Bar razzista. Interviene il sindaco Obersnel

Il sindaco di Fiume, Vojko Obersnel. Foto Goran Žiković

“Comprendo la rabbia e le emozioni dei proprietari dei bar, come pure il senso di impotenza di tutti gli altri ristoratori e di numerosi imprenditori in altri settori che stanno subendo pesanti conseguenze a causa del lungo periodo di inattività. Però, mi appello all’umanità, alla tolleranza e alla comprensione che abitano nei cuori di tutti i cittadini di Fiume”. Dopo essere stato sollecitato soprattutto sui social, il sindaco Vojko Obersnel interviene nell’ambito del polverone che si è sollevato a causa della decisione del proprietario di un bar di “sconsigliare l’ingresso ai membri, agli elettori e ai simpatizzanti dell’Hdz, in risposta alle decisioni della task force nazionale e del governo sulle riaperture”. Una mossa che ha scatenato anche la reazione di Josip Ostrogović, numero uno della sezione cittadina del partito attualmente al potere in Croazia.
“Invito tutti a non permettere che questa difficile e pesante situazione di confinamento provochi emozioni negative e rabbia verso chiunque, indipendentemente dall’appartenenza politica, a qualsiasi gruppo o orientamento religioso”, prosegue la nota del primo cittadino.  “Dobbiamo tenere a mente che alla radice del problema c’è il virus. E’ difficile controllarlo, è un nemico comune che rappresenta un pericolo per tutti – ha scritto Obersnel -. Anch’io seguo gli avvenimenti e ammetto che molte cose sono strane e poco chiare, però indirizzare la propria rabbia verso qualsiasi gruppo di cittadini di Fiume, non ci permetterà di uscire da questa situazione. Può soltanto peggiorarla. Rimaniamo tolleranti e non addossiamoci le colpe tra noi abitanti di questa città a causa di decisioni che vengono prese da altre persone, tra cui poche che hanno a che vedere con Fiume”.
Obersnel ha poi concluso sottolineando di “non approvare che i cittadini di Fiume siano suddivisi tra quelli che ‘sono benvenuti’ e quelli che ‘non sono benvenuti'”.

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