Altri 5 cittadini sloveni al confine con test PCR contraffatti

Il confine croato-sloveno di Plovania sul territorio istriano. Foto Dusko Marusic /PIXSELL

Continuano i casi di esami PCR contraffatti, ossia del test molecolare per la diagnosi di Covid-19, con i quali le persone, a dispetto delle misure restrittive dovute all’epidemia, cercano di varcare il confine illegalmente. Nella giornata di martedì 2 marzo, al valico di confine di Plovania, 5 cittadini sloveni nell’intento di entrare in Croazia hanno esibito dei documenti fasulli. Andando per ordine cronologico, verso le 9 al valico si è presentato un 43.enne, e nel controllo è stato appurato che il suo esame PCR acquistato a Lubiana era contraffatto. Verso le 10.35, al valico sono stati fermati due minorenni che hanno esibito dei test apparsi dubbi agli agenti della Polizia di frontiera. In seguito alla verifica, è stato appurato che i documenti non erano stati rilasciati da un istituto medico sloveno, bensì che i giovani li avevano stampati sul computer. Analogo il caso relativo a un 78.enne e a una 64.enne, giunti al confine verso le 13.30. I due nella circostanza hanno mostrato degli esami PCR contraffatti, e anche in questo caso li hanno… prodotti in casa, ovvero stampati sul computer. Per i reati in questione, ossia per falsificazione di documenti i cittadini sloveni sono stati denunciati alla magistratura.

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