I 30 anni dell’Unione Italiana

Il Teatro nazionale croato «Ivan de Zajc» di Fiume ospiterà questo venerdì la prima delle tre solennità organizzate dall’associazione unitaria apicale della CNI

Palazzo Modello, quartier generale dell’UI. Foto: Željko Jerneić

L’Unione Italiana si appresta a celebrare il suo 30º anniversario di fondazione e lo farà con tre grandi eventi spalmati nei prossimi mesi. Il primo è in programma questo venerdì (16 luglio), a Fiume per ricordare quanto avvenuto in questa data tre decenni fa quando ci fu la nascita della nuova Unione Italiana. “Tutto il periodo di celebrazione del trentesimo dell’UI risente pesantemente della situazione epidemiologica in corso. E questo sta condizionando tutti gli eventi. Volevamo fare un’unica grande manifestazione a Fiume invitando un elevato numero di ospiti e celebrare il 16 luglio il 30º compleanno, ma poi tenuto conto dell’evolversi della situazione epidemiologica in continuo mutamento abbiamo dovuto rivedere tutto il programma e ci siamo concentrati su tre momenti. Venerdì al Teatro Ivan de Zajc (messo gentilmente a disposizione dall’ormai ex sindaco di Fiume, Vojko Obersnel) si svolgerà la cerimonia centrale per il 30º anniversario alla quale parteciperanno numerose autorità in rappresentanza dei governi di Italia, Croazia e Slovenia, i deputati della Comunità Nazionale Italiana, i sindaci di Città e Comuni in cui è presente la CNI, tutti i vicesindaci italiani, i presidenti delle Regioni litoraneo-montana, istriana, del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, i presidenti delle CI, i direttori di varie istituzioni, i consiglieri dell’Assemblea dell’UI, i primi membri dell’Assemblea costituente dell’UI, gli ex presidenti e i membri delle Giunte esecutive e delle Assemblee e poi tante altre personalità di spicco della CNI”, ci spiega Maurizio Tremul, presidente dell’Unione Italiana impegnato assieme ai suoi collaboratori negli ultimi preparativi per il primo grande evento a Fiume in occasione del trentennale. La regia di quella che si prospetta una bella festa di compleanno è stata affidata a Giulio Settimo, direttore del Dramma Italiano, mentre a condurre la serata, alla quale sono stati invitati pure i rappresentanti di tutte le minoranze nazionali che vivono in Croazia, gli ungheresi della Slovenia, gli sloveni d’Italia, tutte le associazioni degli esuli, la Federsuli e l’UPT, saranno Rosanna Bubola e Bruna Alessio.

Maurizio Tremul, presidente dell’UI. Foto Roni Brmalj

“L’appuntamento a Fiume, al quale prenderanno parte circa 200 ospiti, vedrà al centro dell’attenzione le Comunità degli Italiani (ce ne sono complessivamente 51, nda) e i connazionali in quanto sono proprio i sodalizi e i connazionali la base dell’UI. Non mancherà un programma culturale proposto da giovani talenti della CNI e proiezioni di video realizzati da TV Capodistria – ha affermato Tremul -. Abbiamo ragionato molto sull’impronta da dare a questa celebrazione pur consci che parliamo di 30 anni di UI, erede giuridica della vecchia Unione degli Italiani dell’Istria e di Fiume (UIIF), e abbiamo deciso di concentrarci sui giovani e sui giovanissimi. Ma non perché vogliamo dimenticare il contributo dato da coloro che sono diversamente giovani bensì per dire: grazie al contributo che voi avete dato, oggi abbiamo questi giovani che si esibiranno a Fiume.”
Dopo la celebrazione centrale nel capoluogo quarnerino, ce ne sarà un’altra a Pola, in quanto nel marzo 1991 si era insediata l’Assemblea costituente di quella che poi aveva portato alla nascita della nuova UI. L’ultimo presidente dell’UIIF Silvano Sau aveva dichiarato sciolta la vecchia Unione e s’insediò l’Assemblea costituente. “Questo è stato un momento fondamentale, in quanto siamo riusciti ad avere un passaggio dalla vecchia Unione degli Italiani dell’Istria e di Fiume (UIIF) alla nuova Unione Italiana concordato e totalmente indolore. A Pola, dunque, ci sarà un’Assemblea solenne dedicata proprio all’Assemblea stessa. E poi a Capodistria (in quanto quest’organizzazione unitaria opera sia in Croazia che in Slovenia) verrà promosso il terzo evento incentrato sulle istituzioni e sulle scuole”, ci fa sapere Tremul.

