Per i lavoratori all’estero niente più «agevolazioni»

Non si potrà lasciare la Croazia senza un certificato rilasciato dai servizi sanitari

Controlli della Polizia sul rispetto del divieto di lasciare il comune di residenza. Foto Emica Elvedji/PIXSELL

Un problema particolare in Croazia riguarda i lavoratori all’estero. In linea teorica una volta varcata la frontiera dovrebbero stare in autoisolamento per 14 giorni. Però, come ha confermato il direttore dell’Istituto nazionale per la salute pubblica, Krunoslav Capak, succede spesso che decidano di uscire dall’autoisolamento per tornare nel Paese dove lavorano. Finora le autorità hanno chiuso un occhio a proposito. La linea guida era in soldoni di questo tipo: “Se non presentano sintomi ebbene tornino pure nel Paese dove vivono e lavorano, naturalmente a patto che le autorità di quello Stato non decidano di imporre loro qualche misura precauzionale”. Ora, ha puntualizzato Capak, questo non sarà più possibile, in quanto molti abusavano di questo “lassismo”, ovvero il venerdì tornavano a casa mentre già la domenica si recavano di nuovo oltreconfine. In futuro potranno sì varcare la frontiera, ma soltanto se non presenteranno sintomi da coronavirus; a questo proposito dovranno ottenere un certificato sanitario, ovvero il permesso del medico e dell’epidemiologo. Il certificato verrà inviato per via elettronica a ogni poliziotto in servizio al confine, per cui non ci sarà modo di aggirare i controlli.

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