Passeggiata virtuale per le vie di Pirano

Con il sostegno della CAN e della CI, Daniela Paliaga Janković ha proposto un percorso alla ricerca dell’acqua

Veduta del faro con la sua cisterna

Le passeggiate si possono fare anche in Rete. Ne è prova quella virtuale guidata da Daniela Paliaga Janković intitolata Alla ricerca dell’acqua a Pirano. Una trentina i partecipanti all’evento, organizzato dalla Comunità autogestita della nazionalità italiana e dalla Comunità degli Italiani “Giuseppe Tartini”, tra i quali alcuni allievi del ginnasio “Antonio Sema” di Pirano, ma anche chi nel piranese non risiede più da molto tempo e ha avuto l’occasione di conoscere o ricordare. L’iniziativa della Paliaga, grande appassionata a promotrice di Pirano, alla quale ha dedicato due pubblicazioni, una sul faro e una appunto sull’acqua intitolata “Per piazze e cortili alla ricerca dell’acqua”. Prima dell’avvento dell’acquedotto istriano nel 1935, Pirano aveva un centinaio di fonti tra cisterne e pozzi, dei quali oggi restano alcune decine. Si tratta di un sistema usato e perfezionato da Venezia, la città aveva, infatti, all’epoca 16mila cisterne.

La cisterna di Luprica

“Lo faccio in primis per chi ci abita e ho sempre avuto un riscontro molto positivo.
L’eredità della città va trasferita ai nuovi abitanti, dando loro consapevolezza di dove stanno”, ha motivato il suo intento la relatrice, spiegando che l’idea è nata qualche anno fa nell’ambito delle Giornate europee del patrimonio.

Daniela Paliaga Janković

Il progetto sull’acqua ha avuto molto successo, oltre alle passeggiate fisiche, ha generato studi in tutta la Slovenia su vari argomenti annessi. Il legame tra Pirano e Rovigno pare essere qualcosa di secolare e profondo. Rovignese di nascita, Paliaga ha cominciato la sua escursione virtuale in Piazza Portadomo, oggi Primo maggio, dove la cisterna, disegnata dall’architetto, anch’esso rovignese, Simeone Battistella ed edificata con pietra, sempre rovignese, nel 1776, domina ancora oggi lo spazio davanti a Palazzo Petronio Caldana. Della cisterna più famosa e citata dai piranesi, quella di Luprica risalente al 1485, anche perché di vena ardesiana, perciò inesauribile, oggi rimane solo una tabella posta dal Museo del Mare “Sergej Mašera”. Il viaggio si chiude sul faro con la sua cisterna che risale al 1924/25, necessaria per poter pulire i vetri della grande lanterna. “Rimane nella memoria di chi abitava nel rione di Punta negli anni ‘50 che quando mancava l’acqua, andava a prenderla dal fanalista”, svela l’autrice della passeggiata. Apprezzata e sinceramente applaudita, ha tenuto a ringraziare le istituzioni che la sostengono, ma anche la piranese Ondina Lusa, che le ha trasmesso l’amore per la cittadina.

Cisterna del Battistella in Piazza Portadomo, oggi Primo maggio

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