Rispettare il ruolo dell’Unione Italiana

Dibattito a Bertocchi promosso da un gruppo di connazionali

L’intervento di Daniela Paliaga

Il dibattito pubblico tenutosi martedì sera presso la sede della Comunità locale di Bertocchi, ha dimostrato l’interesse dei connazionali riguardo il tema dell’unitarietà della Comunità Nazionale Italiana. Ad aprire l’incontro è stata Ondina Gregorich Diabaté che, salutate le autorità in sala tra le quali i presidenti dell’Unione Italiana e della Giunta esecutiva, Maurizio Tremul rispettivamente Marin Corva, ha spiegato il motivo dell’esigenza di incontrarsi, onde avere dei doverosi chiarimenti e delle risposte in merito ad alcuni temi d’attualità riguardanti la CNI.

Il presidente dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul

Ha fatto riferimento alla richiesta avanzata dal presidente della CAN costiera, Alberto Scheriani, riguardante l’inclusione dell’organismo all’interno del Comitato di coordinamento del MAECI, definito dalla Gregorich Diabaté “un tentativo di rivedere indirettamente il concetto di unitarietà della Comunità Nazionale Italiana. Tale richiesta equivale a dichiarare implicitamente che la CNI in Slovenia attualmente non è già pienamente rappresentata”. Ha concluso portando il messaggio di Amina Dudine, incentrato sull’importanza dell’unitarietà comunitaria, rappresentata egregiamente dall’UI. Ha preso quindi la parola l’altro promotore del dibattito, Luka Juri, rimarcando l’esigenza di poter parlare pubblicamente in modo trasparente, anche se l’invito esteso pure al presidente della CAN costiera Alberto Scheriani, non è stato accolto. Quest’ultimo ha risposto con un messaggio manifestando la volontà al dialogo e approfondimento del tema, ma in modalità diverse. Marin Corva ha ribadito il ruolo e l’importanza dell’UI. “Esistono altre istituzioni della minoranza, però nessuna di loro rappresenta tutti i connazionali”. Ha poi proseguito Maurizio Tremul presentando la natura diarchica dell’Unione Italiana, ricordando la svolta rispetto all’UIIF che ha preso spunto dal dibattito democratico avviato nel 1988. Tra polemiche e confronti tutte le decisioni furono prese con trasparenza e “non per corrispondenza”, ha rilevato con tono ironico, riferendosi alla modalità adottata da Scheriani per la richiesta di inserire un rappresentante della CAN costiera nel Comitato di coordinamento del MAECI. Ha altresì rilevato che con questa manovra non è stato rispettato l’accordo stipulato nel 1997, riguardante le relazioni tra le istituzioni su base etica, con il fine di creare collaborazioni a beneficio di tutti i connazionali. “L’articolo 19 dello Statuto UI prevede la possibilità di associazione da parte delle CAN”, ha fatto notare il presidente Tremul, accennando quello che potrebbe essere un coinvolgimento innovativo e una valida soluzione. I promotori del dibattito hanno chiesto “trasparenza e apertura al dialogo”, invitando le CAN ad associarsi all’UI, dando così un segnale importante per rafforzare l’unitarietà. Come ricordato da Franco Juri, le Comunità autogestite sono l’ultimo residuo della “matrice kardeliana”, volta anche a inquadrare la società civile minoritaria. Aurelio Juri ha rilevato che “siamo una società civile e come tale è giusto porsi a fianco delle nostre istituzioni”, lamentando la mancanza di confronti pubblici simili e dispiaciuto della mancata presenza di Scheriani, che avrebbe potuto chiarire “il tentativo di svilire e squalificare la rappresentatività dell’UI”. Daniela Paliaga Janković, invece, ha constatato che “né le CAN né l’Unione svolgono bene il proprio lavoro, ma assieme possono svolgerlo meglio. Siamo tutti figli dello stesso genitore e per il nostro bene c’è bisogno che ambedue le istituzioni collaborino”, esprimendo infine il desiderio che le proposte e le conclusioni dell’incontro vengano inviate al presidente Scheriani e all’onorevole Felice Žiža. In chiusura Clio Diabaté, altra promotrice del dibattito, ha letto il testo d’appello che sarà inviato alla CAN costiera, nel quale si rivendica il rispetto del principio di unitarietà della CNI e il ruolo dell’UI, invitando i presenti a sottoscriverlo, in segno di approvazione. Per concludere l’incontro in maniera informale, la serata è proseguita con un rinfresco offerto dall’Unione Italiana.

Numerosi i connazionali intervenuti a Bertocchi al dibattito sull’unitarietà della CNI

Scheriani: «L’unitarietà mai stata in discussione»
In merito al dibattito pubblico sul tema dell’unitarietà della Comunità Nazionale Italiana riportiamo il comunicato rilasciato dal presidente della Comunità Autogestita costiera della Nazionalità, Alberto Scheriani. “Ho ritenuto”, così nella nota, “di non partecipare all’incontro organizzato a Bertocchi da parte di un gruppo anonimo di connazionali, perché non concordo con la forma e le modalità dell’invito. Ribadisco la mia piena disponibilità a partecipare a qualsiasi confronto che riguardi la tutela degli interessi della Comunità Nazionale Italiana, ma si converrà che i dibattiti pubblici andrebbero organizzati ufficialmente e pubblicamente con nome e cognome di chi li propone. Altrimenti si corre il rischio di strumentalizzare anche la cosiddetta società civile minoritaria”.

”In ogni caso”, ha precisato Scheriani, “non mi è chiaro come la presenza e la partecipazione ai lavori del Comitato di coordinamento del MAECI possa in alcun modo intaccare l’unitarietà della Comunità Nazionale Italiana. Non mi è chiaro neppure come l’attuazione degli articoli della Legge sulle CAN e dello Statuto della CAN costiera possano mettere in pericolo la nostra unitarietà. Un più ampio coinvolgimento istituzionale non può che rafforzare la nostra compattezza”.

”Per quanto riguarda l’Unione Italiana”, ha concluso Scheriani, “rilevo che figuro tra i primi firmatari della sua registrazione in Slovenia e che mi sono sempre adoperato per il suo riconoscimento, il che non si può dire per alcuni intervenuti al dibattito che erano contrari alla registrazione dell’UI in Slovenia, contrari al tricolore quale bandiera anche della CNI in Slovenia e contrari alla Regione Istria a Statuto speciale. Se il gruppo che ha organizzato il dibattito vuole mettersi in mano a simili manovratori politici auguro loro buon viaggio. Personalmente da questo treno sono sceso da tempo”.

Il presidente della CAN costiera Alberto Scheriani

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