Istria, Regione sicura. Appello alla Slovenia

Missiva di Fabrizio Radin, f.f. di presidente della Regione, e dei sindaci al primo ministro Janez Janša

Le autorità ribadiscono che l’Istria è una zona sicura dal punto di vista epidemiologico

C’è posta per il premier sloveno, Janez Janša. Il timbro postale è quello della Repubblica di Croazia, ma la missiva parte dalla Regione istriana e ha come firmatari il ff di presidente della Regione Fabrizio Radin e i sindaci delle Città della penisola. Una lettera-appello per gettare acqua sul fuoco delle… incomprensioni e drastiche misure figlie del rinvigorimento del contagio da Sars-CoV-2. Infatti, a un certo punto della stagione turistica, il rassicurante zero sul versante dei nuovi contagi, raggiunto con non pochi sacrifici, si era sciolto e i bollettini del Comando regionale della Protezione civile sempre più spesso riportavano di nuovi casi di contagio. Poca cosa, in penisola, tenuto conto della popolazione, diciamo, abituale e del comunque considerevole numero di turisti che avevano inteso visitare l’Istria. Altrove sul territorio nazionale i numeri si erano fatti oltremodo seri. Già in previsione della stagione vacanziera alcuni Paesi avevano inteso correre ai ripari e invitare i propri cittadini a restarsene a casa, vuoi per una questione sanitaria, vuoi per un aspetto più materialmente finanziario. La Croazia era comunque considerata sicura dal punto di vista epidemiologico, per cui la stagione turistica data morta aveva dato, seppure deboli, segni di vita. Alcuni focolai che presto erano diventati roghi avevano fatto sì che i Paesi di provenienza dei turisti decidessero di inserire il freno a mano, disponendo una sorta di isolamento – quarantena di varia durata per i villeggianti al rientro nei patri lidi. Da verde, la Croazia era diventata di un meno gradevole colore arancione, per finire poi tinta di rosso negli occhi di alcune capitali europee. Lubiana, ad esempio. Che annunciando l’isolamento-quarantena obbligatorio, aveva fatto rientrare i propri cittadini in ferie in qualsiasi area della Croazia. Come dire, amputare il piede per un’unghia incarnata. Zagabria era partita alla ricerca di una soluzione meno ruvida. Tutto questo per arrivare allo scritto “istriano” che Janez Janša si troverà sulla scrivania.
Situazione epidemiologica stabile
“Egregio signor presidente del governo – si legge – in quest’occasione salutiamo gli sforzi del governo della Repubblica di Croazia profusi a raggiungere con i Paesi confinanti e quelli dell’UE un accordo che contempli regimi epidemiologici a livello di Regioni croate e non già riferite a tutto il territorio”.
Un appello che la Regione istriana e le Città inviano dacché la situazione sul fronte del contagio, in Istria è estremamente buona, nonostante altrove sul territorio nazionale sia repentinamente precipitata. “È palese che la situazione buona e stabile sul territorio della Regione istriana non è un caso, bensì il risultato dei notevoli sforzi del comando regionale della Protezione civile e della grande ed encomiabile disciplina di tutti i nostri cittadini, ospiti e persone giuridiche che scrupolosamente si attengono alle misure predisposte. Dopo che la Croazia è stata inserita sulla lista rossa siamo stati testimoni dello scontento e dell’amaro rientro di un grande numero di cittadini sloveni, nostri ospiti tradizionali, amici e vicini, che da lunghi anni trascorrono le vacanze in Istria e qui hanno le loro case di villeggiatura. La Regione istriana e la Slovenia da anni mantengono ottimi rapporti di amicizia e i cittadini sloveni non solo sono benvenuti in Istria, ma sono anche assolutamente sicuri. In virtù di tanto, per questo tramite ci appelliamo al governo della Repubblica di Slovenia affinché, alla luce di un quadro epidemiologico assolutamente favorevole e in nome di rapporti di buon vicinato, riconsideri la possibilità di introdurre per la Croazia misure selettive, a livello regionale. La situazione epidemiologica stabile non è figlia della fortuna, bensì di strategia e disciplina. Tutti i nostri Comuni e le nostre Città sono impegnate a far sì che gli ospiti in Regione siano sicuri e che la loro salute, come quella di chi li aspetta a casa, non sia in alcun modo compromessa.
Certi che una prossima apertura dell’Istria ai cittadini della Slovenia sarà bene accetta non solo in Istria e in Croazia, bensì anche da parte dei nostri cari amici in Slovenia…”
I firmatari
Firmano l’appello il ff di presidente della Regione istriana, Fabrizio Radin, i sindaci Boris Miletić (Pola), Vili Bassanese (Umago), Fabrizio Vižintin (Buie), Siniša Žulić (Pinguente), Anteo Milos (Cittanova), Valter Glavičić (Albona), Renato Krulčić (Pisino), Loris Peršurić (Parenzo), Marko Paliaga (Rovigno) e Klaudio Vitasović (Dignano).

Facebook Commenti