Faro di Pirano: meno visitatori

L’emergenza dettata dal coronavirus ha inciso anche sulla promozione di eventi

Per il faro o lanterna di Pirano, situato sulla punta estrema della cittadina, non è stata una stagione estiva fortunata. Non è però un caso isolato: i motivi sono dovuti all’emergenza Covid-19 che ha inciso sugli eventi e sulle visite ai monumenti storici. Il sito indubbiamente figura tra le maggiori attrazioni della località, dal 2018 gestito dalla locale Comunità italiana e a cui la connazionale Daniela Paliaga Janković ha pure dedicato la pubblicazione bilingue “Storia di un faro”. Il bilancio per il 2020 è di 1.450 visitatori, mentre nel 2019 sono stati quasi il doppio. L’assenza di ospiti stranieri, dovuta alle tante restrizioni e ai timori per il contagio da Coronavirus, si è fatta sentire in particolare in giugno e luglio, un po’ meglio è andata nel mese di agosto.


I buoni turistici, usufruiti dai vacanzieri nazionali, hanno salvato la stagione in generale tanto che Pirano è risultata in vetta alla classifica, tuttavia al faro non è bastato per mantenere o perfino migliorare i numeri dell’anno precedente. La pandemia ha inoltre inciso sul Bilancio comunale, tant’è che a breve non sono previsti fondi per i lavori di ristrutturazione, in particolare per l’appartamento del guardiano. Per motivi di sicurezza sarà necessario anche cambiare la copertura della cisterna, ma tutto il sito è altamente sensibile perché è costantemente esposto all’azione dei venti marini carichi di salsedine.
La Comunità degli Italiani di Pirano è tuttavia riuscita a realizzare alcune mostre, come quella dedicata alle vogatrici di Pirano, gruppo che quest’anno compie 5 anni di attività, nonché di Nina Laloš intitolata “Fari/Svetilniki”. Dal 5 all’8 ottobre sono inoltre previste le letture al tramonto a cura di Miriam Monica.

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