L’influenza è già in anticamera

Sette i casi accertati fino a Capodanno in Istria, ma il peggio deve appena venire. Ci si può ancora vaccinare

Le vaccinazioni sono ancora possibili. Foto Dusko Jaramaz/PIXSELL

Sono solo sette, in Istria, i casi di influenza accertati (cioè confermati da analisi di laboratorio) entro Capodanno. Tuttavia l’epidemia, quella vera, solitamente scoppia solo verso la metà di gennaio, in corrispondenza del rientro degli sciatori dalla settimana bianca, degli impiegati in ufficio, degli operai in fabbrica e, naturalmente, degli scolari e degli studenti universitari nelle aule e in classe. Di conseguenza, è lecito aspettarsi che la malattia mostri il suo lato peggiore proprio a partire dalla settimana appena iniziata e poi fino alla fine del mese.
La dottoressa Jasna Valić, medico epidemiologo dell’Istituto regionale alla salute pubblica, ribadisce che l’epidemia propriamente detta è alle porte. Di conseguenza bisogna cercare di ridurre le possibilità del contagio con accorgimenti semplici che valgono oro, come quello di evitare i luoghi pubblici particolarmente affollati e poco areati come i centri commerciali, i mezzi pubblici eccetera. In secondo luogo è ancora disponibile il vaccino tetravalente del quale si consiglia la somministrazione soprattutto agli anziani e ai malati cronici, per prevenire l’insorgenza di complicazioni in caso di contagio. Per avere la dose, basta rivolgersi al proprio medico oppure direttamente al servizio di epidemiologia dell’Istituto di salute pubblica (via Nazor). Stando ai dati diffusi dalla dottoressa Valić, finora hanno richiesto la profilassi in 16.000, mentre le dosi tuttora disponibili sono 2.500. Non è ancora tardi per vaccinarsi, se si considera che l’epidemia deve appena scoppiare e che non andrà scemando fino alla fine di febbraio.

La dotteressa Jasna Valić

Intanto il laboratorio del Centro nazionale di riferimento per l’influenza ha confermato che il virus dominante quest’anno è nuovamente l’H1N1 del ceppo A (presente nel 96% dei casi), mentre in misura minore compare l’H3N2 del medesimo ceppo A (che si attesta al 4 per cento dei casi). Il vaccino vale per entrambi. L’anno scorso in Istria erano stati confermati 2.300 malati di influenza, ma il loro numero era naturalmente di gran lunga superiore. Come ogni anno, gli esperti epidemiologi sconsigliano ai pazienti di correre dal proprio medico di famiglia al primo sintomo. L’influenza è una malattia virale, sicché non c’è prescrizione di antibiotici che possa limitarne la durata, ridurne i sintomi o evitarne le complicazioni. In caso di contagio (e i sintomi sono facilmente riconoscibili dal malessere generale, dalla febbre elevata, dai dolori muscolari e da vari disturbi respiratori), le misure da prendere sono sempre le solite: mettersi a letto, assumere antipiretici per contenere la febbre e bere liquidi in quantità superiori alla norma per evitare la disidratazione dell’organismo. Il medico può essere interpellato in caso di complicanze o decorso anormale della malattia, che generalmente raggiunge il picco il terzo giorno, dopo di che comincia il miglioramento. L’influenza non va però sottovalutata, perché sottrarsi al necessario riposo potrebbe alterarne il corso e provocare inutili complicazioni. Quelle che incorrono con maggiore frequenza sono le polmoniti, sia virali che batteriche. Anche in questo caso, la prevenzione è la miglior cura possibile.

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