Il turismo congressuale in affanno

La Croazia dispone di numerose sale congressi. Le prenotazioni del 2020 sono state rimandate al 2021. Ora si va verso un nuovo rinvio. Gli incontri ormai sono in forma virtuale

Le sale congressi vuote nel 2020. Foto: Dusko Marusic/PIXSELL

Il turismo congressuale risente degli effetti della pandemia da COVID-19. In base ai pronostici espressi degli addetti al settore il 2020 avrebbe dovuto essere un’annata record per questo ramo dell’industria dell’ospitalità. Tuttavia, a causa dell’emergenza sanitaria l’anno scorso circa l’80 p.c. degli eventi pianificati è stato disdetto o nella migliore delle ipotesi rimandato. Purtroppo anche gli appuntamenti che si sono tenuti non si sono svolti in presenza, bensì in forma virtuale. Una circostanza questa che ha avuto brutte ripercussioni sui bilanci non soltanto delle catene alberghiere – che in Croazia gestiscono la maggior parte dei centri congressi –, ma anche sul giro d’affari delle agenzie turistiche, del settore dei trasporti e dell’indotto che ruota attorno all’industria del turismo congressuale. “Questo è il secondo anno che viviamo senza introiti. Sopravvivere in questo modo è un’autentica arte. Le prenotazioni per il 2020 sono state rimandate al 2021 e ora abbiamo iniziato a posticiparle al 2022”, ha dichiarato davanti alle telecamere della Radiotelevisione pubblica croata (HRT) Ranko Filipović, presidente dell’Associazione croata dei professionisti del turismo congressuale (HUPKT).
Prima dell’emergenza causata dal coronavirus, in Croazia, ogni anno, si svolgevano mediamente circa duecento conferenze internazionali. Assieme al turismo sportivo e alla nautica, il turismo congressuale contribuiva a prolungare in Croazia la durata della stagione turistica. “Il turismo congressuale ha un effetto corroborante per quanto concerne i numeri che contraddistinguono il nostro turismo. Stando alle stime, la spesa media di un ospite congressuale supera dalle tre alle cinque volte quella di un turista convenzionale”, ha osservato il ministro del Turismo e dello Sport, Nikolina Brnjac. Le ha fatto eco Anđela Lovrić, manager della Falkensteiner Hotels & Residences, che a Petrčane (Peterzane), non lontano da Zara, gestisce il Punta Skala Resort, un villaggio turistico di lusso che tra i suoi molteplici contenuti vanta pure un moderno centro congressuale. “È un fatto risaputo che il turismo congressuale contribuisca a prolungare la stagione turistica”, ha rilevato Anđela Lovrić, puntualizzando che gli ospiti congressuali arrivano a spendere anche alcune centinaia di euro al giorno.
I principali poli congressuali in Croazia sono Abbazia, Ragusa (Dubrovnik), Spalato e Zagabria. Un grave handicap dell’offerta congressuale in Croazia consiste nell’assenza di sale in grado di ospitare gli eventi più grandi, per intenderci quelli con oltre 2.000 partecipanti. “Il turismo croato ha bisogno di almeno tre o quattro centri congressi seri, per intenderci strutture che per essere realizzate necessitano di un investimento di circa 350 milioni di euro. Senza strutture di questo tipo è fuori luogo poter parlare della Croazia come di una destinazione riconoscibile per l’offerta congressuale”, ha dichiarato Siniša Topalović, della divisione croata della società di consulenze Horwath HTL.
Sotto questo punto di vista però qualcosa negli ultimi anni è cambiato e in meglio. Fino a qualche anno fa soltanto Zagabria disponeva di strutture in grado di ospitare gli eventi più grandi (a tale scopo potevano essere impiegati la Sala concerti Vatroslav Lisinski e i padiglioni della Fiera). Nel 2014 ad Abbazia è stato inaugurata il Palasport Marino Cevtković. Una struttura progettata, oltre che per lo svolgimento di eventi sportivi, anche per poter ospitare congressi e fiere. La capienza massima del palasport abbaziano si aggira attorno ai 2.000 posti a sedere (di cui 1.217 sulle tribune). Tre anni più tardi ad Abbazia è stato inaugurato pure il Centro turistico-culturale Drago Gervais, anch’esso progettato in modo da poter fungere da centro congressi, una sala polivalente da 1.000 posti, un auditorium da 493 posti a sedere e una sala più piccola da 300 posti. In precedenza ad Abbazia le sala congressi più grande era quella dell’albergo Kvarner, con 950 posti a sedere nello storico Salone dei cristalli. Eventi con oltre 400 partecipanti riuniti in un’unica sala possono essere organizzati nella Perla del Quarnero pure negli alberghi Amadria Park Hotel Royal (900), Grand Hotel Adriatic (550), Ambasador (515), 4 opatijska cvijeta-Conference Park 25/7 (450) e Imperial (400 nello storico Salone d’oro).
Stando ai dati riportati sul portale Poslovniturizam.com a Ragusa (Dubrovnik) la sala congressi più capiente è in grado di accogliere fino a 1.200 persone contemporaneamente, mentre a Sebenico nel Centro congressi ad insegna Amadria Park ne esiste una da 1.500 posti a sedere.

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