WRC. Che lo spettacolo abbia inizio

È tutto pronto per la prima storica edizione del Croatia Rally. Giovedì la passerella nel centro di Zagabria e poi si inizierà a fare sul serio. Fari puntati su Ogier, Neuville e il leader del Mondiale Rovenperä. Ne abbiamo parlato con Davorin Štetner e Daniel Šaškin

Il francese Sebastien Ogier è il protagonista più atteso

Il countdown sta per finire. Giovedì scatterà la prima storica edizione del Croatia Rally, che farà il suo esordio assoluto nel Mondiale WRC. Fino a domenica Ogier e compagnia si daranno battaglia sulle strade dello Zagorje, attorno a Zagabria, Karlovac e Krapina, per un totale di 300 chilometri spalmati su 20 prove speciali. Si parte giovedì alle 18 davanti alle Fontane di Zagabria con la passerella di tutti e 68 gli equipaggi iscritti, provenienti da 28 Paesi di tutto il mondo. Sìinizierà invece a fare sul serio a partire da venerdì, con le prime otto prove speciali previste nei dintorni di Plešivica, Kostanjevac e Duga Resa. Si proseguirà poi sabato con altre otto speciali sui percorsi tra Samobor e Duga Resa. Chiusura domenica con le ultime quattro prove che attraverseranno il monte Medvednica per raggiungere il traguardo di Kumrovec. Da lì la carovana tornerà nella capitale, in piazza San Marco, dove alle 15.30 è prevista la cerimonia di premiazione.

 

Ai nastri di partenza ci saranno tutti. A partire dal fuoriclasse francese Sebastien Ogier, iridato in carica, che punta deciso al suo ottavo titolo in carriera. In gara però sarà caccia a Kalle Rovanperä. Dopo le prime due tappe andate in scena a Montecarlo e in Finlandia, il giovane pilota finlandese si ritrova un po’ a sorpresa in testa al Mondiale, ma dietro di lui sono tutti attaccati: dal belga Thierry Neuville allo stesso Ogier, dal gallese Elfyn Evans all’estone Ott Tänak, campione del mondo nel 2019. Insomma, sarà spettacolo.

Jean Todt e Jacques Villeneuve
“È l’evento sportivo più grande e importante mai ospitato in Croazia – sottolinea il presidente della Federazione croata di kart e dell’automobile, Davorin Štetner –. Purtroppo per colpa della pandemia non abbiamo la percezione della sua grandezza, ma i numeri sono impressionanti: nel 2019 oltre 850 milioni di telespettatori hanno seguito il Mondiale in tv, mentre 4,3 milioni hanno assistito dal vivo a tutte le gare. Nonostante tutte le difficoltà provocate dall’emergenza sanitaria, che ci ha un po’ rubato la scena, siamo riusciti comunque a portare in Croazia uno spettacolo unico. Ci sono più persone che hanno avuto un ruolo chiave in quest’impresa: il primo è Zrinko Gregurek, membro del Consiglio motorsport della FIA, l’ex sindaco di Zagabria Milan Bandić, il principale sostenitore del progetto, e Jean Todt, il quale ci ha di fatto consegnato l’organizzazione. Il via libera era arrivato nel febbraio 2020 dopo un meeting con i vertici WRC, ma poi è esplosa la pandemia, seguita dal terremoto che ha colpito Zagabria e infine dalla morte di Bandić. Tre eventi che ci hanno messo a dura prova, alla fine però abbiamo saputo superare tutte le difficoltà. È stata già confermata la presenza dello stesso Jean Todt, di Jacques Villeneuve, dei vertici WRC e dei rappresentanti della FIA, il che la dice lunga sulla dimensione di quest’evento”.

Daniel Šaškin e Davorin Štetner

Niko Pulić sta meglio
L’unico cruccio è legato all’assenza del pubblico. “Chiaramente il raid si svolge a porte chiuse, ma nessuno può impedire alle persone di radunarsi lungo il percorso. Chiaramente nel pieno rispetto delle norme anti-contagio”.

