Čistoća, sì ai rincari per un voto

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Čistoća, sì ai rincari per un voto
Foto: GORAN ŽIKOVIĆ

Si ricostituisce la maggioranza sul tema dei rifiuti. Il sì vince per 16 -15. A fine febbraio il sindaco aveva ritirato, consapevole che la proposta sarebbe stata bocciata dal Consiglio cittadino per insufficienza di voti, la proposta della Decisione sulle modalità delle prestazioni del servizio di rimozione dei rifiuti solidi urbani sul territorio cittadino. Il sostegno, anche quello degli alleati, era venuto meno a causa dell’annunciato aumento delle bollette, ritenuto eccessivo.

Ieri Filipović è tornato alla carica, ma in punta di piedi: “Abbiamo accolto buona parte degli emendamenti della scorsa riunione e la proposta è stata modificata, anche dopo una serie di incontri con i capigruppo nel Consiglio cittadino. Le consultazioni, durate due settimane, hanno portato ad altri emendamenti. Noi siamo qui per prendere delle decisioni, anche quelle impopolari. Gli aumenti sono inevitabili per assicurare sia il funzionamento dell’azienda Čistoća che per consentire l’attuazione del progetto di individualizzare il sistema di raccolta. I numeri a cui siamo arrivati insieme non sono molto diversi da quelli che erano stati presentati in precedenza. Dobbiamo renderci conto che abbiamo fatto riferimento ai prezzi dei carburanti in vigore a ottobre e che ora sono aumentati notevolmente. Presto dovremo fare i conti anche con questa realtà”.

La proposta è stata illustrata dall’assessore per gli affari comunali Maja Malnar. In breve, la Legge prevede soltanto due categorie di utenze, cioè quelle domestiche e quelle che non lo sono. Per le abitazioni, che vi abiti un pensionato oppure una famiglia numerosa, la parte fissa della bolletta sarà di 54,91 kune mensili, per gli altri, che si tratti di un bar o di una mensa industriale, di 154,53 kune al mese. Una novità, buona per gli utenti, è l’aumento della quantità di rifiuti ingombranti e biologici (rami, sterpaglia, fogliame e altro) che la municipalizzata Čistoća preleva gratuitamente una volta all’anno. Si passa da 3 a 6 metri cubi di rifiuti ingombranti e da 3 a 5 di quelli biologici.

Il dibattito si è aperto con le considerazioni di Vedran Vivoda, capogruppo di Možemo! – Unione del Quarnero e Azione dei giovani: “Contenti per i quattro emendamenti accolti, meno per quelli che non sono stati presi in considerazione. Anche all’interno del nostro gruppo non siamo sempre d’accordo su tutto per cui ribadiamo, come Azione dei giovani e Unione del Quarnero, di volere insistere sulla necessità di un impianto di compostaggio”. Josip Ostrogović, capogruppo HDZ ha salutato la volontà del sindaco Marko Filipović a discuterne con gli altri: “A certe domande non abbiamo avuto risposta. Non viene spiegato come si è arrivati agli importi della parte fissa. Il costo annuo della Čistoća è di 130 milioni all’anno e riguarda tutte le altre amministrazioni locali che hanno una quota nell’azienda e sul cui territorio si presta servizio. C’è poca chiarezza sulla distribuzione dei costi. La proposta non rispetta ciò che chiede la Legge, cioè che non vengono rispettati i principi dello sviluppo sostenibile, non segue il principio che a pagare debba essere chi inquina, che vi sia un’efficienza economia e, infine, non eviterà prezzi alti non giustificati per gli utenti. Perciò, non accettiamo la proposta. Con questo principio, invitiamo i cittadini a non differenziare gli scarti. Tanto pagheranno lo stesso. Nel 2022 gli scemi sono quelli che separano i rifiuti. Proporrei un’altra tornata di trattative”.

Foto: GORAN ŽIKOVIĆ

Petra Mandić del MOST, i cui emendamenti sono stati respinti, ha ringraziato per la volontà di collaborare, ma ha detto che la proposta finale non è accettabile: “Proponiamo di andare tutti insieme, con una proposta comune, verso lo Stato, verso il Ministero e il Fondo per la tutela dell’ambiente ed efficienza energetica che nuota nei miliardi e che non ha saputo creare un sistema integrato efficiente”. Tono simile anche da parte di Iva Rinčić (lista civica di Davor Štimac), che a sua volta si lamenta del modo in cui si è arrivati agli importi. Come capogruppo PGS-Laburisti, Tea Mičić Badurina si è detta rammaricata che a questa proposta non si fosse arrivati alla riunione precedente, ma compiaciuta per il dialogo che ha preceduto la sessione di ieri. Nebojša Zelić di Možemo! ha dato il sostegno, annunciando che non lo farà se vi saranno altri aumenti delle bollette.

Conti alla mano, era chiaro prima del voto che la proposta sarebbe passata con un vantaggio minimo, ma sufficiente.

Prima di questo, che è stato il punto più atteso dell’ordine del giorno, è stata approvata la proposta in base alla quale la Città sarà garante per il credito a cui l’Energo ricorrerà per realizzare una serie di interventi alla rete del riscaldamento, valutata intorno ai 120 milioni di kune di cui, con il sostegno dei fondi dell’Unione europea, ne sono disponibili 112. Per i rimanenti 8 sarà la Città a a indebitarsi.

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