Europrogettisti: partito il corso per i connazionali

Project Management in Ue: è questo il nome del corso partito ieri per insegnare ai connazionali come diventare europrogettisti. Come spiegato dal presidente dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul, il corso della durata di 40 ore è stato promosso dall’UI, in collaborazione con la ditta Euroservis s.r.l. di Trieste, ed è dedicato all’europrogettazione e finanziato con i mezzi che lo Stato italiano destina alla Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia a valere sui mezzi delle Convenzioni MAECI-UI-UPT.
L’Unione Italiana ritiene, infatti, che le conoscenze generali relative all’Unione europea e le conoscenze più specifiche, invece, inerenti proprio alle tecniche di progettazione europea, siano importanti sia a livello di cultura generale, ma anche e soprattutto dal punto di vista delle opportunità che si stanno presentando alla luce dell’avvio del nuovo periodo di programmazione 2021-2027 e dello strumento Next Generation EU promosso dall’Unione europea.
I saluti introduttivi, prima dell’inizio della prima lezione, oltre che dal presidente dell’UI Maurizio Tremul, sono stati fatti anche da Marin Corva, presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana, il quale ha ringraziato i relatori, come pure i corsisti, augurando a tutti buon lavoro con l’auspicio che possano sfruttare la massimo quest’opportunità.
Un altro saluto è poi arrivato da Andrej Bertok, socio di Euroservis, il quale ha spiegato brevemente le peculiarità di questo corso, sottolineando come esso voglia essere quanto più pratico e pragmatico, fornendo una marea di esempi concreti e dando degli esercizi da risolvere, in modo tale da permettere alle persone di formarsi e non soltanto d’informarsi.
La parola è poi passata a Mara Černic, project manager di Euroservice, che ha iniziato la lezione vera e propria. Durante la stessa si è parlato di molti concetti generali, che vanno dalla struttura dell’Unione europea e delle sue istituzioni, ai tempi della sua burocrazia, per passare poi ai vari capitoli di finanziamento. Una grande attenzione è stata posta a questo fattore, con distinzioni doverose fra i piani a lungo termine, come quello per il periodo programmatico 2021-2027, con quelli a breve termine, come il Next generation, dove i mezzi vengono assegnati e vanno poi spesi nel giro di tre anni.
Secondo la relatrice la parte fondamentale di questa prima lezione è però un concetto che sta ancora più a monte, ossia la risposta alla domanda: che cos’è un progetto. Grandi o piccoli, infatti, tutti i progetti hanno alcune caratteristiche di base che li accomunano, sono cioè un insieme di attività che hanno una durata limitata nel tempo, ossia un inizio e una fine, con lo scopo da raggiungere che esula dalle solite attività del proponente. I progetti hanno poi anche un budget, predeterminato, che serve a raggiungere gli obiettivi preposti e a realizzare il progetto nei termini prestabiliti.
Come fare per reperire questo budget è, in effetti, la domanda principale alla quale si cercherà di trovare risposta nel corso delle varie lezioni, che partite ieri andranno avanti un paio di volte a settimana fino a metà giugno.
Mara Černic ha poi insistito anche sulle priorità orizzontali, ossia una serie di caratteristiche che l’Unione europea vuole presenti in tutti i progetti, indipendentemente da quanto essi siano pesanti in termini finanziari, come pure da quale sia l’esatta applicazione. Fra questi ai primi posti c’è la parità di genere, ma viene ritenuta universalmente indispensabile anche la salvaguardia dell’ambiente.
Il resto dipende poi dal tipo di progetto e dal bando al quale questo ha intenzione di attingere, questioni sulle quali si entrerà più nello specifico nel corso delle prossime lezioni.

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