Sondaggio. Il 64% dei croati: «No al vaccino»

Alcune persone con la mascherina a Zara

Il 64% dei cittadini croati non intende vaccinarsi contro il Covid-19. Lo rileva un sondaggio dell’agenzia Promocija plus, effettuato per conto dell’emittente televisiva Rtl dal 1.mo al 4 dicembre scorso su un campione di 1.300 persone. Ma qual è il motivo principale: il diritto alla scelta è un diritto costituzionale e nessuno “ci può obbligare a fare l’iniezione”, affermano coloro che sono contrari all’immunizzazione. Dall’altro canto il 30% crede che il vaccino dovrà essere obbligatorio per tutti poiché “è l’unico modo per fermare l’epidemia”.
Agli intervistati è stato chiesto anche quale sia il loro parere sull’operatore della task force nazionale. Oltre il 30% ha “grande fiducia” nell’attività svolta finora dall’Unità di crisi della Protezione civile, mentre un altro 30% ripone “abbastanza fiducia”. Il rimanente 40%, invece, “non crede” o “crede poco” nell’operato di Božinović & Co.

Fiducia in Alemka Markotić

E’ Alemka Markotić, membro della task force nazionale, la persona in cui i cittadini ripongono maggiore fiducia: la direttrice dell’Ospedale per le malattie infettive Dr. Fran Mihaljević di Zagabria ottiene il 25,1%, piazzandosi davanti allo scienziato di fama internazionale Ivan Đikić, molto critico sull’operato dell’Unità di crisi, che raccoglie il 21,2% dei consensi. Il ministro  della Salute, Vili Beroš, invece sale al terzo posto con il 17,8% degli intervistati che ha piena fiducia nel suo operato. Male Krunoslav Capak con il sostegno di solo il 5,9% dei cittadini.

«Misure insufficienti» 

Infine, alle 1.300 persone coinvolte dal sondaggio è stato chiesto un parere sulle misure restrittive. La maggior parte (38,1%) è convinto che siano “insufficienti”, però il 34,3% crede che “abbiano colpito nel segno”. Un alto 23,6% dichiara, invece, che il lockdown light introdotto sabato 28 novembre, sia “esagerato”.

Facebook Commenti