Le direttrici future

“Abbiamo inteso questo trentennale non come un momento di autocelebrazione e di sottolineatura di ciò che abbiamo fatto. L’obiettivo è piuttosto dire: siamo qui, dopo 30 anni di democrazia e 30 anni della nuova UI. Ma soprattutto vogliamo ragionare su quali possono essere o dovranno essere le direttrici future, cioè pensando più al futuro che alla celebrazione del presente e di ciò che è stato nel nostro passato”, ha dichiarato il presidente dell’UI che in quest’occasione ha voluto comunque volgere uno sguardo al passato e tirare le somme. “Uno degli obiettivi raggiunti? La doppia cittadinanza che per anni è stato un cavallo di battaglia dell’UI, ossia il riacquisto della cittadinanza italiana da parte di tutti i nati entro il 1947 ma anche dei loro discendenti. Un obiettivo posto, ma non realizzato per una serie di questioni riguarda invece la Legge d’interesse permanente dello Stato italiano nei confronti della CNI. Abbiamo però sempre ottenuto il rifinanziamento dei mezzi che Roma destina al nostro gruppo nazionale”, afferma Tremul sottolineando come “si continui a mantenere l’unitarietà dell’UI nonostante i tentativi di deriva “sovranista”. E questo è un altro obiettivo fondamentale da portare avanti con le nostre istituzioni che continuano a operare in maniera unitaria”. “Abbiamo raggiunto il Trattato bilaterale tra Croazia e Italia sui diritti delle minoranze del 1996, altro traguardo prefissato – prosegue ancora il presidente dell’UI -. Grazie a questo trattato abbiamo esteso il territorio in cui è stata riconosciuta la presenza della CNI in luoghi in cui durante l’ex Jugoslavia questa presenza non era riconosciuta. Non è stato raggiunto, invece, il Trattato trilaterale tra Italia, Croazia e Slovenia per l’unitarietà e l’uniformità di trattamento della CNI. E poi ci sono carenze nell’attuazione del bilinguismo e si denota la mancanza di una solida base economica”.

Le sfide da affrontare

Tremul conclude sottolineando come “l’UI sia cresciuta, abbia risolto alcuni problemi, altri rimangono irrisolti mentre altri ancora vanno affrontati. La CNI gode di buona salute e deve continuare il processo d’inclusione di forze nuove e di nuove generazioni. C’è tanto fermento nelle nostre istituzioni e tutto questo è positivo. Abbiamo comunque bisogno più di dialogo che di dibattito in seno alla nostra Assemblea. Siamo una piccola comunità e dobbiamo concentrarci sulle cose che ci uniscono”.

Grandi istituzioni

Marin Corva, presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana

Sguardo puntato al futuro anche per il presidente della Giunta esecutiva dell’UI Marin Corva. “Questo è un importante anniversario per l’Unione Italiana, massima organizzazione della Comunità Nazionale Italiana che in questi anni ha saputo rispondere a quelle che sono le necessità della CNI e non mi riferisco soltanto agli aspetti finanziari, anche se va detto come senza il sostegno economico non sarebbe stato possibile realizzare le sedi delle Comunità degli Italiani, ristrutturare le scuole e dare il giusto supporto finanziario alle nostre più grandi istituzioni, ovvero all’Edit e al Centro di ricerche storiche di Rovigno”, ha dichiarato Corva ricordando come l’Unione Italiana negli anni abbia avuto un ruolo anche politico a sostegno della CNI quale garanzia dell’attuazione dei diritti che la riguardano. “Non sempre si è riusciti a fare tutto alla perfezione però non è mai mancato l’impegno da parte dell’UI nei confronti dei nostri connazionali. C’è stato anche un momento molto importante per l’UI e per tutta la CNI, ossia la sottoscrizione dell’Accordo italo-croato che ha identificato l’Unione Italiana quale organizzazione che rappresenta i connazionali di Croazia e Slovenia”, ritiene il presidente della GE per il quale “un compito molto importante in questo momento è sì ricordare il passato riconoscendo assolutamente quello che è stato fatto, però bisogna concentrarsi più che altro sul futuro. Dobbiamo vivere il presente e pensare al futuro, perché dobbiamo creare le condizioni affinché ci possa essere una CNI viva anche in futuro e creare le condizioni per lasciare in eredità ai nostri figli e nipoti quello che ci è stato lasciato dai nostri genitori e nonni. E che quindi pure i nostri discendenti possano frequentare le Comunità, le nostre scuole, possano leggere la Voce del popolo, ascoltare Radio Fiume, Radio Pola e Radio Capodistria, guardare TV Capodistria e TV Nova. Creare, insomma, i presupposti acciocché anche i nostri figli e nipoti possano godere delle stesse cose di cui disponiamo noi.”

Il Gruppo 88

Paolo Demarin. Foto Željko Jerneić

Abbiamo interpellato per l’occasione anche il presidente dell’Assemblea dell’UI, Paolo Demarin. “Questi sono sì i 30 anni dell’Unione Italiana, ma sono in effetti molti di più se guardiamo nel suo complesso tutta l’attività svolta prima dall’UIIF. Pertanto va ricordato anche quel ruolo perché se non ci fosse stata quell’organizzazione e i padri fondatori che hanno poi fatto nascere il Gruppo 88, oggi l’Unione Italiana non avrebbe la forma attuale”, ha dichiarato Demarin secondo il quale “questo non è soltanto l’anno dell’anniversario, ma è anche un anno di svolta per attuare una riforma dell’organizzazione dell’UI. “Ci stiamo focalizzando sul futuro della stessa organizzazione. Proprio adesso in sede di Assemblea stiamo entrando nel vivo del dibattito incentrato sul nuovo Statuto della nostra associazione, con l’intento che ci sia ancora maggiore unitarietà e maggiore collegamento tra i nostri connazionali di Slovenia e Croazia. Serve un apparato più efficiente, efficace e più capace di rispondere alle esigenze non soltanto finanziarie delle nostre CI, ma anche alle esigenze della nostra rappresentanza politica sul territorio. Quindi che sia più forte il nostro ruolo politico per la tutela della CNI e i diritti collegati ad essa”, ha concluso Paolo Demarin.
L’UI, dunque, festeggerà i 30 anni d’attività: non è questo un traguardo bensì un punto di partenza verso nuovi progetti e nuove sfide da affrontare con entusiasmo ed impegno, come fatto finora.

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