PIL. Il crollo maggiore di sempre

Nel periodo da aprile a giugno il prodotto interno lordo è sceso del 15,1 p.c. Il calo, secondo il ministro delle Finanze, era atteso, viste le conseguenze della pandemia da coronavirus

Il ministro dell’Economia, Tomislav Ćorić

Il crollo del prodotto interno lordo nel secondo trimestre di quest’anno è stato pari al 15,1 per cento, maggiore di quello registrato all’epoca della grande crisi finanziaria del 2008. Il ministro delle Finanze, Zdravko Marić, ha definito attesa la flessione del PIL nel periodo che va da aprile a giugno, confermando che si è trattato del più grande calo del prodotto interno lordo di sempre in Croazia. L’unica a reggere è stata la spesa pubblica. I consumi individuali invece sono scesi del 14 per cento, una percentuale record, ma comunque anch’essa attesa viste le particolari circostanze dovute all’epidemia da coronavirus ovvero al lockdown. Secondo Zdravko Marić il calo degli investimenti è stato superiore alle aspettative, non però nel settore edilizio dove anzi è stata registrata una lieve crescita. La flessione dei consumi ha avuto inevitabilmente i suoi riflessi anche sulle importazioni che sono pure scese. In calo del 10 per cento pure le esportazioni a causa della crisi del mercato globale.
Salvaguardati i posti di lavoro
L’unica nota positiva in questo quadro a tinte fosche, come ha sottolineato il ministro dell’Economia e dello Sviluppo sostenibile, Tomislav Ćorić, si riferisce al fatto che è stato salvato il grosso dei posti di lavoro e delle aziende, per cui oggi il Paese si ritrova con 17mila assicurati in più rispetto al periodo antecedente alla crisi da coronavirus. Il ministro ha evidenziato che tutti i Paesi dell’Unione europea maggiormente orientati al settore dei servizi, tra i quali Spagna, Italia, Portogallo e Croazia, hanno risentito in maniera particolare della crisi. “La caratteristica dell’economia croata sta nel fatto che gran parte del prodotto interno lordo viene generato nel settore dei servizi, in particolare nel turismo. E questo è un qualcosa che dev’essere cambiato. Per tale motivo il Ministero dell’economia nel suo piano finanziario pluriennale insisterà affinché quanti più investimenti siano indirizzati verso il mondo della produzione. Soltanto così l’economia potrà diventare più resistente agli shock”, ha spiegato Tomislav Ćorić.
Usciremo dalla crisi più forti di prima
L’analista economico Damir Novotny ha definito pure atteso il calo del 15,1 per cento del PIL visto che nel periodo da aprile a giugno c’è stata in pratica una sospensione delle attività economiche. Non bisogna però disperare, secondo l’analista. La Croazia, a patto che il governo prenda i dovuti accorgimenti, è in grado di uscire dalla crisi più forte di prima, è stata la valutazione di Novotny. Come dire, bisogna prendere atto di quello che non ha funzionato, dell’eccessiva dipendenza dalla monocultura del turismo e indirizzarsi verso altri settori meno sottoposti a rischi strutturali. La convinzione sia del governo che degli analisti è che nel 2021 vi sarà una ripresa delle attività economiche, per cui la crescita del PIL potrebbe essere anche dell’8 per cento. Già ora che si sono rimesse parzialmente in moto le economie mondiali si notano segnali positivi anche per le imprese croate.

Facebook Commenti