Pola. Arena, timidi segnali di risveglio

Nessuna ressa all’uscita dall’Arena

L’annuncio dei primi contagi di Covid-19 in Croazia avevano già fatto chiudere gallerie e musei creando subito un effetto devastante su una delle voci diventate più essenziali per l’economia regionale: il turismo in genere, incluso quello culturale. Prima del 25 maggio, l’Arena di Pola era deserta, dal portone di legno massiccio che precludeva l’ingresso a tutti eccezion fatta che per gli addetti ai lavori (archeologi, responsabili della manutenzione, alpinisti ingaggiati per la pulizia delle mura). Dopo il collasso indescrivibile per il turismo che va alla ricerca di vestigia storiche, la ripresa ha fatto rigenerare un po’ di ottimismo. La struttura monumentale, le gallerie (accessibili gratuitamente), incluso di Tempio d’Augusto che è aperto soltanto da pochi giorni (fissato un ingresso simbolico di 10 kune), si sono adeguante dotando i turisti di tutte le misure di sicurezza: uso di disinfettanti, numero chiuso e contingentato. Darko Komšo, direttore del Museo archeologico istriano che cura la gestione dei monumenti storici informa come la situazione sta andando in crescendo: nella prima settimana di riapertura dopo la crisi epidemica l’Arena aveva a malapena racimolato 300 visitatori, nella seconda si era saliti a 700 ingressi, mentre nella terza si era riusciti già a vendere 2.500 biglietti d’ingresso. Fatturato irrisorio, se lo si confronta quelli degli anni passati, ma come dice il solito proverbio, per riuscire a godere bisogna saper accontentarsi di quel che è dato. Se manco il turismo di massa è riuscito a ripristinarsi, non può esser ressa nemmeno nei luoghi dove si offrono contenuti culturali di valore. Si assesta più o meno al 10-15 per cento il numero delle presenze turistiche interessate all’accrescimento culturale rispetto allo stesso periodo dell’estate super-turistica del 2019. Analoga percentuale anche in fatto di visite a mostre e luoghi di storia. Nonostante il “tonfo”, l’ottimismo della direzione non manca. “Adesso – conferma Darko Komšo – stiamo dando il benvenuto a più meno 250-500 visitatori al giorno, notando del resto che i medesimi vanno aumentando di giorno in giorno. La media dei biglietti staccati corrisponde a quella dei primi mesi di primavera degli anni scorsi, diciamo a marzo. Ma il confronto non è proponibile dal momento che alla fine dell’inverno il turismo è dettato soprattutto dalla presenza delle comitive scolastiche.

L’Arena di Pola. Foto: Dusko Marusic /PIXSELL

Gli attuali visitatori sono individuali o a coppier, che sbarcano in Istria a bordo di automobili ed evitano di circolare numerosi e in aggregazione. Quanto alle prenotazioni dei gruppi… la situazione è andata a catafascio. Attualmente ci risultano notificate in tutto tre sparute comitive… per il mese di agosto. Covid permettendo un ritorno delle prenotazioni non è escluso. E si continua a contare in modo particolare sul turismo dell’area germanica”. Continua a proporsi sempre dimezzato il costo dei biglietti d’ingresso all’Arena: 50 kune per gli adulti, 25 per bambini e studenti. Tra più o meno una settimana, la direzione valuterà l’opportunità di aumentare il prezzo d’ingresso, considerando una lievitazione impopolare qualora non vi saranno almeno 1.000-1.5000 visite giornaliere. L’Arena, prima aperta soltanto dalle ore 9 alle 17, è ora visitabile dalle 8 alle 20.

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