L’obiettivo è ora fare del Rally Croatia una tappa fissa del calendario. “Abbiamo sottoscritto un accordo 1+1+1. Presto inizieremo le trattative per la prossima stagione. Se riusciremo a soddisfare tutti i criteri richiesti, allora torneremo anche l’anno prossimo”.

Sono sei gli equipaggi croati iscritti, pronti a sfidarsi nella categoria Rally 4. L’unico che avrebbe corso nella classe regina sarebbe dovuto essere l’inossidabile Niko Pulić, il quale però è in ospedale dove sta lottando contro il Covid. “Ci siamo sentiti domenica scorsa e fortunatamente le sue condizioni sono in miglioramento. Ne siamo sollevati perché fino a qualche giorno fa la situazione era abbastanza preoccupante. È una mazzata per tutti in quanto era sua intenzione appendere il casco al chiodo proprio partecipando alla gara di casa. Peccato davvero anche perché conosce molto bene il percorso e avrebbe sicuramente dato del filo da torcere a tanti. Ora però deve pensare soltanto a vincere la battaglia contro il Covid”, ha concluso Davorin Štetner.

Percorso impegnativo
Una delle particolarità di quest’appuntamento è quello di essere uno dei pochi a disputarsi interamente sull’asfalto. “L’ultima volta era stato al Rally di Germania nel 2019 – ricorda il presidente del Comitato organizzatore, il parentino Daniel Šaškin –. I piloti non sono abituati all’asfalto e sicuramente ciò potrebbe rimescolare ulteriormente le carte. Siamo stati un po’ ‘cattivi’ perché abbiamo preparato un percorso molto difficile, impegnativo e pieno di insidie con diversi tipi di asfalto, strade strette, larghe, lente, veloci, con tante curve. E poi ancora salti e saliscendi. Senza contare l’incognita meteo. Le previsioni annunciano infatti condizioni variabili, perciò la pioggia potrebbe metterli ancora più a dura prova”.

Il Rally Croatia rappresenta inoltre un importante elemento di promozione turistica e di visibilità per l’intero Paese. “E non solo. Secondo le nostre stime, dovrebbe generare un indotto pari a 4-5 milioni di euro, visto che ci sono oltre 1.200 persone in arrivo. Immaginate quindi quale impatto economico avrebbe potuto avere se non ci si fosse messa di mezzo la pandemia, tra pubblico, turisti da ogni dove e tantissimi eventi collaterali. I costi dell’organizzazione? Circa due milioni di euro, in larga misura coperti dal Ministero del Turismo e dello Sport e dalla Città di Zagabria, oltre ovviamente a tanti altri partner minori”.

L’Istria si è defilata
Nel momento in cui la Croazia è stata inserita nel calendario, l’Istria sembrava in pole position per ospitare la tappa, salvo poi defilarsi. “In tutta onestà, la mia idea era proprio quella di organizzare il tutto in Istria, coinvolgendo anche il Quarnero e il Gorski kotar. Nel corso delle trattative, però, le varie amministrazioni locali si sono via via tirate indietro, probabilmente perché non avevano compreso fino in fondo tutti i vantaggi sul piano promozionale che genera un evento di tale portata. Quindi mi chiamò personalmente l’ormai scomparso sindaco di Zagabria Milan Bandić che si dimostrò molto interessato e soprattutto disponibile a supportare finanziariamente il progetto”.

Sui favoriti per il successo Šaškin non si sbilancia. “È impossibile fare pronostici – conclude il dirigente –. Ogier è sicuramente il pilota più completo, Neuville quello che si adatta meglio all’asfalto, ma secondo me ci saranno tante sorprese, soprattutto se dovesse piovere. Vincerà chi saprà adattarsi meglio alle condizioni della strada. Ogier a caccia dei nove titoli di Loeb? Sarà dura. Ormai è a fine carriera ed è diventato da poco papà perciò credo che ora le sue priorità siano destinate a cambiare”.

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