Fiume. La Marcia per la vita finisce nella bufera (video)

L'organizzatrice Barbara Brezac Benigar: «Le donne stuprate che scelgono l'aborto sono delle assassine»

Sulle note di “Lijepa li si” di Thompson è partita a Fiume poco dopo le 10.30 la “Marcia per la vita”. Circa 200 persone hanno preso posto dietro un grande striscione recante scritta “Tuteliamo la vita”. Infatti, l’intenzione degli organizzatori è quella di dire a gran voce che “il diritto alla vita non va negato mai a nessuno, dal concepimento fino alla morte naturale”.

In un primo momento sembrava che la Marcia sarebbe stata annullata a causa dell’emergenza sanitaria dovuta all’aumento dei casi di coronavirus nel capoluogo quarnerino, ma poi gli organizzatori hanno deciso di sfilare lo stesso, invitando i partecipanti a mantenere le debite distanze. Ma dalle immagini arrivate dalla Fiumara e dal Corso le misure epidemiologiche non sono state rispettate: le distanze non sono state mantenute, mentre si potevano contare sulle dita di una mano le persone con la mascherina.

Scandalosa la dichiarazione di Barbara Brezac Benigar. Foto Ivor Hreljanović

Una delle organizzatrici della Marcia, Barbara Brezac Benigar ha dichiarato che nessun partito politico, tantomeno di destra, e nemmeno la chiesa cattolica sostengono la lotta di questo movimento. Poi ha aggiunto: “Sì, per me le donne che sono rimaste incinte durante uno stupro e che decidono di abortire, sono delle assassine”.

Le reazioni indignate
Una dichiarazione che ha scatenato la bufera. Fred Matić, europarlamentare del Partito socialdemocratico (Sdp) ha reagito duramente con un post su Facebook: “Gentile signora, lei evidentemente non ha sentito le urla e le richieste d’aiuto delle donne che venivano stuprate nei campi di concentramento. Questo è un bene per lei, ma è un male che si intrometta e strumentalizzi questo tema per un’agenda politica retrograda”, ha concluso Matić, che ha trascorso un periodo nei campi di concentramento serbi durante la guerra dei primi anni ’90.
A qualche centinaio di metri di distanza dalla “Marcia per la vita”, si è svolto un comizio elettorale del Fronte dei Lavoratori, la cui leader Katarina Peović ha stigmatizzato le parole  di Barbara Brezac Benigar. “Alla destra ‘marciare per la vita’ significa vietare l’aborto addirittura alle donne stuprate: si tratta di una forma pericolosa di sociopatia”.
L’iniziativa nazionale si dissocia
In serata, infine, è arrivata anche la reazione dell’Iniziativa nazionale “Marcia per la vita”, che ha voluto dissociarsi dalle parole della presidente dell’associazione Malaika di Fiume, che ha organizzato la Marcia questa mattina nel capoluogo quarnerino.  “Le parole della Benigar non possono essere in alcun modo  messe allo stesso piano dei valori propagati dalla ‘Marcia per la vita’, che esprime pacificamente il proprio sostegno al feto, ai suoi genitori e a ogni essere umano. Né l’associazione Malaika né la signora Benigar fanno parte dell’iniziativa nazionale ‘Marcia per la vita’ e cogliamo l’occasione per dissociarci ancora una volta da quanto affermato dalla Benigar”.
Va ricordato che l’iniziativa nazionale “Marcia per la vita” aveva organizzato per oggi diverse manifestazioni in tutta la Croazia, ma a causa del peggioramento della situazione epidemiologica nel Paese ha annullato tutti gli eventi. Soltanto a Fiume non ci si è attenuti alle raccomandazioni.
Barbara Brezac Benigar condannata a nove mesi 
Da segnalare infine che Barbara Brezac Benigar è l’ex direttrice del Centro per l’autismo di Fiume, che nel 2015 è stata condannata in primo grado a nove mesi, con la condizionale di un anno per aver intascato le indennità di trasporto che dovevano essere versate a un fruitore del Centro per l’autismo. Dopo la condanna, Barbara Brezac Benigar è stata sollevata dall’incarico.

 

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