Croazia: il Censimento in autunno

In Croazia nel 2011 vennero registrati anche i dati attinenti all’appartenenza etnica dei cittadini

A causa del quadro epidemiologico dovuto al Covid-19 il governo presieduto da Andrej Plenković ha formalizzato la proposta di rinviare nuovamente il Censimento della popolazione, dei nuclei familiari e delle abitazioni. Se le modifiche alla Legge sul Censimento 2021 presentate ieri dai Banski dvori saranno approvate dal Sabor, il sondaggio statistico sarà condotto dal 13 settembre al 17 ottobre prossimi (invece che dal 1º giugno al 4 luglio 2021), in due fasi, secondo la situazione in vigore nella giornata del 31 agosto 2021 (e non più il 31 maggio). La prima fase dovrebbe tenersi dal 13 al 26 settembre (invece che dal 1º al 13 giugno) con l’ausilio del servizio e-Građani (e-Cittadini). La seconda, invece, si dovrebbe svolgere dal 27 settembre al 17 ottobre (invece che dal 14 giugno al 4 luglio) con il classico sistema dell’intervista condotta da un rilevatore. La Legge sul Censimento 2021 era stata approvata il 28 febbraio 2020. In base allo scadenzario originale il Censimento 2021 avrebbe dovuto svolgersi dal 1º aprile al 7 maggio (prima fase dal 1º al 10 aprile e la seconda dal 16 aprile al 7 maggio), secondo la situazione in vigore nella giornata del 31 marzo 2021.
I Censimenti rappresentano la più complessa ed estesa ricerca statistica eseguita a livello nazionale e di norma vengono condotti una volta ogni 10 anni. In Croazia il compito di organizzare, coordinare e condurre l’operazione spetta all’Istituto statale di statistica (DZS). A copertura delle spese connesse al Censimento 2021, lo Stato ha previsto lo stanziamento di 177,3 milioni di kune. Come da prassi, saremo chiamati a indicare l’appartenenza nazionale (etnica), a differenza di quello che avviene ora in Slovenia e da tempo ormai in Italia, dove quesiti di tal fatta non trovano più posto nei rilevamenti della popolazione. Bisognerà segnalare anche di quante cittadinanze ci si può avvalere. La novità più grande rispetto al passato riguarda forse lo stato civile degli intervistati. Oltre alle risposte convenzionali (single, convivente, sposato/a, divorziato/a…), agli intervistati sarà proposta per la prima volta l’opzione di dichiararsi quali membri di un’unione domestica registrata o informale.
L’ultimo censimento in Croazia risale al 2011. All’epoca il Paese risultò avere 4.284.889 abitanti (152,571 in meno rispetto al 2001 e 499.376 in meno rispetto al 1991). Il 90,42 p.c. della popolazione si dichiarò di etnia croata. Gli italiani, che erano 17.807 (1.829 in meno rispetto al 2001 e 3,496 in meno rispetto al 1991), costituivano lo 0.42 p.c. della popolazione complessiva. Le persone che si dichiararono di madrelingua italiana furono, invece, 18.573 (lo 0,43 p.c.). Stando ai demografi il numero degli abitanti della Croazia ormai potrebbe essere inferiore a 4 milioni.

Amministrative. Nessun rinvio

Sempre alla riunione del governo, il premier ha ribadito che non vi sarà alcun rinvio delle elezioni amministrative in programma la terza domenica di maggio, come previsto dalla Legge. Andrej Plenković ha invitato a rispettare la Legge anche nel caso della nomina del presidente della Corte suprema.

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