestito nel vecchio convento delle suore nelle immediate vicinanze della chiesa dei Santi Cirillo e Metodio, nel rione di Sušak. Foto Goran Žiković

“Quelli umili, malati, deboli sono il principio che misura la tua bontà, la tua generosità, il tuo cuore e spirito, le tue intenzioni e le tue opere”. Con le parole del frate francescano Ante Vučković, suor Mirjam Jerković, della Congregazione delle Suore della Carità della Santa Croce, ha salutato i presenti all’inaugurazione della prima struttura per l’assistenza specializzata per le demenze senili. L’istituto, fondato dall’Arcidiocesi di Fiume, è stato allestito nel vecchio convento delle suore nelle immediate vicinanze della chiesa dei Santi Cirillo e Metodio, nel rione di Sušak, ed è l’ultima di una serie di strutture predisposte per offrire assistenza e supporto, in questo caso alle persone che sono affette da disturbi cognitivi e demenze.
All’evento erano presenti il ministro per la Demografia, la Famiglia, i Giovani e la Politica sociale, Vesna Bedeković, il presidente della Regione litoraneo-montana, Zlatko Komadina, il vicesindaco di Fiume, Marko Filipović, il direttore del Centro clinico-ospedaliero di Fiume, Davor Štimac e, quale padrone di casa, l’arcivescovo di Fiume, monsignor Ivan Devčić.
“Ringrazio tutti voi per aver supportato questo progetto – ha continuato suor Mirjam, che sarà la direttrice della struttura –, ma soprattutto l’arcivescovo Devčić, che ha capito l’importanza di una casa di questo genere ed è sempre stato di supporto per tutto il lavoro caritativo che le varie congregazioni religiose svolgono in regione. Posso dire che monsignor Devčić e tutta l’Arcidiocesi sono sempre stati al passo con i tempi per quanto riguarda il supporto e l’aiuto ai più bisognosi. Dopo che sono stati fondati i vari istituti per l’aiuto alle donne e bambini, vittime di violenza, per i senzatetto, per le famiglie bisognose, l’ospizio e lo spaccio sociale ora ci siamo dedicati alle persone con patologie gravi. Nel nostro Paese sono 90mila, circa 3,5mila in Regione, i malati di una delle forme di demenza, tra cui la più grave è l’Alzheimer. Ci siamo resi conto che questo tipo di malattia inaridisce i rapporti nella famiglia, che si trova ad accudire una persona che non riconosce e non conosce più i propri cari. Per questo e per motivi sociali ed economici abbiamo dec

Una delle stanze che tra poco accoglieranno i primi degenti. Foto Goran Žiković

iso di fondare un istituto che si prenda cura di queste persone”.
Il ministro Vesna Bedeković ha voluto sottolineare l’importanza di un programma per il benessere dei malati cronici e delle persone anziane che spesso soffrono di una patologia demente. “Queste strutture per il soggiorno permanente sono di grande aiuto nella vita futura degli malati. Qui trovano supporto sanitario, fisico, medico e psicologico. Praticamente tutto quello che in famiglia non sono più in grado di ricevere”.
“La sinergia tra le varie istituzioni cittadine, regionali, ecclesiastiche è ai massimi livelli. La nostra collaborazione deve essere d’esempio alle altre regioni, come pure ai vertici statali”, ha detto Marko Filipović. Nel suo breve discorso, Zlatko Komadina ha voluto, ancora una volta, offrire un supporto non solo morale, ma pure finanziario per quanto riguarda l’allestimento finale della struttura. “La Regione ha sempre interpretato come un esempio da seguire e appoggiare l’operato dell’Arcidiocesi nella veste di monsignor Devčić. Anche in questo caso saremo al fianco di chi opera per il bene delle categorie più deboli”.
L’Istituto accoglierà i primi degenti, cinque in tutto, nella prima settimana di dicembre. Di seguito, la struttura si occuperà di 18 persone con prognosi terminale della malattia. Al suo interno verrà allestito un soggiorno diurno, con una capacità 15-20 malati nella prima fase di demenza, un consultorio e si svolgerà un programma di terapia sensoriale. Agli utenti sia del soggiorno permanente che diurno saranno a disposizione infermiere, fisioterapisti, terapisti, assistenti sociali e personale di supporto. I programmi di riabilitazione verranno adeguati in base alle singole necessità.

Facebook Commenti