Aumenta il prezzo dei carburanti, ma l’effetto dell’attacco in Arabia Saudita deve ancora arrivare

Foto Sanjin Strukic/PIXSELL

Non sarà ancora l’effetto degli attacchi con i droni a due giacimenti petroliferi in Arabia Saudita, però da oggi fare il pieno costa più caro. Il sito cijenegoriva.info ha pubblicato il nuovo listino prezzi, sottolineando che un pieno di “senza piombo” costa in media 4,5 kune in più, di carburante diesel 5 kune, mentre quelli che viaggiano con il Gpl devono sborsare 2 kune in più rispetto a lunedì.
Secondo gli esperti del settore l’onda lunga dell’aumento del prezzo del barile a causa dell’attentato contro le raffinerie in Arabia Saudita, dovrebbe farsi sentire in Croazia tra due-tre settimane.
Infatti, L’attacco d cui gli Stati Uniti accusano l’Iran, ha dimezzato la produzione di petrolio del Paese, e ha fatto schizzare il prezzo del greggio a 60,36 dollari al barile con le quotazioni che potrebbero salire ancora.
L’Arabia Saudita è il primo esportatore mondiale di greggio: 5,7 milioni di barili al giorno, circa metà della produzione saudita, che copre il 10% delle forniture globali. Sia Washington che Riad hanno dichiarato di essere pronte a utilizzare le loro riserve strategiche di petrolio (rispettivamente di 630 e di 188 milioni di barili) per far fronte alle perdite della produzione causate dagli attacchi agli impianti. La compagnia Saudi Aramco sta lavorando per ripristinare la piena produzione, ma secondo gli esperti occorreranno settimane. Riad, tuttavia, ha assicurato che le esportazioni continueranno regolarmente in questa settimana grazie alle riserve, ma questo potrebbe far arrivare il prezzo del petrolio fino a 70 dollari al barile.

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