Il modello emiliano fa scuola pure in Croazia

A Zagabria ieri la conferenza organizzata dalla Banca Mondiale. Le esperienze di sviluppo regionali italiane possono risultare d’aiuto per la Slavonia

L'Ambasciatore Adriano Chiodi Cianfrani. Foto Zeljko Jerneic

Ha suscitato grande interesse a Zagabria la conferenza internazionale intitolata “Esperienze di sviluppo della Regione Emilia-Romagna e complementarietà del modello per la Slavonia, la Baranja e lo Srijem”. All’incontro, organizzato dall’Ufficio della Banca mondiale per la Croazia, si è discusso dell’esperienza nello sviluppo regionale dell’area emiliano romagnola e della possibilità di applicare le stesse modalità di rilancio economico anche alle Regioni della Croazia che hanno bisogno di uscire dallo stato di depressione in cui si trovano in questo momento.
Alla conferenza hanno preso parte Gabrijela Žalac, ministro dello Sviluppo regionale e dei Fondi europei, Elisabetta Capannelli, direttore dell’Ufficio della Banca mondiale per la Croazia e la Slovenia, Patrizio Bianchi, economista e assessore al coordinamento delle Politiche europee, allo Sviluppo, Scuola, Formazione professionale, Università, Ricerca e Lavoro della Regione Emilia-Romagna, Tome Antičić, segretario di Stato al Ministero della Scienza e dell’Istruzione, Davor Majetić dell’HUP, Morena Diazzi, direttore generale della DG Economia della conoscenza, del Lavoro e dell’Impresa dell’Emilia-Romagna, Adriano Chiodi Cianfarani, Ambasciatore italiano a Zagabria, il consigliere Daniele Borrelli (Ufficio economico-commerciale dell’Ambasciata) e altre personalità.
Nel corso della conferenza è stato sottolineato che la ricerca, le innovazioni e il capitale umano sono di cruciale importanza anche per lo sviluppo della Slavonia. Per poter procedere in questa direzione è indispensabile, come rilevato, la collaborazione di tutte le parti interessate.
Elisabetta Capannelli ha rilevato nel suo intervento che “l’Emilia-Romagna è tra le Regioni italiane meglio sviluppate e più innovative. Con la collaborazione di questa realtà regionale porteremo a compimento con successo il Progetto Slavonia, Baranja e Srijem. Queste Regioni croate possono apprendere molto dal modello emiliano per quanto concerne le innovazioni, il settore della produzione alimentare e quello delle tecnologie informatiche, nonché le reti delle Università e del sapere. La Banca mondiale aiuta con piacere questo scambio di conoscenze tra le Regioni italiana e croate”.
Gabrijela Žalac ha evidenziato da parte sua: “Con questo progetto intendiamo impegnarci a favore della Slavonia. Negli ultimi due anni abbiamo investito 18,7 miliardi di kune e altri 10,3 sono previsti per la rivitalizzazione di quest’area. Grazie alla collaborazione con la Banca mondiale, riusciremo a sviluppare l’agricoltura, l’istruzione, la ricerca, l’imprenditoria, la Sanità, l’approvvigionamento idrico e le reti di scolo. Ma ad avere ricadute positive saranno anche il patrimonio culturale e quello naturale, i trasporti e il sistema energetico della zona”. Secondo il ministro lo scambio di esperienze in questo contesto con l’Emilia-Romagna sarà sicuramente di grande attualità.
Che il modello emiliano-romagnolo sia sinonimo di successo lo testimonia anche il fatto che in questa Regione troviamo marchi straordinari, noti a livello europeo, come Ferrari, Lamborghini, Maserati, Ducati, Barilla, Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma… Patrizio Bianchi ha rilevato in quest’ambito l’importanza d’investire nelle professionalità, una ricetta questa di cui può fare tesoro pure la Croazia.

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