La Croazia al fianco di Israele

Confermata la vicinanza tra i due Paesi e ribadito il profondo dolore per le vittime dell’Olocausto, che non devono essere mai dimenticate. Zagabria s’impegnerà affinché lo Stato ebraico possa far udire la sua voce in seno all’Unione europea e nei principali fori internazionali

Slavko Midzor/PIXSELL

GERUSALEMME | “La ringrazio perché Zagabria si oppone all’odio contro Israele”. È con queste parole che il Presidente israeliano, Reuven Rivlin, ha accolto a Gerusalemme la sua omologa croata, Kolinda Grabar-Kitarović. “Sotto la sua guida – ha proseguito Rivlin –, la Croazia ha dimostrato di essere un potente alleato di Israele in seno all’Unione europea e alle Nazioni Unite, nonché negli altri forum multilaterali. La discriminazione alla quale è soggetto Israele all’ONU dura da decenni, ma si tratta di un atteggiamento che non dobbiamo accettare e che deve smettere”.
Il Presidente Kolinda Grabar-Kitarović si è recata domenica scorsa in visita di Stato in Israele. Ieri il Capo dello Stato ha incontrato le massime autorità istituzionali israeliane. Oltre che dal Presidente Rivlin, Kolinda Grabar-Kitarović è stata ricevuta pure dal presidente della Knesset, Yuli-Yoel Eldestein, dal premier e dal ministro degli affari esteri dello Stato ebraico, rispettivamente Benjamin Netanyahu e Yisrael Katz.

Leader mondiali

Kolinda Grabar Kitarović è stata invitata dal Presidente Rivlin ad aderire il 23 gennaio prossimo al vertice dei leader mondiali che sarà organizzato in Israele nel 75° dalla liberazione del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau. “Mi auguro che si unirà a noi nella sua veste di Capo di Stato del Paese che presiederà il Consiglio dell’UE”, ha detto il Presidente israeliano. Kolinda Grabar-Kitarović ha accettato l’invito puntualizzando: “La Croazia è e rimarrà un amico tenace di Israele all’ONU, nella NATO e in seno all’UE”. “Presiederemo il Consiglio dell’UE nella prima metà del 2020. Rimarremo un partner importante e affidabile in molti campi. La Croazia si è messa al fianco di Israele in un’epoca piena di sfide e rimarrà ferma su questa posizione anche in futuro”, ha sottolineato Kolinda Grabar-Kitarović. La titolare del Pantovčak ha assicurato che la Croazia si premurerà di promuovere un approccio equilibrato nei confronti di Israele in ambito UE, garantendo allo Stato ebraico la possibilità di far udire la sua voce nelle istituzioni comunitarie.

Shoah: ricordo perenne

Il Presidente croato ha visitato l’Ente nazionale israeliano per la Memoria della Shoah (Yad Vashem), dove ha ribadito il suo profondo dolore per le vittime dell’Olocausto in Croazia, in Europa e nel mondo. “Mi preme sottolineare in questo luogo che la Shoah non dev’essere mai dimenticata”, ha dichiarato Kolinda Grabar-Kitarović, esprimendo cordoglio ai familiari e dei discendenti delle vittime dell’Olocausto. “Tutte le volte che mi reco in questo luogo, la tragedia subita dal popolo ebraico nell’ora più buia dell’umanità mi sconvolge nuovamente”, ha affermato Kolinda Grabar-Kitarović. “Nella mia veste di Presidente della Repubblica di Croazia, un Paese fondato sui valori dell’antifascismo e della Guerra patriottica, mi sento particolarmente orgogliosa di tutti i croati insigniti del riconoscimento di Giusti tra le nazioni e dei tanti miei connazionali che nel corso della guerra hanno saputo prendere decisioni coraggiose e illuminate”, ha detto il Capo dello Stato croato, che ha concluso il suo intervento allo Yad Vashem con le parole “tiqqun ‘olam”. Un riferimento alla mistica ebraica e alla missione dell’umanità, che oggigiorno viene utilizzato con un’accezione più sociale per riferirsi agli atti di riparazione degli esseri umani. Alla direttrice dello Yad Vashem, Dorit Novak, Kolinda Grabar Kitarović ha donato il libro “Alojzije Stepinac – Pillar of Human Rights” (letteralmente Il pilastro dei diritti umani), scritto da Esther Gitman, un’ebrea americana originaria di Sarajevo.

Porto di Fiume

Kolinda Grabar-Kitarović ha ricordato che la seconda sinagoga più vecchia d’Europa si trova a Dubrovnik (Ragusa) e che il monumento è stato restaurato anche grazie ai fondi messi a disposizione del governo croato. Ha rivelato di essere molto lieta di potersi recare oggi a Haifa, dove sarà firmato il Memorandum di collaborazione tra il porto della città israeliana e quello di Fiume. “Il nostro scalo portuale è la via più breve per raggiungere i mercati dell’Europa centrale”, ha osservato Kolinda Grabar Kitarović, auspicando anche l’introduzione di un volo diretto tra Tel Aviv e Zagabria.

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