Stato d’emergenza in Slovenia: Gantar smentisce Hojs

Foto Davor Puklavec/PIXSELL

In Slovenia 99 persone sono state trovate positive al nuovo coronavirus dopo 2.382 test effettuati nelle ultime 24 ore (4,1% il tasso di positività dei tamponi). Il bollettino giornaliero parla, inoltre, di 84 persone ricoverate negli istituti ospedalieri, 16 delle quali sono degenti presso le unità di terapia intensiva. Nessun paziente è morto, 19 persone sono state dimesse dall’ospedale. In Slovenia, 5.487 persone sono state contagiate dal nuovo coronavirus dall’inizio dell’epidemia. Attualmente ci sono 1.656 persone attivamente infettate nel Paese. La maggior parte delle nuove infezioni sono confermate nelle ultime 24 ore si è verificata a Lubiana (10), 6 casi sono stati confermati nel comune di Celje e 5 a Kranj, Škofja Loka e Prevalje. In quanto a fascia di età, con 22 casi quella più colpita è tra i 25 e i 34 anni.
Purtroppo nuovi casi di contagio si sono registrati presso i centri medici universitari di Lubiana e Maribor, così come anche in alcuni ospedali più piccoli. Il Centro clinico ospedaliero di Maribor nell’ultimo fine settimana ha confermato nuovi contagi in quattro dipendenti e altrettanti pazienti.
In Slovenia, più di 1.600 persone sono attivamente infettate da Covid-19. Anche se il ministro dell’Interno Aleš Hojs, aveva menzionato la possibilità di dichiarare lo “stato di epidemia”, il ministro della Salute Tomaž Gantar, sottolinea che si tratta di un’opzione estrema, che terrć conto innanzitutto delle capacità del servizio sanitario.
Bojana Beović, a capo del gruppo di esperti del Ministero della Salute per l’emergenza sanitaria, ha ricordato oggi che l’idea principale era quella di fermare la prima ondata di contagi da coronavirus con provvedimenti molto severi. Successivamente, però, si sarebbe dovuto imparare a convivere con il virus, creando una “nuova normalità”. “Ma non conosciamo ancora così bene l’epidemia, per capire se questo sia possibile – ha detto la Beović -. Sembra, però, che in inverno la situazione si aggraverà ulteriormente, ha iniziato a peggiorare già in settembre e numerosi Paesi stanno pensando a nuove limitazioni o addirittura introducendo misure più restrittive”.

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