30 anni. Buon compleanno Unione Italiana (foto)

Il premier Andrej Plenković accolto dai vertici dell'Unione Italiana

È iniziato ufficialmente questa sera, venerdì 16 Luglio, a Fiume, l’anno del trentennale dell’Unione Italiana, l’organizzazione unitaria, autonoma, democratica e pluralistica degli Italiani di Croazia e Slovenia. La cerimonia solenne, svoltasi sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella, ha avuto luogo nella splendida cornice del Teatro Nazionale Croato “Ivan de Zajc”. L’evento ha visto al centro dell’attenzione le 51 Comunità degli Italiani e i connazionali che rappresentano la base dell’UI. I sodalizi, sparsi su tutto il territorio d’insediamento storico tra Croazia e Slovenia, sono importanti centri d’irradiazione culturale ed artistica. In segno di gratitudine a tutti i sodalizi che con la loro vasta pletora di attività svolte promuovono la cultura, la lingua e l’identità italiane, è stata consegnata una targa di ringraziamento ritirata simbolicamente da Loren Kapusta (IV classe della SEI San Nicolò di Fiume) e Francesca Spina (V classe della SEI Dolac di Fiume), due bambine che rappresentano il futuro della Comunità Nazionale Italiana. Numerose sono state le autorità che hanno voluto partecipare alla cerimonia per esprimere il sostegno all’UI e all’attività svolta fin qui ma soprattutto a quella futura. Lo hanno fatto anche gli esponenti dei governi croato, italiano e sloveno, rispettivamente il premier croato Andrej Plenković, l’Ambasciatore d’Italia a Zagabria Pierfrancesco Sacco e il direttore dell’Ufficio per le Nazionalità del governo di Lubiana, Stane Baluh.

Le parole del premier Plenković in italiano

Il premier Plenković, accolto con un caloroso applauso, ha tenuto a sottolineare (in lingua italiana) come “i rapporti tra Croazia e Italia oggi siano ottimi e in continua ascesa come si addice a due membri dell’Ue e alleati della Nato. Ci sono molti esempi a sostegno di ciò: dalla recente azione congiunta dell’operazione di mantenimento della pace delle Nazioni Unite in Libano alla vasta cooperazione economica e turistica. La proclamazione della Zona economica esclusiva nel mare Adriatico su decisione del Parlamento croato del febbraio scorso è l’ultimo significativo indicatore dei frutti delle nostre buone relazioni bilaterali. Siamo grati all’Italia per il suo forte e aperto sostegno all’ingresso della Croazia nell’area Schengen e nell’eurozona”, ha detto il primo ministro aggiungendo come “quest’anno la Croazia attenda l’arrivo di un gran numero di vacanzieri italiani. Nel 2019 ne sono arrivati 1,2 milioni. Siamo aperti a nuovi investimenti da parte di partner italiani in Croazia e all’ampliamento della collaborazione economica. Sono certo che i nostri concittadini appartenenti alla CNI hanno festeggiato con tanta felicità la recente vittoria dell’Italia della nazionale italiana di calcio agli Europei e l’argento croato ai Mondiali di Russia”.

Sacco: «UI, una forza straordinaria»

L’Ambasciatore italiano Sacco ha portato il saluto e la gratitudine del governo italiano verso l’UI. “Fin dalla mia assunzione ho dato come una delle massime priorità, su indicazione del mio governo, nell’azione dell’Ambasciata e del sistema Italia in Croazia il lavoro con e per l’UI per convinzione, per obbligo morale dell’Italia ma anche perché la CNI e le sue istituzioni sono una leva e punto di forza straordinari in quell’opera di rilancio e aggiornamento a cui stanno lavorando il governo italiano e quello croato affinché un’amicizia storica, millenaria tra due popoli e due terre ossia tra due repubbliche democratiche e unite nell’Ue continuino a fare tanta strada insieme a beneficio dei rispettivi popoli e a beneficio della nostra minoranza italiana in Croazia e Slovenia”.

Baluh: «Uniti per il bene comune»

Anche Stane Baluh ha voluto rivolgere un augurio all’UI in lingua italiana: “Cari amici vi auguro un futuro carico di prosperità e di armonioso lavoro all’interno della minoranza italiana in Slovenia e in Croazia. Tutti noi uniamo gli sforzi per il bene comune”.

Non potevano mancare i discorsi dei massimi dirigenti dell’UI, Maurizio Tremul (qui le parole del presidente dell’UI) e Marin Corva (qui il discorso del presidente della GE dell’UI).

Il sindaco Filipović: «Tanti progetti insieme»
Il sindaco di Fiume Marko Filipović ha sottolineato invece come “nell’ambito della pluriennale collaborazione tra l’UI e la Città di Fiume siano stati realizzati importanti progetti, come ad esempio la ristrutturazione delle facciate interna ed esterna dell’edificio in cui hanno sede la SE “Dolac” e la Scuola media superiore italiana, uno dei più bei palazzi in città, e poi la ricostruzione della sede scolastica dell’elementare italiana “San Nicolò” con l’ampliamento di un vano adibito a biblioteca. Auspico sinceramente che entro breve tempo si possa avviare il grande progetto riguardante l’edificazione della nuova sede per le sezioni prescolari italiane che per svariati motivi non è ancora iniziata”, ha detto Filipović.
“La multiculturalità che caratterizza Fiume e la Regione litornaeo-montana è una tradizione portata avanti da tanto tempo. Gli italiani in queste terre hanno la possibilità di tutelare la propria cultura, le proprie tradizioni e la propria identità grazie alle istituzioni presenti a Fiume. Ci unisce un’ottima collaborazione che abbiamo intenzione di portare avanti”, ha dichiarato il presidente della Regione litoraneo-montana, Zlatko Komadina.

Acquavita: «Tanti connazionali cresciuti con l’UI»

Jessica Acquavita, vicepresidente della Regione istriana, ha affermato come “tanti connazionali siano cresciuti assieme all’UI trovando nelle Comunità degli Italiani, nelle scuole e nelle altre istituzioni una seconda casa, il luogo dove poter coltivare la nostra identità nazionale. La Regione istriana, in cui la minoranza italiana è un componente inprescindibile, ha sempre riconosciuto l’importante ruolo dell’UI, un ruolo sancito anche dallo Statuto regionale” ha detto Acquavita sottolineando come “l’unitarietà e la coesione soiano la nostra forza”.

Radin: «Non ripudiare nulla della nostra storia»

È stata poi la volta dell’intervento del deputato della CNI e vicepresidente del Sabor nonché rappresentante del presidente del Parlamento croato, Furio Radin che nel suo intervento ha invitato “a non ripudiare nulla della nostra storia in quanto il passato è importante. Guardiamo in avanti: abbiamo le forze, le risorse e l’appoggio dei popoli che con noi condividono queste magnifiche terre”, ha sottolineato Radin concludendo il suo discorso con quell’immancabile “Viva noi!”.

L’importante serata, condotta da Rosanna Bubola e Bruna Alessio, è scivolata via tra discorsi ed esibizioni di giovani e giovanissimi musicisti con il pubblico che ha tributato loro calorosi applausi.

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