Radin a caccia del nono mandato: «C’è ancora molto lavoro da fare»

Furio Radin. Foto Damjan Tadic/CROPIX/POOL/PIXSELL

“Questa è la nona e l’ultima volta che mi candido”. Lo ha dichiarato Furio Radin, deputato della Comunità nazionale italiana e vicepresidente uscente del Sabor, nell’atto della consegna della propria candidatura nella sede della Commissione elettorale a Zagabria, in vista del voto del 5 luglio.
“Ho deciso di ricandidarmi, perché sono moltissimi i problemi irrisolti”, ha aggiunto Radin, il quale ha poi parlato delle priorità nel caso dovesse essere rieletto rappresentante della CNI al Sabor. “Innanzitutto mi batterò per l’attuazione del piano operativo per le minoranze. Poi, sarà mio compito occuparmi della questione inerente all’uso della lingua minoritaria, ma mi batterò anche per l’aumento dei mezzi finanziari per le attività delle minoranze”. Radin, in questo senso, ha sottolineato che “esiste un movimento nella destra croata secondo cui le minoranze nazionali riceverebbero troppi soldi dal bilancio dello Stato. Io rispondo che le minoranze ricevono troppo poco dall’Erario”. E proprio parlando della destra ha voluto mandare un chiaro messaggio ai possibili partner futuri. “Innanzitutto bisogna vedere che conquisterà la vittoria relativa e a chi il Presidente della Repubblica assegnerà il mandato per formare il nuovo governo. Ma deve essere chiaro che se vorranno il nostro appoggio, dovranno presentare un programma per iscritto a cui attenersi, ma soprattutto non dovranno coalizzarsi con la destra croata”, ha chiarito Radin.
Il deputato CNI uscente ha voluto ricordare di aver ricevuto un migliaio di firme per la sua candidatura, che “spero porteranno alla vittoria per continuare a combattere a denti stretti per mantenere il seggio specifico al Sabor, che è di vitale importanza per la CNI. Perciò, colgo l’occasione per invitare i connazionali a votare per il seggio specifico”. Radin, però, non ha voluto fare previsioni sull’esito delle Parlamentari. “Non ho visto ancora un’indagine articolata e, quindi, è difficile fare una previsione esatta. Sinceramente, non è il mio problema principale”.
L’ormai ex vicepresidente del Parlamento ha confermato che il suo vice sarà Marin Corva, attuale presidente della Giunta Esecutiva dell’Unione Italiana. “È una decisione che è stata presa molti anni fa dal sottoscritto assieme ai vertici dell’UI: il mio sostituto deve essere dell’area fiumana e far parte degli organismi dell’Unione Italiana. Perciò, questa volta la scelta è ricaduta su Corva”.
Infine, Radin ha reso noto che dal 19 giugno, quando parte ufficialmente la campagna elettorale, “discuteremo assieme ai connazionali il mio programma, che si articolerà in 11 punti di fondamentale importanza per la Comunità nazionale italiana”.

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