«Il filo spinato è una vergogna»

Così Boris Miletić durante l’Assemblea solenne in occasione della Giornata della Regione istriana

Foto Nel Pavletic/PIXSELL

È stato ricordato a Pisino il 78º anniversario delle Decisioni di Pisino, con cui gli intervenuti a quella riunione decretarono il distacco del versante peninsulare croato dal Regno d’Italia e l’adesione alla Jugoslavia. L’anniversario è stato ricordato con la deposizione di una corona floreale ai caduti nel Parco dell’insurrezione popolare e con la seduta solenne dell’Assemblea della Regione istriana. In questo giorno, ricorre infatti anche la Giornata della Regione istriana.
Sandra Ćakić Kuhar, presidente dell’Assemblea regionale, riferendosi a quei giorni del 1943 ha rilevato come i convenuti, con quelle decisioni, avevano indirizzato il futuro istriano, simboleggiando con la loro lotta ideali d’elevato valore: l’opposizione alla discriminazione, la contrarietà all’incitamento all’odio e alla violenza. “In questa lotta si sono perse molte vite, ma si sono poste le basi della vita odierna in Istria. Fra queste, l’identità regionale e le peculiarità dell’Istria, che se smarrite, porteranno alla perdita parziale di noi stessi, azzerando gli sforzi dei combattenti partigiani e dei difensori croati. Ed è per questo che dobbiamo continuare a rispettare, tutelare e promuovere i valori dell’antifascismo, del multiculturalismo, della multietnicità, del multilinguismo e della convivenza, ha concluso la Čakić Kuhar.
All’assise è intervenuto anche il presidente della Regione, Boris Miletić, che ha condannato gli atti di vandalismo tesi a svalutare i valori antifascisti istriani. “I vergognosi simboli fascisti o la distruzione dei busti dei nostri eroi verranno sempre condannati con fermezza perché l’Istria cammina a testa alta e ha tutto il diritto di elevarsi con la sua apertura, la pace e il progresso”, ha detto Miletić, aggiungendo che “l’Istria si vergogna soprattutto del fatto che nel nostro Paese manca il coraggio e la determinazione per affrontare i fantasmi del passato”. Il riferimento era alla sanzione definitiva del saluto ustascia, proposta alcuni anni fa dai parlamentari istriani, rimasta lettera morta. Miletić ha puntato il dito anche contro il filo spinato che la Slovenia ha alzato al confine con la Croazia, ritenendolo un atto vergognoso nel cuore europeo. Miletić si è concentrato sul futuro e su diversi temi: industria creativa, giovani, istruzione, digitalizzazione e nuove tecnologie, trasformazione verde, tutela ambientale e soprattutto edilizia abusiva.
A salutare i presenti sono intervenuti il parlamentare Anton Kliman, in rappresentanza del presidente del Sabor, Gordan Jandroković, Ivan Bubić a nome del premier Andrej Plenković, Željko Jovanović, inviato del Presidente della Repubblica Zoran Milanović e Branko Oplanić, presidente dell’Associazione regionale dei combattenti antifascisti e degli antifascisti.

S'informano i gentili lettori che tenuto conto delle disposizioni dell'articolo 94 della Legge sui media elettronici approvata dal Sabor croato (G.U./N.N. 111/21) viene temporaneamente sospesa la possibilità di commentare gli articoli pubblicati sul portale e sui profili sociali La Voce.hr.